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	<title>Interviste esperti Web Marketing italiano | Be-We Srl</title>
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	<description>Digital Marketing</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Feb 2026 17:36:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Interviste esperti Web Marketing italiano | Be-We Srl</title>
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		<title>Brand building: cos&#8217;è e strategie efficaci per aziende</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/brand-building-strategie-efficaci-aziende.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa si intende per brand building e perché dovresti avere una strategia per costruirlo in modo efficace? Ne parliamo nel blog di Be-We!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/brand-building-strategie-efficaci-aziende.html">Brand building: cos&#8217;è e strategie efficaci per aziende</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_1" ><p>Se sei un imprenditore e hai un <strong>e-commerce per la vendita di prodotti o servizi</strong>, saprai quanto sia fondamentale costruire un marchio forte e riconoscibile per distinguerti in un mercato sempre più competitivo. Il <strong>brand building</strong> è il processo che ti permette di creare una reputazione solida e di connetterti con i tuoi clienti.</p>
<p>In questo articolo, esploreremo in dettaglio il concetto di brand building, esaminando strategie efficaci per aiutarti a costruire un marchio di successo.</p>
<h2>Cosa si intende per Brand building?</h2>
<p>Il brand building è molto più di un semplice nome e logo. Comprende l&#8217;intera identità e la missione dell&#8217;azienda, e mira a creare un legame emotivo con i clienti. Quando pensi a grandi marchi come Apple, Nike o McDonald&#8217;s, non pensi solo ai loro prodotti, ma a un insieme di valori, qualità ed emozioni che essi rappresentano. Il brand building si propone di<strong> trasmettere questi valori</strong> e <strong>creare una connessione significativa</strong> con il tuo pubblico.</p>
<h2>Come iniziare a costruire il proprio marchio?</h2>
<p>La costruzione di un marchio coinvolge diverse fasi chiave. Vediamole nel dettaglio.</p>
<h3>1. Costruire un nome aziendale</h3>
<p>La scelta del nome aziendale è il punto di partenza cruciale. Deve essere unico, facilmente memorizzabile e in linea con la tua mission aziendale. La creazione del nome è spesso accompagnata dalla registrazione di un dominio web che rifletta il tuo marchio online.</p>
<h3>2. Creare un logo distintivo</h3>
<p>Il logo è la rappresentazione visiva del tuo marchio. Deve essere semplice, riconoscibile e riflesso dei valori e dell&#8217;identità aziendale. Un logo ben progettato può creare un&#8217;impressione duratura nella mente dei consumatori.</p>
<h3>3. Definire la tua mission e i valori</h3>
<p>La tua mission aziendale e i valori guidano il comportamento della tua azienda e come interagisce con i clienti. Devono essere autentici e rispecchiare l&#8217;essenza del tuo marchio.</p>
<h3>4. Sviluppare una strategia di branding</h3>
<p>Una <strong>strategia di branding</strong> definisce come il tuo marchio sarà comunicato al pubblico. Include il tono di voce, lo stile visivo e i canali di comunicazione che utilizzerai per raggiungere i tuoi clienti.</p>
<h2>Le 6 fasi del processo di Brand building</h2>
<p>La costruzione di un marchio non è certo semplice ma seguendo gli step necessari è possibile mettere le basi per un business di successo. Vediamo adesso quali sono le fasi del processo di brand building. Nello specifico, questo processo si sviluppa attraverso 6 fasi:</p>
<ol>
<li><strong>analisi e ricerca</strong>: prima di tutto, devi comprendere il tuo mercato, la concorrenza e il tuo pubblico <strong>target</strong>. L&#8217;analisi dettagliata ti aiuterà a identificare opportunità e sfide nel tuo settore;</li>
<li><strong>creazione dell&#8217;identità del brand</strong>: in questa fase, costruisci il nome, il logo, lo slogan e la mission aziendale. Questi elementi devono comunicare chi sei e cosa rappresenti;</li>
<li><strong>sviluppo della strategia di branding</strong>: definisci come vuoi far percepire il tuo marchio ai clienti. Sviluppa una strategia che includa la tua presenza online, la pubblicità, le relazioni pubbliche e altro ancora;</li>
<li><strong>implementazione e diffusione</strong>: porta il tuo marchio al pubblico attraverso i canali identificati nella tua strategia. Crea contenuti coinvolgenti che riflettano l&#8217;identità del tuo marchio;</li>
<li><strong>coinvolgimento del pubblico</strong>: interagisci con il tuo pubblico attraverso social media, eventi, e-mail marketing e altre tattiche di <strong><a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/brand-awareness.html" target="_blank" rel="noopener">brand awareness</a></strong> che hanno l&#8217;obiettivo di incrementare la consapevolezza del tuo brand. Crea un legame emotivo che fidelizzi i clienti;</li>
<li><strong>monitoraggio e adattamento</strong>: raccogli feedback e misura l&#8217;impatto delle tue attività di brand building. Adatta la tua strategia in base ai risultati ottenuti.</li>
</ol>
<h2>Esempi e casi di successo di brand building</h2>
<p>Ci sono molti esempi di aziende che hanno costruito brand di successo. Pensiamo a <strong>Apple</strong>, che ha creato un marchio associato all&#8217;innovazione e all&#8217;eleganza, o a <strong>Coca-Cola</strong>, che ha costruito un marchio legato alla felicità e al divertimento.</p>
<p>Un esempio interessante è quello di <strong>Airbnb</strong>, che ha creato un brand basato sulla condivisione di esperienze uniche e autentiche. La loro strategia di branding ha coinvolto storie personali degli host e degli ospiti, creando una connessione umana che ha reso il marchio riconoscibile e affidabile.</p>
<h2>L&#8217;importanza del brand building per le aziende</h2>
<p>Il brand building è cruciale per le aziende per diversi motivi. In primis la <strong>differenziazione</strong>. In un mercato competitivo, un marchio forte ti aiuta a distinguerti dalla concorrenza. In secondo luogo, è importante per la <strong>fidelizzazione dei clienti</strong> e sfruttare il legame emotivo con i clienti per renderli più fedeli al tuo marchio. Inoltre, un marchio solido aumenta la percezione del valore dei tuoi prodotti o servizi. e contribuisce a renderlo credibile e riconoscibile.</p>
<h2>Come comunicare il valore del proprio brand?</h2>
<p>Una volta costruito il tuo marchio, è fondamentale comunicarne il valore al pubblico. La <a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/digital-strategy" target="_blank" rel="noopener"><strong>digital strategy</strong></a> gioca un ruolo essenziale in questo processo. Ecco alcune strategie che possono aiutarti:</p>
<ul>
<li><strong>Sito web ottimizzato</strong>: assicurati che il tuo sito web rifletta l&#8217;identità del marchio e fornisca informazioni chiare e coinvolgenti.</li>
<li><strong>Contenuti di qualità</strong>: creare contenuti pertinenti e di valore attraverso blog, video e social media.</li>
<li><a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/brand-communication/social-media" target="_blank" rel="noopener"><strong>Social media marketing</strong></a>: utilizza i canali social per interagire con i clienti e condividere il tuo messaggio di branding.</li>
<li><strong>Influencer marketing</strong>: collabora con influencer che condividono i valori del tuo marchio.</li>
<li><a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/brand-communication/email-marketing" target="_blank" rel="noopener"><strong>E-mail marketing</strong></a>: invia messaggi personalizzati che riflettano l&#8217;identità del tuo brand.</li>
</ul>
<p>In conclusione, il brand building è un processo essenziale per costruire una reputazione solida e duratura. Creare un marchio riconoscibile richiede impegno, autenticità e coerenza nella comunicazione. Investire nella costruzione del tuo marchio porterà vantaggi tangibili nel lungo termine, aumentando la fedeltà dei clienti e il successo dell&#8217;azienda.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/brand-building-strategie-efficaci-aziende.html">Brand building: cos&#8217;è e strategie efficaci per aziende</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Essere imprenditori online: intervista a Claudio Bottos</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/interviste/essere-imprenditori-online-intervista-a-claudio-bottos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=7274</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato Claudio Bottos, consulente aziendale, per affrontare un tema davvero interessante: cosa significa essere imprenditori online oggi?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/essere-imprenditori-online-intervista-a-claudio-bottos.html">Essere imprenditori online: intervista a Claudio Bottos</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_2" ><p>Sappiamo bene quanto è diventato essenziale oggi essere presenti online. Quante volte hai sentito dire &#8220;Se non hai un sito web non sei nessuno&#8221;? E in parte è così. Ma non basta essere online, <strong>aprire un e-commerce</strong> o un sito web, per vedere crescere il fatturato. E&#8217; essenziale avere un <strong>approccio strategico</strong> e una visione del futuro per guidare le scelte e garantire il successo dell&#8217;azienda.</p>
<p><img decoding="async" fetchpriority="high" class="wp-image-7278 alignright" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/caludio-bottos-consulente-aziendale.jpg" alt="Claudio Bottos - Consulente Aziendale" width="328" height="328" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/caludio-bottos-consulente-aziendale.jpg 400w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/caludio-bottos-consulente-aziendale-150x150.jpg 150w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/caludio-bottos-consulente-aziendale-300x300.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/caludio-bottos-consulente-aziendale-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 328px) 100vw, 328px" /></p>
<p>Abbiamo chiesto al <a href="https://www.linkedin.com/in/claudio-bottos-74323931/" target="_blank" rel="noopener">Dottor Claudio Bottos</a>, consulente aziendale, di raccontarci quali sono le preoccupazioni più comuni degli imprenditori, cosa possono fare per assicurarsi un futuro, le novità dal punto di vista fiscale e molto altro. Buona lettura!</p>
<blockquote><p>Grazie Claudio per aver accettato di condividere con noi le evoluzioni a cui stai assistendo nel mondo dell&#8217;imprenditoria. Iniziamo subito con un tema particolarmente sensibile, ma di fondamentale importanza, soprattutto post lock-down: cosa possono fare oggi le imprese locali per assicurarsi un futuro?</p></blockquote>
<p>Nessuno può sapere cosa accadrà nel futuro, quello che si può fare è immaginarlo. Le imprese devono immaginare il futuro (leggendo i megatrends), capire quali obiettivi vogliono raggiungere e impostare una strategia per ottenere i risultati attesi. Molto spesso si tende a dimenticare che il cuore della strategia è il valore creato per i clienti, quindi gli imprenditori devono cercare di capire quale valore stanno creando per i loro clienti e quello che pensano di creare nel futuro. Inoltre, occorre imparare a valutare i rischi, definire una strategia e farlo con sistematicità e metodo. In sostanza attivare un processo di riflessione strategica, che fa chiedere “dove siamo” – “dove vogliamo andare” – “cosa dobbiamo fare per arrivare”.</p>
<p>Senza questo approccio strategico non si può avere un futuro, tanto online quanto offline. Una cosa che mi piace dire ai miei clienti per spiegare loro l&#8217;importanza della strategia è che la contabilità e il bilancio ci raccontano il passato dell&#8217;azienda, ma per andare avanti dobbiamo sapere come muovere i prossimi passi e questo possiamo saperlo solo se abbiamo una strategia da seguire.</p>
<blockquote><p>Quanto conta avere uno store online?</p></blockquote>
<p>In un&#8217;ottica di crescita conta tanto, ma dipende ovviamente dal tipo di settore e prodotti trattati. Certamente oggi il Web è diventato importantissimo per le aziende, non solo per vendere, ma anche per comunicare con i clienti e informare il mercato. Purtroppo però capita ancora molto spesso che il canale online venga visto come un porto sicuro in cui fare la fortuna. Non è così. Aprire un e-commerce è come aprire una nuova azienda: dobbiamo avere un&#8217;idea chiara degli obiettivi e degli strumenti che abbiamo a disposizione per far crescere un business online.</p>
<p>Come consulente aziendale ho notato un maggiore interesse nei confronti del canale online di aziende piccole e locali, come ad esempio il settore della ristorazione. Il Covid-19 le ha messe davanti a una nuova realtà, a cui prima si guardava con molta diffidenza, e che invece oggi rappresenta un&#8217;opportunità importante per raggiungere nuovi clienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Hai notato un maggiore interesse nei confronti dei canali online da parte degli imprenditori?</p></blockquote>
<p>Sì, soprattutto spinti dal lock-down. Come ho anticipato, anche i piccoli imprenditori hanno scoperto l’importanza di avere o creare canali online di vendita. Basta guardare cosa hanno fatto e stanno facendo anche negozi, ristoranti, ecc. Le consegne a domicilio di prodotti è aumentata notevolmente. Questo ha fatto scoprire a molti, che prima erano dubbiosi, i vantaggi delle consegne a domicilio o il ritiro dei prodotti già preparati presso il negozio.</p>
<blockquote><p>Quali sono le preoccupazioni più comuni degli imprenditori in questo particolare periodo?</p></blockquote>
<p>La fatica di leggere il futuro. L’incertezza, soprattutto per quelli, e sono la maggioranza, che non sono in grado di fare simulazioni economiche e finanziarie. Chi è in grado di farle può vedere cosa succede agli utili e ai flussi di cassa, con ottiche sia pessimistiche e sia ottimistiche.</p>
<blockquote><p>In quanto consulente aziendale, ti capita spesso di affrontare tematiche che riguardano il web, di consigliare l&#8217;uso di questo canale o di aiutare gli imprenditori a integrarlo in un sistema di gestione tradizionale?</p></blockquote>
<p>Sì, sia per la vendita, sia per la comunicazione e sia per la digitalizzazione di alcuni processi aziendali. Se guardiamo quello che è successo con gli istituti di credito con l’home banking e il mobile. Ora paghiamo e facciamo operazioni da casa e in mobilità senza bisogno dell’impiegato. Per tanti processi aziendali sarà il web la chiave di svolta, ma le aziende dovranno formare il personale e/o acquisire dall&#8217;esterno le competenze necessarie.</p>
<blockquote><p>Cosa possono fare le imprese in questo momento per essere più competitive e incrementare il fatturato?</p></blockquote>
<p>Vale quanto detto prima. Invito i miei clienti ad usare di più la fantasia e di guardare il mercato e i prodotti/servizi con ottiche diverse. Devono concentrarsi sul valore creato per i clienti perché, solo se l&#8217;impresa crea valore, i clienti acquistano i prodotti e/o i servizi. Il valore può essere la soluzione di un problema, il soddisfacimento di un bisogno o il prezzo ritenuto congruo al valore soddisfatto. L’impresa è competitiva quando riesce a creare un maggior valore per il cliente rispetto ai concorrenti. Il valore però è dinamico e varia in funzione del tempo e della percezione del cliente perché, se non è percepito, il valore non esiste e quindi il cliente non acquista.</p>
<blockquote><p>Sono previsti interventi da parte del Governo volti a ridurre la pressione fiscale sulle aziende?</p></blockquote>
<p>Qualche provvedimento c&#8217;è stato, con il credito d’imposta, per aiutare a diminuire la pressione fiscale, ma sono agevolazioni spot. Servirebbe una seria riforma del sistema fiscale, non solo per la riduzione della pressione, ma anche per lo snellimento delle procedure. Attualmente la burocrazia è ancora troppa, accedere ai finanziamenti non è sempre così semplice e quello di cui hanno bisogno oggi gli imprenditori è di velocità e di sburocratizzare, di risposte efficaci e immediate.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/essere-imprenditori-online-intervista-a-claudio-bottos.html">Essere imprenditori online: intervista a Claudio Bottos</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Veronica Gentili</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-veronica-gentili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=7256</guid>

					<description><![CDATA[<p>Veronica Gentili è un punto di riferimento quando si parla di Facebook Marketing. L'abbiamo intervistata per parlare di novità e vantaggi della piattaforma!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-veronica-gentili.html">Intervista a Veronica Gentili</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_3" ><p>I social network rivestono un ruolo essenziale nella creazione del legame tra aziende e clienti. Oggi sarebbe impensabile per un&#8217;impresa non avere una pagina aziendale da usare per <strong>comunicare con i clienti</strong> e raggiungere un <strong>pubblico targettizzato</strong>. Sappiamo quanto questi canali siano diventati parte integrante della vita delle persone e per questo è importante inserirli all&#8217;interno della <strong>strategia di marketing</strong> e sfruttarli per raggiungere obiettivi precisi.</p>
<p>Queste considerazioni sono ormai note alla maggior parte degli imprenditori. La vera impresa sta nel riuscire a usarli correttamente, senza lasciare nulla al caso. Per parlare di questo tema così importante e interessante abbiamo chiesto a <a href="https://www.linkedin.com/in/veronicagentili/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Veronica Gentili</strong></a>, un vero punto di riferimento in Italia quando si parla di Facebook Marketing.</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Grazie Veronica per aver accettato questa intervista. Iniziamo subito, raccontaci qualcosa di te: com&#8217;è nata la tua passione per i Social Network?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Sono sempre stata appassionata di social, fin da adolescente. Durante l’università ho iniziato a studiare i social da un punto di vista più legato al business e a chiedermi come poterli trasformare in qualcosa di più che un semplice passatempo. Tutto è iniziato lì…</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Come si è trasformato nel tempo l&#8217;uso dei Social da parte delle aziende?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Nei primi anni dell’avvento del Social Media Marketing l’approccio era molto amatoriale. Alcuni guardavano ai social con diffidenza e solo come strumento di cazzeggio, altri li usavano alla stregua di una vetrina, altri ancora li lasciavano in mano al più giovane in azienda convinti che bastasse essere un nativo digitale per poter usare i social media in modo efficace. Specialmente all’inizio, erano i like e i fan le metriche più importanti da monitorare e fortunatamente nel tempo si è riusciti a vedere nel Social Media Marketing una specializzazione di tutto rispetto, che richiede competenze ed esperienze specifiche…anche se non ancora per tutti i brand è così!</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Possiamo dire che oggi le aziende vogliono essere presenti su Facebook perché “lo fanno tutti”. Nella maggior parte dei casi, soprattutto le piccole realtà, partono da zero. Quali sono dunque gli errori da evitare quando si crea una nuova pagina su Facebook? Riuscire a resistere alla tentazione di invitare amici, parenti e conoscenti per colmare l&#8217;assenza di fan pare non sia così semplice!</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Ahimè, lo so. Tra gli errori principali da evitare c’è quello di usare la pagina Facebook come fosse una vetrina, quindi pubblicare solo promozioni e offerte, ma anche pensare che sia gratis, proprio perché, come possiamo scoprire dando uno sguardo agli Insights, “organicamente” raggiungiamo solo una piccola parte dei fan. Fare bene Facebook Marketing significa non solo creare una strategia volta a offrire contenuti efficaci e di valore, ma anche distribuire il budget pubblicitario in modo oculato per raggiungere obiettivi concreti.</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Parliamo invece degli strumenti che Facebook ci mette a disposizione per monitorare i risultati. Quali sono quelli più utili che ogni azienda dovrebbe utilizzare?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>I Facebook Insights ci danno utili indicazioni per capire chi ci segue e se stiamo raggiungendo, quanto meno sul piano demografico, le persone giuste, oltre a mostrarci come performano i nostri post, ma anche i dati che ci offre il pannello Gestione Inserzioni sono fondamentali per capire come procedono le nostre campagne. Consiglio anche di approfondire Audience Insights e Facebook Analytics, il primo per analizzare la propria base fan e in generale gli utenti di Facebook, il secondo per avere preziosi dati circa le attività sul nostro sito web.</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Ci sono dei tool che consigli di usare, esterni a Facebook, per gestire la programmazione e tenere sotto controllo i risultati delle attività svolte sulla piattaforma?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Certo, tool come Hootsuite, Fanpagekarma, Agorapulse, permettono non solo di programmare i contenuti su varie piattaforme e di avere dati analitici e report personalizzati, ma anche di gestire conversazioni e flussi di lavoro in modo ottimizzato.</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Cosa ne pensi delle novità del 2020 per chi desidera fare Social Advertising? Quali sono quelle più interessanti?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per questo anno ci aspettiamo l’introduzione dei metodi di acquisto immediato tramite social, come Facebook Pay, WhatsApp Pay e check out su Instagram, quindi la possibilità di monitorare quantomeno il ROAS, il ritorno sull&#8217;investimento pubblicitario sarà concreta anche per le piccole attività commerciali. In generale, la pubblicità sui social mira sempre più a dimostrare il suo reale impatto sul business, quindi sta a noi uscire dalla corsa ai like e ai fan per portare risultati più concreti a casa.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-veronica-gentili.html">Intervista a Veronica Gentili</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Finanziamenti per le aziende: intervista a Fabio Centurioni</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/normative-e-investimenti-digitali/finanziamenti-aziende.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 07:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Normative e investimenti digitali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=7238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quali novità ci sono sul fronte dei finanziamenti per le aziende in ambito digitale? Ne parliamo con Fabio Centurioni, esperto nel settore. Buona lettura!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/normative-e-investimenti-digitali/finanziamenti-aziende.html">Finanziamenti per le aziende: intervista a Fabio Centurioni</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_4" ><p><img decoding="async" class="alignright wp-image-7254 size-medium" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/Fabio-Centurioni-300x300.jpg" alt="Fabio Centurioni" width="300" height="300" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/Fabio-Centurioni-300x300.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/Fabio-Centurioni-150x150.jpg 150w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/Fabio-Centurioni-100x100.jpg 100w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/06/Fabio-Centurioni.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nel nostro blog abbiamo già parlato delle <strong>novità introdotte dal Governo</strong> per andare incontro alle imprese duramente colpite dall&#8217;emergenza Covid-19 e di quanto possano essere utili per rafforzare la parte digital. Oggi però, vogliamo affrontare l&#8217;argomento dei finanziamenti per le aziende con un professionista del settore, <strong>Fabio Centurioni</strong>, consulente di contributi regionali per le imprese, finanziamenti agevolati per le start up e fondi europei per imprese.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<blockquote><p><strong>In che modo le aziende potranno sfruttare il Fondo di Garanzia per rafforzare e investire sugli strumenti online?</strong></p></blockquote>
<p>Il fondo statale rilascia una garanzia dall’80% al 100% alle Banche che andranno a erogare i mutui e prestiti alle imprese. Gli imprenditori hanno maggiori garanzie e non rischiano di vedersi rifiutare il prestito richiesto e potranno utilizzarlo per diversi scopi, come ad esempio:</p>
<ul>
<li>Liquidità per fare fronte alle spese correnti, come affitti, utenze e canoni di abbonamento a siti web</li>
<li>Spese di promozione e pubblicità digitale e social network</li>
<li>Spese di investimenti per implementare il proprio sito web</li>
<li>Spese di consulenza per migliorare la propria immagine aziendale (brand)</li>
<li>Spese di investimenti in attrezzature, macchinare, hardware e software</li>
</ul>
<blockquote><p><strong>Cosa deve fare l&#8217;impresa per poter accedere al Fondo di Garanzia fino a 30.000€? Quali sono i requisiti necessari?</strong></p></blockquote>
<p>Le aziende che vogliono richiedere il finanziamento con la garanzia del Fondo devo avere un requisito fondamentale: avere una partita iva aperta e non essere segnalato come cattivo pagatore alla centrale rischi bancaria. L’importo che si può richiedere è pari al 25% del fatturato 2019.</p>
<p>Ad esempio:</p>
<ul>
<li>Fatturato 2019 = (€80.000 x 25%) = €20.000, importo massimo del prestito con garanzia al 100%</li>
<li>Fatturato 2019 = (€100.000 x 25%) = €25.000, importo massimo del prestito con garanzia 100%</li>
<li>Fatturato 2019 superiore a €120.000 = €30.000, importo massimo del prestito con garanzia al 100%</li>
</ul>
<p>A partire dal 15 giugno la quota di prestito sarà elevabile infatti da 25.000 a 30.000 euro.</p>
<p>Molti imprenditori si chiedono cosa succede se la società è stata costituita dopo il primo gennaio 2019 e che non hanno ancora depositato il bilancio. La buona notizia è che anche queste realtà hanno l&#8217;accesso al fondo e possono chiedere il 25% del fatturato con un’autodichiarazione del fatturato previsto per il 2019.</p>
<p>Il secondo passo per richiedere il prestito d’emergenza è procedere con la compilazione del modulo 4-bis in pochi minuti ed inoltrarlo via email alla propria banca, aggiungendo l’importo del prestito che si intende richiedere. È possibile trovare il modulo da compilare a <a href="https://www.contributiregione.it/wp-content/uploads/2020/04/Allegato-4-bis.pdf" target="_blank" rel="noopener">questo link</a>.</p>
<blockquote><p><strong>Oltre al Fondo di Garanzia, ci sono altre agevolazioni messe a disposizione delle imprese per superare questa situazione di emergenza? </strong></p></blockquote>
<p>Sì, ci sono i fondi che ogni Regione mette a disposizione delle imprese. Inoltre, per le imprese che hanno un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro, sarà possibile fare richiesta all&#8217;Agenzia delle Entrate del contributo a fondo perduto per chi ha avuto un calo di fatturato del 33% confrontando il mese di aprile 2020 col mese di aprile 2019.</p>
<p>L’importo della sovvenzione è calcolato sul calo annuo di fatturato e si articola in tre scaglioni:</p>
<ul>
<li>20% della differenza se fattura fino a 100 mila euro</li>
<li>15% fra 100 e 400 mila euro</li>
<li>10% fino a 5 milioni di euro</li>
</ul>
<p>Esempio N.1: un’impresa con fatturato 2019 di 2 milioni di euro (ricade nella terza fascia fra quelle sopra esposte). La differenza fra i ricavi di aprile 2020 e quelli di aprile 2019 è pari a 200 mila euro quindi potrà ricevere un contributo a fondo perduto di 20.000 euro.</p>
<p>Esempio N.2: un&#8217;azienda che fatturava nel 2019 euro 400.000 (cade in fascia n.2). La differenza tra aprile 2020 su aprile 2019 è di euro 100.000, potrà ricevere un contributo a fondo perduto di euro 15.000.</p>
<blockquote><p><strong>Attualmente sono presenti bandi di finanziamento europei o regionali dedicati ai giovani o volti ad agevolare l&#8217;imprenditoria femminile?</strong></p></blockquote>
<p>Sì, sono disponibili numerosi bandi per le nuove imprese e incentivare l&#8217;imprenditoria femminile e supportare i giovani. Smart &amp; Start 2020, Resto al Sud, agevolazioni per assunzioni, agevolazioni per nuove imprese, sono solo alcuni dei bandi attualmente disponibili. Ognuno di questi propone diverse opportunità per dare il giusto supporto a queste particolari categorie di imprenditori.</p>
<blockquote><p><strong>Negli ultimi anni quali sono stati i settori produttivi che hanno beneficiato maggiormente dei bandi di finanziamento europei o regionali?</strong></p></blockquote>
<p>I settori produttivi beneficiari sono stati i settori dell’artigianato, commercio e manifattura. Il bando capo file dello scorso anno si chiama Voucher Digitalizzazione, e potevano partecipare tutti i settori di attività, nessuno escluso. Il voucher verrà riproposto anche quest’anno e si potrà sovrapporre alle altre agevolazioni nel settore digitale.</p>
<blockquote><p><strong>Esistono dei bandi e finanziamenti volti ad agevolare o sviluppare il processo di trasformazione digitale dei negozi fisici verso il commercio online?</strong></p></blockquote>
<p>Nuovi bandi sono in programmazione quest’anno per agevolare l’acquisto di attrezzature informatiche e software per digitalizzare gli uffici professionali e le attività commerciali ed artigiane per permettere alle piccole medie aziende di avere attrezzature aggiornate per poter eseguire:</p>
<ul>
<li>Lavori in smart working da remoto</li>
<li>Ricevere gli ordini tramite siti e-commerce e siti web</li>
<li>Consegnare a domicilio con prenotazioni tramite lo sviluppo di App Mobili</li>
</ul>
<blockquote><p><strong>Esiste una strada veloce e immediata per accedere ai bandi?</strong></p></blockquote>
<p>Si, abbiamo sviluppato una bussola per combattere la giungla da cui siamo sommersi. Ogni Regione, Ente Ministeriale, Camera di Commercio, Inail, Inps, sta emettendo una serie di bandi ogni settimana da qui alla fine dell’anno che fa girare la testa a qualsiasi imprenditore. La maggior parte delle agevolazioni va persa perché non riesce ad individuare il portale regionale e nazionale da cui poter inviare la domanda di agevolazione. Per evitare di perdere le agevolazioni abbiamo creato la bussola <a href="https://www.contributiregione.it/info-bandi-impresa/?aff_id=bewe" target="_blank" rel="noopener sponsored">INFO BANDI</a> che permette alle aziende di restare sempre aggiornato sulle novità relative ai bandi.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/normative-e-investimenti-digitali/finanziamenti-aziende.html">Finanziamenti per le aziende: intervista a Fabio Centurioni</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La figura dell&#8217;e-commerce manager: intervista a Antonella De Caro</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/figura-ecommerce-manager.html</link>
					<comments>https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/figura-ecommerce-manager.html#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 16:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=7232</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanto è essenziale per un'azienda poter contare su un e-commerce manager? Ne parliamo con Antonella De Caro esperta in Digital Transformation!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/figura-ecommerce-manager.html">La figura dell&#8217;e-commerce manager: intervista a Antonella De Caro</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_5" ><p>L&#8217;e-commerce manager è una figura ancora poco conosciuta nelle realtà aziendali ma che ricopre un ruolo essenziale. Per scoprire meglio chi è, di cosa si occupa e in che modo può aiutare un&#8217;azienda a crescere abbiamo chiesto ad <a href="https://ie.linkedin.com/in/antonella-de-caro-aa096131" target="_blank" rel="noopener">Antonella De Caro</a>, esperta in trasformazione digitale che collabora con un importante brand nel settore della moda.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-7182 alignright" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/05/anto.jpg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/05/anto.jpg 200w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/05/anto-150x150.jpg 150w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/05/anto-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<blockquote><p>Sono un’appassionata di innovazione digitale e lavoro in progetti di Digital Transformation da 10 anni, per sostenere e promuovere la rivoluzione digitale nelle aziende. Il mio consiglio: Investite sul futuro della vostra azienda, digitalizzatevi!</p></blockquote>
<p><strong>La figura dell&#8217;e-commerce manager sta diventando essenziale nella gestione di un negozio online. Quale valore aggiunto può dare questa figura professionale?</strong></p>
<p>L’e-commerce manager, oggi più che mai, rappresenta una figura strategica all&#8217;interno delle aziende, perché definisce l&#8217;apertura verso la digital transformation della vendita di qualsiasi prodotto. Il consumatore è cambiato, ha poco tempo e punta ad una velocità di acquisto che lo store fisico non riesce più a garantire. Questa figura deve strutturare dei processi agili e flessibili che permettano di acquistare il prodotto in pochi e semplici click.</p>
<p><strong>Quanto è importante poter contare su una figura in grado di fare da intermediario tra impresa, store fisico/online e web agency? </strong></p>
<p>Molto spesso all&#8217;interno delle aziende non è presente una figura di riferimento funzionale, in grado di unire le esigenze aziendali con gli strumenti e le opportunità del canale online. Oggi è diventato essenziale avere una figura interna, con le corrette competenze digitali, in grado di capire le esigenze dell’azienda stessa, snellire i processi, individuare i prodotti su cui puntare e come comunicarli al meglio, al fine di traguardare gli obiettivi prefissi dall&#8217;azienda, nel breve e nel lungo periodo.</p>
<p><strong>Oggi andiamo sempre più verso la multicanalità. Quali consigli puoi dare a una PMI che sta iniziando a muovere i primi passi online? </strong></p>
<p>Stiamo assistendo alla digitalizzazione anche delle piccole botteghe di quartiere e questo rappresenta un fenomeno importantissimo perché indica che non sono solo le grandi aziende a potersi digitalizzare. Bisogna comunicare con i propri consumatori, metterli a conoscenza di prodotti, offerte e iniziative speciali anche all&#8217;interno degli store. Il mio consiglio è di pensare alla vendita on line anche mediante marketplace più grandi e di creare un database di contatti a cui inviare mail commerciali e push notification anche via WhatsApp per garantire una comunicazione semplice che faccia conoscere sempre più i prodotti e le iniziative. In un momento come questo in cui le persone stanno a casa, nonostante la timida riapertura delle attività, sapere che una gelateria propone ad esempio il servizio di delivery e da la possibilità al consumatore di poter mangiare il gelato comodamente a casa propria può rappresentare un grande vantaggio, ma è sempre necessario comunicarlo.</p>
<p><strong>Come possiamo ottimizzare i costi relativi all&#8217;avvio e alla gestione di un negozio online? </strong></p>
<p>È possibile accedere a piattaforme gratuite ad esempio <a href="https://www.wordpress.com/">wordpress.com</a>, collaborare con agenzie, che permettono la configurazione di e-commerce a prezzi competitivi, sperimentare la vendita mediante marketplace o addirittura iniziare il processo di vendita on line tramite i social. Negli ultimi giorni Facebook è intervenuta proprio per aiutare le PMI mediante la creazione dei <a href="https://www.facebook.com/business/industries/retail-and-ecommerce" target="_blank" rel="noopener">Facebook Shops</a>, la cui creazione è semplice e gratuita. Le aziende possono scegliere i prodotti che vogliono inserire nel loro catalogo per poi, personalizzare il look and feel del negozio con un&#8217;immagine di copertina e con colori che rimandano al proprio brand. Questo significa che qualsiasi imprenditore, indipendentemente dalla dimensione della sua azienda o dal budget, può digitalizzare la vendita dei prodotti e connettersi con i clienti dove e quando preferiscono. In ogni caso qualsiasi investimento digitale verrà ammortizzato, delle aziende stesse, con il conseguente aumento delle vendite. Uno store online offre una vetrina più ampia del negozio fisico con la possibilità di raggiungere un numero elevato di clienti. È essenziale, però, avere una strategia ben definita e conoscere gli strumenti che ci permettono di ottenere il massimo dal canale online.</p>
<p><strong>Quale ruolo hanno i marketplace come Amazon ed eBay, nei confronti dei negozi online? Vanno considerati dei nemici o possiamo vederli come degli alleati che possono incrementare la crescita di un brand online?</strong></p>
<p>I grandi marketplace possono essere considerati come le vetrine di uno store molto importante che garantiscono visibilità, miglioramento delle vendite, nonché la crescita di brand awareness. Le recensione degli utenti, giocano un altro ruolo molto importante, in quanto possono incentivare l&#8217;engagement dei prospects, che è il segmento su cui ogni azienda dovrebbe porre grande attenzione. Vendere all&#8217;interno di un marketplace significa poter conquistare con maggiore semplicità la fiducia dei consumatori.</p>
<p><strong>La concorrenza sul web è molto più ampia rispetto a quella del canale offline. Quanto è importante studiare i competitor per la definizione della strategia di prezzo finale? </strong></p>
<p>È necessario fare analisi di benchmark quotidiane al fine di non perdersi le strategie dei competitors. Alcuni l&#8217;e-tailer ad esempio, hanno studiato degli algoritmi per individuare gli sconti sugli altri siti al fine di proporre sempre all&#8217;utente il prezzo più competitivo, ragion per cui è sempre bene analizzare il mercato e i KPIs che lo caratterizzano.</p>
<p><strong>Le spedizioni sono complesse da gestire in termini di costo. In che modo possiamo ridurre la loro incidenza sul fatturato? </strong></p>
<p>Aumentando le vendite, la risposta è semplice. Purtroppo da alcuni costi non ci si può esimere, ad esempio negli scorsi mesi le aziende hanno investito proponendo il free shipping al fine di aumentare l’engagement di clienti per finalizzare l’acquisto. L&#8217;unica soluzione possibile dunque è individuare una strategia per incrementare le vendite e ridurre l&#8217;incidenza delle spese di spedizione sul fatturato.</p>
<p><strong>Nel settore in cui operi, c&#8217;è stata qualche iniziativa particolare in questo periodo? </strong></p>
<p>In questo momento si sta puntando molto sull&#8217;evoluzione dei pagamenti sia on line che offline. Nel prossimo futuro ci si orienterà sempre di più sulla dilazione dei pagamenti o sul cashback ma anche sull&#8217;incremento di iniziative ominichannel, come la definizione di appuntamenti in store. Queste iniziative ci permetteranno di aumentare il traffico sia sull&#8217;e-commerce ma anche dello store.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/figura-ecommerce-manager.html">La figura dell&#8217;e-commerce manager: intervista a Antonella De Caro</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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		<item>
		<title>Intervista a Stefano Schirru: parliamo di Link Building</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-stefano-schirru-parliamo-di-link-building.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 07:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova intervista sul blog di Be-We: Stefano Schirru ci risponde ad alcune domande che interessano la link building e la digital PR. Buona lettura!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-stefano-schirru-parliamo-di-link-building.html">Intervista a Stefano Schirru: parliamo di Link Building</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_6" ><p><img decoding="async" class=" wp-image-7094 alignright" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/04/stefano-schirru.jpg" alt="Stefano Schirru" width="253" height="253" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/04/stefano-schirru.jpg 773w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/04/stefano-schirru-150x150.jpg 150w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/04/stefano-schirru-300x300.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/04/stefano-schirru-768x768.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2020/04/stefano-schirru-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" />Oggi parliamo di link building, un&#8217;attività indispensabile in un piano di digital marketing. Ci permette di accrescere il valore di un sito e migliorare il suo posizionamento tra i risultati del motore di ricerca.</p>
<p>Per l&#8217;occasione, abbiamo deciso di intervistare <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/stefanoschirru/" target="_blank" rel="noopener">Stefano Schirru</a></strong> Ceo e SEO Specialist di <strong>Img Solutions srl</strong>, Co-Founder di <strong>Likami Web</strong> e Editore di <strong>Wild Seo Magazine</strong>. Scopriamo insieme a lui come si è evoluta nel tempo la link building, come si evolverà e quali sono gli strumenti utili per una corretta analisi. Iniziamo!</p>
<blockquote><p><strong>Ciao Stefano, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande! Raccontaci qualcosa di te. Come nasce la passione per questo lavoro?</strong></p></blockquote>
<p>Tutto comincia nel lontano 2006 quando per la prima volta comincia a interessarmi sul serio al mondo della SEO e del web marketing. Era l’epoca dei primi forum e, ovviamente, non c’erano tutte le informazione e le opportunità di crescita che ci sono oggi. L’unico modo per “imparare” era quello di buttarsi nella mischia e sporcarsi le mani… e così feci lanciando, nel 2007, i primi progetti personali. Poi da li, piano piano, la cosa si è evoluta e mi ha portato, nel corso degli anni a dare vita alla Img Solutions srl, con la quale ho avuto il piacere di realizzare tantissimi progetti: da Wild Seo Magazine, la prima rivista cartacea dedicata a Seo e Web Marketing, a TiLinko, l’agenzia verticale dedicata a link building e digital PR che oggi rappresenta una delle realtà più importanti del settore in Italia.</p>
<blockquote><p><strong>Che fine ha fatto la Link Building? Molti la detestano altri non possono farne a meno. In che modo può essere utilizzata per trarne benefici senza infastidire il grande G?</strong></p></blockquote>
<p>Parliamoci chiaro. La link building oggi è un’attività fondamentale nella stragrande maggioranza dei settori. Ma attenzione perché Google non è più quello del 2008-2010. In questi anni si è evoluto in maniera importante e, allo steso modo, è cambiato il modo di fare link building. Scordiamoci il vecchio approccio fatto di contenuti spazzatura e link tutti uguali, sempre con la stessa ancora manipolativa.</p>
<blockquote><p><strong>Come si è evoluta nel tempo?</strong></p></blockquote>
<p>Come dicevo poco sopra la link building si è profondamente evoluta nel tempo. Oggi è fondamentale puntare su contenuti di qualità, contenuti che possano portare un valore aggiunto per il lettore. Il link deve essere un reale approfondimento per chi legge, cercando il più possibile di integrarlo in modo naturale all&#8217;interno del testo. Inoltre non bisogna dimenticare l’importanza della pianificazione. Oggi l’attività di link building deve essere progettata e deve partire nel momento giusto, ossia quando il sito è stato già ottimizzato on site. Solo così potrai ottenere davvero risultati importanti.</p>
<blockquote><p><strong>Possiamo dire che in qualche modo la Link Building si nasconde oggi dietro la Digital PR?</strong></p></blockquote>
<p>Assolutamente sì. Lo vado dicendo ormai da un paio di anni: link building e digital PR dovrebbero essere una cosa sola. Da un lato, infatti, devo realizzare contenuti ben fatti che forniscano informazioni utili al lettore e permettano di valorizzare il mio brand. Il tutto senza dimenticare, ovviamente, il link.</p>
<blockquote><p><strong>In che modo queste attività possono aiutare un brand a raggiungere un posizionamento migliore tra i risultati dei motori di ricerca?</strong></p></blockquote>
<p>Diciamo che, in realtà, queste attività aiutano i brand in 2 modi: grazie ai link è possibile mandare un segnale importante a Google e ottimizzare il proprio posizionamento nei risultati di ricerca; allo stesso tempo pubblicando contenuti di valore su testate giornalistiche e siti verticali del proprio settore è possibile portare traffico sul proprio sito web e aumentare l’autorevolezza del proprio brand.</p>
<blockquote><p><strong>Quali strumenti consigli per l&#8217;analisi dei backlink e del Domain Authority?</strong></p></blockquote>
<p>Oggi ci sono moltissimi strumenti molto validi. Personalmente utilizzo <strong>Ahrefs</strong> ma sono estremamente validi anche strumenti come <strong>Majestic</strong> e <strong>Semrush</strong> (specialmente dopo gli ultimi aggiornamenti). Ma al di là dei vari tool direi che lo strumento per eccellenza rimane il nostro cervello. Perché poi i dati che otteniamo dai tool, per quanto utilissimi, vanno analizzati e interpretati.</p>
<blockquote><p><strong>Come vedi il futuro della Link Building?</strong></p></blockquote>
<p>Il futuro della link building lo vedo sempre più orientato verso la qualità. E quando parlo di qualità intendo qualità dei contenuti ma anche dei siti scelti per fare attività di link building. Il tutto, poi, deve essere ben pianificato a livello strategico per massimizzare i risultati che si possono ottenere. Perché la link building viene considerata da molti come una delle tante attività da fare. Io, al contrario, la vedo come un vero e proprio investimento. Se ben fatto è quello che può fare davvero la differenza tra un progetto qualsiasi ed uno di successo!</p>
<p>Siamo giunti alla fine di questa interessante intervista. Ringraziamo ancora Stefano per il tempo che ci ha dedicato. Come sempre, se hai domande per approfondire l&#8217;argomento ti aspettiamo qui sotto nei commenti! 🙂</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-stefano-schirru-parliamo-di-link-building.html">Intervista a Stefano Schirru: parliamo di Link Building</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Andrea Saletti</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-andrea-saletti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 07:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=6790</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per l&#8217;intervista di Luglio abbiamo scelto un argomento molto particolare: il neuromarketing. Per le nostre domande quindi ci siamo rivolti allo specialista del settore, Andrea Saletti che, ha da poco pubblicato il suo nuovo libro &#8220;Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web&#8220;! Ciao Andrea, grazie per aver accettato di rispondere a qualche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-andrea-saletti.html">Intervista a Andrea Saletti</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_8" ><p>Per l&#8217;intervista di Luglio abbiamo scelto un argomento molto particolare: il <a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/07/andrea-libro.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-6798 alignright" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/07/andrea-libro-300x296.jpg" alt="Andrea Saletti" width="300" height="296" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/07/andrea-libro-300x296.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/07/andrea-libro-768x758.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/07/andrea-libro-101x100.jpg 101w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/07/andrea-libro.jpg 822w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>neuromarketing</strong>. Per le nostre domande quindi ci siamo rivolti allo specialista del settore, <a href="https://www.linkedin.com/in/andreasaletti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Andrea Saletti</strong></a> che, ha da poco pubblicato il suo nuovo libro &#8220;<strong><em>Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web</em></strong>&#8220;!</p>
<blockquote><p>Ciao Andrea, grazie per aver accettato di rispondere a qualche nostra domanda. Iniziamo subito con la prima!</p>
<ul>
<li><strong>Cos’è il neuromarketing e come ti sei appassionato a questo particolare tema?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Il neuromarketing è una disciplina affascinante, semplificando potrei definirlo lo studio scientifico di come il cervello umano reagisce agli stimoli di marketing. Ad oggi è impiegato in svariati ambiti incrociando esperienze sensoriali diverse, nel web (neuro web marketing) l’attenzione è principalmente posta sull&#8217;aspetto visivo della comunicazione, dove viene analizzato nel dettaglio come particolari stimoli siano in grado di influenzare ampiamente le azioni di un utente durante la fruizione di un contenuto digitale.<br />
Come mi sono appassionato alla disciplina? Beh, sono sempre stato molto curioso. Ho iniziato nel 2000 come web designer, per poi passare alla SEO, consapevole del fatto che sviluppare un bel sito web è un po&#8217; come costruire una bella casa: può dare soddisfazione, certo, ma se non impariamo a creare delle strade che portino le persone a trovarla finiremo per rimanere soli nella stupenda e inutile dimora che abbiamo creato. Poi ho capito che si può essere i migliori SEO in circolazione, ma l’unica cosa che giustifica l’investimento in visibilità è la conversione, sono due aspetti che vanno di pari passo, nessun imprenditore rinnova una campagna SEO se non ha la chiara percezione che generi un qualche ritorno economico.</p>
<p>Ecco che allora, forte del mio percorso universitario in comunicazione e al mio interesse per la psicologia, ho iniziato ad approfondire sempre più lo studio di neuroscienze, psicologia dei consumi e meccanismi cognitivi umani. Si parla di più di 10 anni fa e da allora non ho più smesso di sperimentare.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>In che modo il neuromarketing ha cambiato il modo tradizionale di fare marketing?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>I dati che una sessione di neuromarketing può fornirti in termini di miglioramento delle vendite sono preziosissimi.</p>
<p>Nella maggioranza dei casi infatti, i dati a disposizione di chi si occupa di ottimizzazione della conversione si basano solamente sulla registrazione di tracce lasciate dagli utenti durante la loro navigazione. L’insieme di queste tracce, se apparentemente correlate, permette di ipotizzare una causa, un po’ come gli indizi individuati sulla scena di un crimine aiutano un detective a ricostruire dinamiche e moventi di un delitto.</p>
<p>Per capirci meglio mi riferisco a 2 grandi famiglie di strumenti in grado di fornire questo servizio: quelli di analisi dati di navigazione/statistiche e quelli di analisi di dati comportamentali.</p>
<p>Tra i primi il più diffuso è sicuramente Google Analytics (che do per scontato sia già presente sul tuo sito, configurato a dovere). Grazie a Google Analytics è possibile ottenere tantissime informazioni sui tuoi utenti: cosa hanno visto, con cosa hanno interagito, cosa hanno scaricato, cosa hanno comprato, cosa hanno preferito tra le opzioni disponibili, cosa amano e che tipi di abitudini hanno, etc…</p>
<p>Gli strumenti di analisi navigazione/statistiche rispondono alla domanda “cosa?” e mettono il marketer davanti al fatto compiuto: deve immaginare correlazioni e in base a queste ipotizzare il come e il perché del comportamento degli utenti.</p>
<p>Tra gli strumenti di analisi comportamentale invece il più noto è probabilmente Hotjar. Hotjar permette di registrare video delle sessioni di navigazione dei tuoi utenti, di generare mappe di calore che indicano le aree con più interazioni delle pagine, quanto gli utenti scorrono verso il basso, i movimenti del mouse.</p>
<p>Ti consente di impostare sondaggi di opinione, monitorare i campi dei tuoi form, proporre test di usabilità ai visitatori.</p>
<p>Se uniti ai dati di Analytics, quelli di Hotjar diventano utilissimi perché sono in grado di rispondere alla domanda “come?” e limitano le possibili imprecisioni creative del marketer: conosce il cosa, è certo del come, deve solo ipotizzare il perché.</p>
<p>E qui entra in gioco il neuromarketing.</p>
<p>Immagina arrivato a questo punto di poter misurare i micro momenti emotivi vissuti dai tuoi utenti durante la loro esperienza d’acquisto, associati contemporaneamente alla registrazione delle aree di schermo su cui i loro sguardi sono focalizzati. Questo è ciò che il neuromarketing consente di fare: il neuromarketing risponde alla domanda “perché?” e di fatto rende la precisione dell’analisi più scientifica possibile. Al marketer vengono richieste esperienza e un minimo di buon senso nell’interpretare le informazioni raccolte, ma non ha più bisogno di ipotizzare: conosce chiaramente il cosa, il come e il perché.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>SEO e psicologia: come si incontrano questi mondi?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Chi si occupa di SEO, solitamente, è alle prese con la ricerca delle più efficaci parole chiave e con l&#8217;ottimizzazione dei contenuti web (titoli, meta descrizioni, heading, link, immagini, formattazioni) per fare in modo che i motori di ricerca premino quelle pagine posizionandole prima dei concorrenti sulla SERP.</p>
<p>Come puoi immaginare, in un universo di parole chiave, bounce rate, tag e link building, è facile dimenticarsi che il nostro reale obiettivo non è Google, quanto invece l’utente – l’umano – che sta dietro lo schermo. Va compreso che non stiamo facendo la corte agli algoritmi di Google, quanto invece a sedurre i consumatori.</p>
<p>Per riuscire a ottimizzare davvero le nostre pagine online, dunque, dobbiamo imparare a pensare come pensano i consumatori, e iniziare a capire perché questi agiscono in una determinata maniera piuttosto che in un’altra davanti alle nostre offerte. Ed è esattamente qui che si inseriscono il neuromarketing e la psicologia applicata al web.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Quali sono gli elementi che permettono agli utenti di associare il brand a qualcosa di &#8220;positivo&#8221;? </strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Molti consumatori acquistano un brand basandosi sulle emozioni e sulle immagini mentali che la percezione di quel brand evoca in loro. Fare branding, se ci pensi, è fare comunicazione. Comunichiamo idee, concetti, emozioni e informazioni. Questa comunicazione non è diretta, faccia a faccia; è principalmente realizzata attraverso le immagini (visuale), ma anche attraverso altri veicoli sensoriali, come il suono e l&#8217;odore. Il problema è che la comunicazione indiretta non porta sempre i risultati desiderati e spesso genera correlazioni inaspettate (e sfortunate) nelle menti dei consumatori. Questo è uno dei più grandi incubi dei creativi e dei marketer. Ecco perché la comunicazione efficace delle informazioni richiede un&#8217;attenzione speciale, che parte prima di tutto dalla profonda conoscenza psicologica del proprio pubblico di riferimento, in termini soprattutto culturali, sociali e comportamentali, per poi confluire nella progettazione di informazioni ad esso universalmente comprensibili. Ecco che grazie al neuromarketing puoi scegliere in maniera consapevole le immagini, i testi, la disposizione dei contenuti del tuo progetto, scalandole sulle esatte aspettative del ricevente e determinando in maniera prevedibile associazioni positive nei potenziali clienti.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Qual è secondo te l&#8217;ingrediente fondamentale per creare pagine che &#8220;convertono&#8221;?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Beh domanda difficile per le poche righe a disposizione, ci ho scritto un libro intero per dettagliare una risposta completa 😃<br />
Ad ogni modo, parlando di concetti chiave, posso dirti che La comunicazione del tuo sito ha 4 responsabilità precise nei confronti del tuo cliente ideale, deve:</p>
<ol>
<li>Dimostrare di aver compreso il suo problema o il suo bisogno insoddisfatto.</li>
<li>Affrontare le sue domande senza risposta (in alcuni casi queste domande nemmeno è consapevole esistano).</li>
<li>Alleviare le sue paure e ridurre il più possibile i suoi dubbi.</li>
<li>Renderlo fiducioso che la tua soluzione risolverà proprio il suo specifico problema.</li>
</ol>
<p>Contemporaneamente la comunicazione del tuo sito ha invece 1 sola responsabilità nei confronti di chi è fuori target:</p>
<ol>
<li>Deve fargli capire in pochi secondi che dovrà cercare altrove</li>
</ol>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Ci consigli qualche strumento o libro che può aiutarci a capire e fare analisi più approfondite sul comportamento degli utenti?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Prima di tutto ti segnalo l’uscita fresca fresca della seconda edizione del mio libro “Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web” , con il 30% dei contenuti aggiornati e 100 pagine extra di informazioni inedite sull’argomento. Tra gli italiani rimane un must il libro di Luca Orlandini “Landing Page Efficace” , se invece si vuole comprendere in maniera più ampia l’aspetto psicologico della natura umana in ambito decisionale il consiglio va sui grandi classici: “Pensieri lenti e veloci” del Nobel D. Kahneman, “Nudge la spinta gentile” di un altro Nobel, R. Thaler e “Neuromarketing” di M. Lindstrom.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>L&#8217;etica nel neuromarketing è un argomento molto dibattuto. Quali sono i principi guida che secondo te dovrebbero guidare chi lavora in questo particolare settore?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Partiamo dal presupposto che la linea di separazione tra ciò che è persuasione e ciò che è manipolazione è molto sottile, tanto che le medesime tecniche comunicative possono essere utilizzate per raggiungere entrambi gli scopi.</p>
<p>La persuasione è la capacità di influenzare il prossimo rispettando il principio Win-Win: vinco io e vince l’altro. Ad esempio è “persuasivo” l’approccio di una donna che si trucca e si veste in modo elegante per comunicare al massimo il suo valore estetico, così come lo è il mio tentativo dell&#8217;altra sera di convincere con tutti i mezzi possibili un mio amico ad andare a vedere l&#8217;ultimo film degli Avengers, consapevole del fatto che gli sarebbe sicuramente piaciuto. Questi due esempi infatti non sono &#8220;manipolazione&#8221;: il vantaggio dell&#8217;atto di influenza è condiviso tra le 2 parti, si tratta appunto di persuasione (win win).</p>
<p>La manipolazione avviene quando è solo una parte ad ottenere vantaggio, ad esempio mentendo o omettendo informazioni determinanti alla scelta. Nel campo del neuromarketing io, per capire se mi sto muovendo eticamente, mi chiedo sempre &#8220;se stessi tentando di influenzare una persona esperta quanto me dell&#8217;argomento che sto promuovendo, lei riterrebbe corretto e onesto tutto ciò che sostengo?”</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Come vedi il campo del neuromarketing nel prossimo futuro?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>In fortissima crescita, l’interesse per la disciplina è sempre più alto e si continuano a scoprire nuove cose ogni giorno. Allo stesso tempo l’accessibilità alle informazioni teoriche e i costi per inserire in azienda eventuali strumentazioni stanno diventando sempre più sostenibili. Siamo solo all&#8217;inizio.</p>
<p>Considera inoltre che in questo momento c’è una grandissima richiesta di analisti in grado di interpretare nel migliore dei modi la quantità enorme di dati che ogni azienda registra dai propri canali digitali, la cosa interessante però è che una volta individuato il problema è anche necessario capire come risolverlo. È qui che interviene il fattore umano e di conseguenza la necessità di affiancare agli analisti degli esperti di psicologia comportamentale e sociale. Il futuro del neuromarketing va verso l’obiettivo di rendere più felici le persone.</p>
<blockquote><p>Grazie Andrea per aver risposto in maniera così esaustiva alle nostre domande!</p>
<p>Appuntamento ad Agosto per la prossima Be-Intervista.</p></blockquote>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-andrea-saletti.html">Intervista a Andrea Saletti</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista ad Alessandra Maggio</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-alessandra-maggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 07:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=6685</guid>

					<description><![CDATA[<p>Primo mercoledì del mese e questo significa solo una cosa: nuova Be-Intervista sul nostro blog! Questo mese abbiamo posto alcune domande ad Alessandra Maggio, specialista dell&#8217;Advertising. Per questa intervista, appunto, abbiamo voluto prendere spunto dal suo libro &#8220;Come Fare Remarketing e Retargeting&#8221; e farle alcune domande specifiche sull&#8217;argomento. Buona lettura 😉 Ciao Alessandra, grazie per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-alessandra-maggio.html">Intervista ad Alessandra Maggio</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_10" ><p>Primo mercoledì del mese e questo significa solo una cosa: nuova <strong>Be-Intervista</strong> sul <a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/06/alessandra.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-6697 alignright" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/06/alessandra-200x300.jpg" alt="Alessandra Maggio" width="200" height="300" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/06/alessandra-200x300.jpg 200w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/06/alessandra-67x100.jpg 67w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/06/alessandra.jpg 233w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>nostro blog!</p>
<p>Questo mese abbiamo posto alcune domande ad <a href="https://www.linkedin.com/in/alessandramaggio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alessandra Maggio</strong></a>, specialista dell&#8217;<strong>Advertising</strong>. Per questa intervista, appunto, abbiamo voluto prendere spunto dal suo libro <strong><em>&#8220;Come Fare Remarketing e Retargeting&#8221;</em></strong> e farle alcune domande specifiche sull&#8217;argomento.</p>
<p>Buona lettura 😉</p>
<blockquote><p>Ciao Alessandra, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande: iniziamo subito!</p>
<ul>
<li><strong>Parlaci un po&#8217; di te e raccontaci quando hai iniziato ad appassionarti al mondo del pay per click?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Sono sempre stata affascinata dal mondo delle nuove tecnologie e della comunicazione tramite l’uso di queste. Dopo un percorso universitario proprio incentrato sulla parte più analitica della comunicazione, ho iniziato a collaborare con web agency del territorio bolognese.</p>
<p>Sono partita dalla SEO e sono approdata all&#8217;advertising a pagamento, grande amore del mio percorso. Inevitabilmente ho dovuto abbracciare anche tutte la parte legata alle performance e alla web Analysis per arrivare a oggi dove mi occupo proprio di advertising e web performance in ottica Inbound.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Puoi spiegarci in cosa consiste il remarketing e che differenza c&#8217;è rispetto al retargeting?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>La visione è unica: come intercettare in maniera continuativa gli utenti del percorso di acquisto/conversione delineato. È questa è l’essenza della pubblicità sul canale digitale. Il Remarketing lavora su utenti di cui abbiamo l’indirizzo mail, utenti quindi del nostro database. Il Retargeting, invece, è un’attività legata ai cookie: intercetto utenti che hanno visitato le mie pagine, hanno messo un prodotto in carrello, hanno visto un video su Facebook, ecc&#8230;</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>A cosa serve il retargeting dinamico e in quali casi viene utilizzato?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Il Retargeting dinamico condivide lo stesso scopo di quello statico ma lo fa in modo diverso. Mostra, infatti, in modo dinamico i contenuti all&#8217;utente che ha interagito con essi. La base di funzionamento sfrutta sistemi di machine Learning, consente un minor controllo rispetto a quello statico ma per chi ha un catalogo ampio è un’ottima strategia.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Che differenza c&#8217;è tra remarketing su Google Ads e remarketing su Facebook Ads?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>A livello concettuale non è vi una grossa differenza, anzi sono sistemi molto simili. A livello operativo quello con Google Ads consente qualcosa di più a livello di creazione di audience personalizzate in quanto muovendoci con Google Analytics ne sfrutto tutte le metriche partendo proprio dai dati. A livello di risultati tutto dipende dalle buyer personas. Allo stato attuale sono abbastanza certa del fatto che siano entrambi necessari. I percorsi di acquisto sono sempre più articolati, l’utente è da presidiare in tutti i touch Point della sua navigazione.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Quali sono i problemi più comuni che hai incontrato durante l&#8217;impostazione delle attività di remarketing?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Un problema comune è di avere audience poco popolate, specialmente quando si è all&#8217;inizio. Per questo le campagne di acquisizione costanti sono centrali. Vi possono essere poi dei problemi di situazione dell’audience e dei problemi con l’attenzione dell’utente: essendo sempre più difficile da catturare la creatività è centrale.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Al fine di avere un&#8217;analisi più dettagliata possibile, quali sono gli step che compi quando analizzi i risultati di una campagna? E come sfrutti i dati Analytics per migliorare la tua strategia su Google Ads?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Io parto sempre dalla qualità del traffico. Per molti le metriche di engagement sono poco funzionali, per me sono centrali perché spesso una mancata conversione è frutto di altre problematiche, non legate all’advertising in senso stretto. Inoltre è sulla qualità che scalo le campagne. Successivamente mi concentro sulle micro-conversioni, step intermedio in un’ottica Inbound e poi esploro tutte le voci dell’e-commerce avanzato o degli obiettivi/eventi.</p>
<p>Per me è cruciale, inoltre, valutare tutto in base ai modelli di attribuzione. Quando lavori con l’advertising tendi a concentrarti sul Last clic ed è un errore madornale. Spesso, per esempio, metti in pausa una keyword in Google Ads perché pensi non converta e invece magari è una chiave di traffico che sorregge tutte le altre. Quindi lavorare sulle conversioni indirette e sui percorsi di canalizzazione è cruciale.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Com&#8217;è cambiato, secondo te, il mondo dell&#8217;advertising negli ultimi anni? Come lo vedi invece tra 5 anni?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>L&#8217;automation sta radicalmente cambiando tutto. Sia in un’ottica di performance perché devi affidarti alle valutazioni della piattaforma sia in un’ottica di budget, che non può più essere risicato proprio perché i principali sistemi di PPC hanno bisogno di una mole di dati ingente per essere efficaci.</p>
<p>Inoltre la qualità del contenuto da sponsorizzare oggi è il cuore di una campagna, è una sfida catturare l’attenzione di un utente che naviga. Tra 5 anni lo vedo interamente legato al machine learning quindi cambierà l’operatività legata alle campagne (e le figure necessarie): meno attività scimmiesche e più analisi dei dati, approccio critico e strategico.</p>
<p>Siamo giunti alla fine dell&#8217;intervista; come sempre, se hai qualche domanda ti aspettiamo nei commenti qui sotto.</p>
<p>Ci vediamo a Luglio per la prossima Be-Intervista 😉</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-alessandra-maggio.html">Intervista ad Alessandra Maggio</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Intervista a Michael Vittori</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-michael-vittori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2019 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=6644</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle nostre Be-Interviste non poteva sicuramente mancare un&#8217;intervista a uno specialista dei social media e noi abbiamo voluto scegliere uno dei migliori: Michael Vittori! Abbiamo chiesto a Michael tanti consigli su come lavorare bene all&#8217;interno dei social media e dell&#8217;advertising. Buona lettura 😉 Ciao Michael, grazie mille per averci permesso di farti alcune domande! Iniziamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-michael-vittori.html">Intervista a Michael Vittori</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_12" ><p>Nelle nostre Be-Interviste non poteva sicuramente mancare un&#8217;intervista a uno <a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/05/Vittori.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-6647 alignright" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/05/Vittori-300x300.jpg" alt="Michael Vittori" width="214" height="214" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/05/Vittori-300x300.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/05/Vittori-150x150.jpg 150w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/05/Vittori-100x100.jpg 100w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/05/Vittori.jpg 350w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></a>specialista dei social media e noi abbiamo voluto scegliere uno dei migliori: <a href="https://www.linkedin.com/in/michaelvittori/" target="_blank" rel="noopener">Michael Vittori</a>!</p>
<p>Abbiamo chiesto a Michael tanti consigli su come lavorare bene all&#8217;interno dei social media e dell&#8217;advertising. Buona lettura 😉</p>
<blockquote><p>Ciao Michael, grazie mille per averci permesso di farti alcune domande! Iniziamo subito.</p>
<ul>
<li><strong>Le prossime domande saranno basate prettamente sui social, ma sappiamo che non ti occupi solo di questo: parlaci un po&#8217; di te, di quello che fai e di come poi ti sei appassionato al campo dei social media.</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Nel 2008 ho iniziato la mia carriera digitale un po&#8217; per caso, trovando lavoro come copywriter in una web agency. Ero collaboratore di una testata giornalistica e il mio sogno era diventare un reporter: mai avrei pensato di lavorare a tempo pieno nel web! Nel corso degli anni ho seguito l&#8217;evoluzione di questo mondo, arricchendo in autonomia il mio know how.</p>
<p>Dal copy sono passato alla SEO, poi al web marketing a 360°, finché nel 2014, stimolato dalla richiesta di un cliente, mi approcciai al mondo dei social e dell&#8217;advertising su Facebook. Un mondo – quello dell&#8217;adv &#8211; di cui sono rimasto affascinato e su cui mi sono buttato a capofitto.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Negli ultimi mesi si sono preannunciate tante novità per i social. Quali sono, secondo te, le più interessanti e da tener d&#8217;occhio?<br />
</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Storie e messaggistica sono il futuro dell&#8217;ecosistema Facebook. Si va verso una dimensione più intima e meno pubblica, con al centro contenuti effimeri per natura.<br />
Dal punto di vista tecnico, l&#8217;avvento della CBO – ottimizzazione e gestione del budget a livello di campagna &#8211; previsto per settembre è la vera svolta. Ha stravolto in parte le regole del gioco e ci sarà un&#8217;inevitabile fase di adattamento per tutti.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Per un&#8217;analisi perfetta di una campagna, di quali dati dobbiamo assolutamente tener conto?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Durante i miei corsi ripeto sempre: non annegate nel mare di metriche fornite da Facebook.<br />
I dati più importanti variano a seconda dell&#8217;obiettivo scelto – traffico, conversioni, contatti, ecc&#8230; &#8211; ma se devo individuare alcune metriche universalmente valide, dico: risultato, costo per risultato, CTR (tasso di clic sull&#8217;annuncio, serve a valutare la capacità d&#8217;attirare l&#8217;attenzione del nostro pubblico), frequenza (il numero di volte medio in cui un utente ha visto le nostre inserzioni), conversioni.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Pixel di Facebook: sappiamo che sono utili per il monitoraggio di tutte le nostre campagne. Come possiamo sfruttarlo al 100%?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Innanzitutto configurandolo alla perfezione. Ogni volta che prendo in gestione un account pubblicitario, trovo errori o mancanze nel tracciamento. Vanno inseriti quanti più eventi si possono tracciare – realmente utili – e se si tratta di un sito e-commerce, non possono mancare gli ID dinamici collegati ad un catalogo e il valore delle transazioni. Dopodiché, vanno create diverse custom audience basate sul comportamento dell&#8217;utente sul sito e relative lookalike. Per il resto, il pixel aiuta “soltanto” ad ottimizzare le campagne nel momento in cui ha abbastanza dati (conversioni) a disposizione e un budget sufficiente per spingere sul gas. Una grande potenza che ha però bisogno di un buon pilota.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Puoi darci alcuni consigli sul copy per dei post vincenti?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Ho dedicato a questo argomento uno speech all&#8217;edizione 2017 del Social Media Strategies. In generale, possiamo sfruttare diverse tecniche, ma alla base dobbiamo cercare le leve e gli “angoli” giusti che possano attirare l&#8217;attenzione del nostro target, stimolarlo e invogliarlo al clic (e poi conversioni). Fatto questo, a seconda della fase del funnel in cui si trova l&#8217;utente, possiamo far appello alle regole cialdiniane di scarsità, urgenza, reciprocità, oppure usare il principio di problema &gt; soluzione e altre regole prese in prestito dal mondo del marketing e psicologia.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Quali sono i tool, gratuiti e non, che utilizzi di più e di cui non potresti fare a meno?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Canva</strong> per creare le inserzioni, quando non ho un supporto grafico, visto che non è questo il mio mestiere. <strong>Chrome Pixel Helper</strong>, estensione di Chrome per il primo debug del pixel. <strong>Zapier</strong> per connettere e passare i dati dei Lead Ads di Facebook ai software di mail marketing in modo simultaneo e automatico. <strong>Optinmonster</strong> per la creazione di pop up, hello bar, slide in, senza metter mano ai codici di un sito. <strong>Google Data Studio</strong> per la creazione dei report. <strong>Postpickr</strong> per la gestione degli account social. <strong>Mailchimp</strong> per l&#8217;email marketing, <strong>Manychat</strong> per il mio bot su Messenger. Serve altro? 😉</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Posizionamenti delle campagne su Facebook: quali ci consigli di utilizzare, quali scartare, ma soprattutto in base a cosa lo decidiamo?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Vanno considerati target, tipo di obiettivo, tipologia di prodotto/servizio proposta. In alcuni casi non ha senso usare Instagram, in altri performa meglio di Facebook. E&#8217; necessario rispettare i formati, verticale per le Stories, quadrato per i Feed. In ogni caso, è sempre meglio testare prima di scartare un placement a priori, eccezion fatta per l&#8217;Audience Network che al momento non è ancora molto performante.</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>I social media crescono e si evolvono sempre di più. Cosa vedi nel futuro di questo intricato ma affascinante “mondo”?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Le interazioni private rappresentano il futuro dell’ecosistema Facebook, motivo per cui i due colossi della messaggistica – WhatsApp e Messenger – subiranno importanti evoluzioni nei prossimi mesi e anni. I newsfeed rimarranno un’importante piazza digitale – dove raccontare sé stessi, scoprire brand e notizie, comprare e vendere prodotti e servizi, condividere interessi -, ma la dimensione intima e privata – che comprende gruppi, messaggistica tra utenti e con le aziende – avrà un ruolo centrale, persino più rilevante di quella pubblica.<br />
L&#8217;altra importante evoluzione riguarda i contenuti. Gli utenti stanno privilegiando contenuti sempre più effimeri, “snackable”, come li chiamano gli americani: le Stories ne sono l&#8217;emblema.</p>
<blockquote><p><strong>Grazie mille Michael per aver risposto in maniera più che esaustiva alle nostre domande! Alla prossima 😉</strong></p></blockquote>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-michael-vittori.html">Intervista a Michael Vittori</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Giovanni Sacheli</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-giovanni-sacheli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Sogus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Web Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=6433</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando quest&#8217;anno abbiamo &#8220;inaugurato&#8221; la rubrica delle interviste agli specialisti del marketing, il nome di Giovanni Sacheli è stato subito uno dei primi a cui abbiamo pensato. Lui, non ha deluso le nostre aspettative, anzi: le sue risposte, precise ed esaustive, ci hanno permesso di preparare e presentarvi una bellissima intervista! Buona lettura 😉 Ciao [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-giovanni-sacheli.html">Intervista a Giovanni Sacheli</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_14" ><p>Quando quest&#8217;anno abbiamo &#8220;inaugurato&#8221; la rubrica delle interviste agli specialisti <a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/03/Giovanni-Sacheli.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-6435 alignright" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/03/Giovanni-Sacheli-200x300.jpg" alt="Giovanni Sacheli" width="200" height="300" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/03/Giovanni-Sacheli.jpg 200w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2019/03/Giovanni-Sacheli-67x100.jpg 67w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>del marketing, il nome di <a href="https://www.linkedin.com/in/giovannisacheli/" target="_blank" rel="noopener">Giovanni Sacheli</a> è stato subito uno dei primi a cui abbiamo pensato. Lui, non ha deluso le nostre aspettative, anzi: le sue risposte, precise ed esaustive, ci hanno permesso di preparare e presentarvi una bellissima intervista!</p>
<p>Buona lettura 😉</p>
<blockquote><p>Ciao Giovanni, grazie mille per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Iniziamo subito!</p>
<ul>
<li><strong>Raccontaci un po’ di te: come hai iniziato a fare questo lavoro?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Ciao a grazie per questa intervista, mi fa sempre piacere poter raccontare qualche esperienza.<br />
Non ho mai scritto in modo dettagliato la strada che mi ha portato qui, quindi colgo l&#8217;occasione per dilungarmi un po su questa prima domanda.</p>
<p>Come tanti miei colleghi non ho iniziato subito come SEO. Nel 2006, a 26 anni, avevo appena ottenuto la laurea in Economia alla Bocconi ed il primo lavoro fu quello che ora definisco il mio master in Excel: ero un financial controller in Prada SPA. Il mio lavoro era essenzialmente rielaborare dati di grossi database per ricavare conti economici riclassificati e consolidati, aggregati di tutte le società che compongono il gruppo.</p>
<p>Dopo poco più di 3 anni mi sono reso conto che lavoravo senza passione e la cosa mi spaventò molto, proiettavo la mia situazione 20 anni più avanti e quello che vedevo non mi piaceva affatto, ero sull&#8217;orlo di una depressione. Sono una persona istintiva, passionale, devo fare quello che mi piace fare per dare il 110%. Dovevo trovare una soluzione al più presto, nel 2009 la crisi era arrivata anche in Italia, il futuro non sembrava una strada in discesa ma sentivo il bisogno di giocarmela.</p>
<p>La mia passione è sempre stata l&#8217;informatica, in quegli anni si stava diffondendo Facebook in Italia, online si stavano aprendo nuove opportunità imprenditoriali. Iniziavo a sperimentare l&#8217;advertising PPC su Facebook e Google, più per curiosità che per altro, ci vedevo del potenziale, un possibile lavoro con cui mantenermi. Così decisi di unire quello che ho sempre amato con quanto imparato all&#8217;università: il web marketing era il mio futuro. Mi licenziai e usai il TFR per mantenermi nell&#8217;anno successivo, che passai a casa studiando web marketing, analytics e PPC. Per trovare qualche cliente con cui fare pratica giravo per le aziende brianzole a vendere servizi di cui non avevano mai sentito parlare. Credetemi, non era facile.</p>
<p>A Gennaio del 2010 ho pagato mio cugino (oddio si, mio cuggino) 500 € per farmi un sito con WordPress, evemilano.com. Da ragazzino avevo fatto siti web a mano, con Dreamweaver, non ero esperto di CMS, dovevo ancora imparare tutto.</p>
<p>Due anni più tardi lavoravo come SEO a partita IVA in una web agency a Milano, parallelamente seguivo i miei clienti freelancer. Sentivo tuttavia che la mia curva di apprendimento iniziava ad appiattirsi, avevo bisogno di nuove competenze e, soprattutto per la SEO, mi serviva il confronto con veri esperti. Volevo fare il passo di qualità e lavorare fianco a fianco con i migliori SEO, ero disposto ad espatriare.</p>
<p>Ho sempre pensato che la specializzazione sia un&#8217;arma vincente, selezionai 2 delle agenzie SEO più note in quegli anni, una in Italia &#8211; SEMS di Marco Loguercio, e una negli USA &#8211; Bruce Clay. Mandai il CV e riuscii a fare colloqui in entrambe le agenzie. In SEMS cercavano uno specialista PPC, quindi dovetti rifiutare. In BC girarono la mia candidatura alla nuova sede in Svizzera, ai tempi guidata da Alessandro Agostini, li cercavano un SEO. Speravo di finire a lavorare negli USA, ma il fato ha voluto tenermi vicino all&#8217;Italia.</p>
<p>L&#8217;esperienza in BC fu molto intensa: un lavoro totalmente nuovo e che mi appassionava tantissimo, il trasferimento a Como in un monolocale di 20 m2, nessuna amicizia. Ho imparato davvero molto in quella agenzia, lavorando su progetti importanti ho appreso il metodo, ho appreso nuove competenze e sono stato inquadrato a ragionare come un SEO professionista. Bruce Clay è stata la mia nave scuola, il resto lo devo alla mia curiosità.</p>
<p>Nel 2013 mi contattò su Linkedin uno startupper danese, stava aprendo la sua terza agenzia SEO in giro per l&#8217;Europa e gli serviva un head of SEO per la sede di Lugano. Jacob, una persona brillante e molto carismatica, mi fece una proposta economica, una di quelle che non potevo rifiutare. Oggi, 6 anni dopo, mi ritrovo con il 75% delle quote ed un socio, che era mio collega in Bruce Clay, con il restante 25%. Sono un SEO professionista, finalmente, e non smetto mai di imparare cose nuove.</p>
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<li><strong>Quali sono secondo te oggi i fattori che più incidono per il posizionamento sui motori di ricerca?</strong></li>
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<p>Sono 2: passione e costanza. Qualsiasi cosa tu faccia, se hai passione e costanza il lavoro non ti mancherà mai.<br />
La passione ti fa lavorare bene e tanto, senza sentirne il peso. La costanza ti fa entrare nella testa delle persone, oltre a renderti più bravo ed esperto giorno dopo giorno.</p>
<p>I blog che funzionano sono alimentati da passione e costanza, la sola SEO non ti porta da nessuna parte se non hai qualcosa di interessante da raccontare.</p>
<p>Se diamo per scontate queste due caratteristiche direi che senza un sito veloce, SEO friendly e contenuti di qualità non si va da nessuna parte. Già sentito dire? Sicuro, ma pochi mettono in pratica questo semplice dogma.</p>
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<li><strong>Brand online e SEO: a cosa dare più importanza oggi?</strong></li>
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<p>Il dream team: un seo, un copy ed uno sviluppatore.<br />
Per i brand online credo sia imprescindibile definire un budget annuale che contenga risorse per la SEO, l&#8217;advertising, nuove implementazioni al sito e attività di marketing online complementari (e perché no, anche offline). Il canale preferito risulta spesso essere il traffico organico dato che è gratuito e scala bene con la crescita del sito. Ma la macchina non va senza benzina.</p>
<p>Chi fa SEO oggi, di una cosa non può fare a meno: scrivere. Pagine di categoria, schede prodotto, articoli e guide, il contenuto è la benzina che fa correre la macchina. Risulta efficace lavorare sui contenuti, diverse aziende sono diventate note per la qualità delle loro guide, questo è solo un esempio tra mille che si possono fare. Una cosa che dico spesso ai clienti è che avere dei copy competenti e capaci aiuta molto: è diverso far scrivere un testo da un dipendente competente dell&#8217;azienda piuttosto che da un copy esterno che non sa niente di quel lavoro, prodotto o servizio.</p>
<p>La seconda cosa che serve a un SEO è il supporto di un bravo sviluppatore, i miracoli tecnologici li fa lui.<br />
Lo sviluppatore concretizza le proposte del SEO. Uno sviluppatore in gamba può costare caro, ma se fa quello che dice nei tempi prestabiliti è un risparmio, fidati. Perdere tempo è come perdere soldi, uno sviluppatore incapace ti fa perdere tempo e soldi, quindi soldi al quadrato, e non hai ottenuto niente di nuovo sul sito. Era meglio pagare il developer bravo 😉</p>
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<li><strong>Quali sono i software che reputi indispensabili per la SEO?</strong></li>
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<p>Excel, ho il master non potevo non dirlo. Google Search Console, Screaming Frog, Chrome con i Dev Tools e Majestic/Ahrefs. Ho una lista infinita di strumenti installati nei miei PC, ma questi cinque sono l&#8217;80% del mio arsenale tecnologico. Per analizzare siti web in modo professionale non serve altro nella maggior parte dei casi.</p>
<p>Per gestire progetti dei clienti uso Semrush e SISTRIX, sono ottimi per monitorare la visibilità dei siti web. Nulla che non si possa fare con GSC, ma ti fanno risparmiare tempo nella reportistica.</p>
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<li><strong>Quanto è importante per te la web analytics e perché?</strong></li>
</ul>
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<p>La web analytics non credo sia importante, credo sia indispensabile.<br />
Quando trovo un sito web senza analytics mi viene in mente un cacciatore bendato. Aiuto, a chi sparerà?</p>
<p>Ogni attività che svolgiamo sul sito richiede tempo e/o investimenti, è necessario poter allocare questi costi ai vari canali di traffico e misurare i ritorni. Il bello del web marketing è proprio la tracciabilità delle azioni, non lavoriamo con i volantini. La web analytics permette di prendere decisioni data driven (che fa tanto figo), farne a meno è da pazzi.</p>
<p>In ufficio ho sempre uno schermo aperto su Analytics, per un motivo o per l&#8217;altro. Che tu faccia SEO, PPC, Social, Email, Link Building, Copy o altro ancora, Analytics è li per misurare le tue performance.</p>
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<li><strong>Qual è, a tuo avviso, la strategia più efficace da attuare quando si fa link building?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Non faccio link building, a volte dico persino che &#8220;fare link building non è fare SEO&#8221;, è un&#8217;attività che snobbo e lo dico sinceramente. Non ho mai comprato un link, se non una volta che presi una fregatura per una pagina su Wikipedia. Tutti i risultati che porto arrivano da ottimizzazioni tecniche e contenutistiche, i backlink arrivano di conseguenza dopo che fai un bel lavoro.</p>
<p>In una strategia SEO ci sono mille cose da fare prima di fare link building. Ai miei clienti propongo eventuali attività di link building dal terzo anno in avanti della strategia, che poi diventa PR più che link building. Prima ci sono molte altre cose più importanti da fare.</p>
<p>Mi piace fare metafore: non invito ospiti a cena se ho ancora il cantiere in casa. Voglio che ci sia l&#8217;arredo fatto e finito, l&#8217;illuminazione corretta, i tappeti, eventuali quadri e suppellettili. Quando la casa è perfetta posso iniziare ad invitare ospiti.<br />
Il sito deve essere una scheggia, ricco di contenuti pillar eccezionali, usabilità al top e queste cose non le sistemi in 2 mesi. A volte servono anni. Per la link building c&#8217;è tempo e se fai le cose fatte bene i link arrivano da soli.</p>
<p>Detto questo, credo che la strategia migliore per fare link building sia non fare link building, o almeno non farla apparire come tale.</p>
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<li>Usa ancore naturali, non commerciali.</li>
<li>Usa la costanza.</li>
<li>Linka da articoli di alta qualità, possibilmente dai primi paragrafi.</li>
<li>Linka landing page naturalmente, non spingere le pagine di conversione.</li>
<li>Linka da siti autorevoli.</li>
<li>Linka da siti tematici.</li>
<li>Non linkare più volte dallo stesso dominio.</li>
<li>Evita backlink site-wide, ovvero ripetuti in tutte le pagine del sito linkante.</li>
</ul>
<p>Se riesci a fare queste cose, con costanza, volume e senza farti beccare, allora sei un bravo link builder.</p>
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<ul>
<li><strong>Secondo la tua esperienza, potresti darci una previsione sul futuro del search marketing?</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Dal punto di vista competitivo fare SEO sarà più complesso e difficile, ogni giorno si satura una nicchia. Ci saranno sempre più siti a competere per quelle 10 posizioni nei risultati organici. Per fare SEO serviranno molte skills specifiche, professionisti specializzati e budget sempre maggiori.</p>
<p>Anche la sfida tecnologica non è uno scherzo: 15 anni fa c&#8217;era bene o male solo l&#8217;HTML. Oggi bisogna conoscere CSS e JS, la scrittura, gli strumenti, i dati strutturati, CMS, le nuove tecnologie che arrivano come un fiume (vedi le PWA, la vocal search, &#8230;).<br />
La SEO come materia è poco circoscrivibile, è una macchia che si allarga molto rapidamente e non è più possibile restare aggiornati e competenti a 360°.</p>
<p>Concludo ripetendovi il mio karma: specializzatevi!</p>
<blockquote><p><strong>Grazie mille Giovanni per questa bellissima intervista, in bocca al lupo!</strong></p></blockquote>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/interviste/intervista-a-giovanni-sacheli.html">Intervista a Giovanni Sacheli</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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