Articolo scritto da Argomento: SEO e posizionamento sui motori 0 Commenti

Evitare penalizzazioni Google
Tempo di lettura: 4 minuti

La settimana scorsa ti ho parlato di come posizionare un sito su Google, mentre oggi voglio parlarti di penalizzazioni da parte di Google.

Sia che il progetto online sia un blog, un sito classico o, ancora di più un e-commerce, bisognerebbe sempre rispettare le linee guida di Google onde evitare di finire intrappolati nelle sue penalizzazioni.

Evitare che le penalizzazioni arrivino non è una pratica così complessa, anzi, ti basterà semplicemente conoscere le regole e  le sue linee guida:

https://support.google.com/webmasters/answer/7451184?hl=it (lettura consigliata)

https://support.google.com/webmasters/answer/35769?hl=it (lettura consigliata)

La prima regola voglio svelartela già nell’introduzione: Google penalizza chi tenta di ingannarlo o chi vuole ingannare l’utente finale. Ora vediamo come evitare le penalizzazioni in modo semplice e intelligente!

Quando un sito viene penalizzato?

Molti clienti sono arrivati a me pensando di avere il sito penalizzato, ma, per la maggior parte delle volte, la penalizzazione non c’era!

Un calo di traffico non equivale a una penalizzazione. Una perdita di posizionamento di alcune keyword non significa per forza penalizzazione.

Un sito potrebbe essere penalizzato quando fa qualcosa che sta ampiamente fuori dalle regole generali (nella maggior parte dei casi).

È facile che un sito venga penalizzato? NO, non è così facile, non è immediato e non è così frequente. Quindi viene penalizzato se commette un qualcosa di veramente “grave”. Un qualcosa che va contro i punti che Google ritiene fondamentali per “salvare il buon web“, mettiamola così!

In particolare ci dice di evitare:

  • tutti quei contenuti creati in modo automatico
  • generare contenuti che non siano unici o originali
  • attività di cloaking informatico
  • redirect non consentiti
  • keywords stuffing
  • pagine create appositamente per reindirizzare vero altre pagine specifiche
  • utilizzare testi o contenuti di altra proprietà
  • fare affiliazione con contenuti che non portano vantaggi ulteriori agli utenti finali
  • pagine con keywords non utili
  • pagine che danneggiano l’utente con virus o simili
  • usare in modo negligente il markup dei rich snippet
  • utilizzare e inviare al motore di ricerca specifiche query create automaticamente

Capisco che molti di questi punti letti così non dicano nulla, ma avremo modo di approfondirli in qualche altro articolo. In qualsiasi caso la guida di Google che ti ho linkato prima è ben fatta e comprensibile.

Capire e saper riconoscere una penalizzazione è di fondamentale importanza per poter prontamente intervenire ed evitare ulteriori disastri: tieni conto che quando Google interviene negativamente sul tuo sito non sempre ti avverte! È chiaro che se non effettui controlli costanti, potresti non accorgerti di quello che sta accadendo (es. monitoraggio del traffico, del posizionamento ecc.).

Leggi anche:  Cos'è la SEA?

Infatti, la maggior parte delle volte, le penalizzazioni si manifestano con cali importanti di posizionamento e quindi di traffico organico. Ecco perché monitorare costantemente l’Analytics e l’andamento in SERP è essenziale.

Per essere più diretti, un sito penalizzato può avere un calo così drastico da raggiungere addirittura il 90% di traffico in meno (se non il 100% con il ban, esclusione del sito dalla SERP di Google). Quindi nel caso di un e-commerce che vende solo ed esclusivamente se riceve traffico, capisci bene come la situazione sia a dir poco grave. In un attimo si ripercuoterà sul fatturato aziendale!

Ora voglio tradurti in modo molto semplice i principali punti in 4 regole da tener presente per evitare le penalizzazioni e, soprattutto, dare qualità al tuo visitatore.

Prima regola: l’utente

Come ti ho anticipato, ingannare l’utente è il principale errore che stai commettendo. Quindi rispettarlo è la prima regola da seguire per evitare le penalizzazioni di Google.

Ma cosa intendo per rispetto verso l’utente? Significa non lavorare solo per essere primi su Google o avere del traffico organico, ma per dare il miglior contenuto presente sul web al mio lettore. Quindi applicare un’ottima strategia SEO che abbia come obiettivo quello di dare all’utente ciò che realmente cercava e ciò che è per lui effettivamente utile.

In altre parole:

  1. Scrivi contenuti originali e approfonditi che siano un valore aggiunto per il tuo pubblico
  2. Non copiare i contenuti di altri siti
  3. Struttura il sito in modo intuitivo e rendilo facile da navigare
  4. Rendi il tuo sito veloce, soprattutto per quanto concerne il caricamento delle pagine

Seconda regola: contenuti

L’obiettivo di Google quando restituisce determinati risultati dopo una query di ricerca digitata dall’utente è quello di fornire la migliore soluzione alla ricerca effettuata.

Quando si lavora con la SEO bisogna tenere ben in mente questo obiettivo e farlo nostro, così da svolgere il miglior lavoro possibile 😉

Ciò che bisogna fare è offrire agli utenti dei contenuti testuali, arricchiti possibilmente da immagini, video o qualsiasi altra risorsa utile. Dovrai quindi creare contenuti studiati ad hoc per il tuo target, che sappiano offrire la risposta a quello che cercano e siano scritti utilizzando le keyword più adatte.

Nella pratica cosa dovrai fare?

  • Non copiare i contenuti che vengono restituiti dopo una data ricerca
  • Non scrivere titoli che ingannino l’utente, i cosiddetti acchiappaclick (link bait)
  • Non create pagine web con contenuti poveri e non ottimizzati in chiave SEO
  • Non sovra-ottimizzare in chiave SEO (inutile aggiungere una moltitudine di parole chiave, Google se ne accorge e potrebbe penalizzarti)

Terza regola: sito veloce e mobile friendly

Come dico sempre, un sito lento fa scappare l’utente. Sì perché il pubblico di oggi ha poca voglia di perdere tempo, quindi la sua pazienza per il caricamento della pagina si attesta in quei pochi secondi, 2-3 al massimo: se il tuo sito supera questo countdown, hai perso il tuo utente!

Leggi anche:  User Intent: cosa è? E cosa è cambiato negli ultimi anni?

La velocità però non è sufficiente se il tuo sito non è ben visibile da smartphone o tablet. Oggi gli utenti navigano molto più da mobile rispetto che al desktop, quindi è necessario che il sito sia responsive, quindi utilizzabile e ben visibile in versione mobile.

Quarta regola: backlink

Bisogna sempre stare attenti ai link che riceviamo da altri siti, insomma chi ci “linka”.

Esistono siti autorevoli e siti non autorevoli, o ancora peggio, siti spazzatura, quindi effettua sempre un controllo per capire da chi ricevi il link verso il tuo sito.

Tieni conto che a differenza delle prime regole, su questa non puoi agire direttamente visto che non hai il controllo sul sito che linka il tuo sito (scusa il gioco di parole), a meno che non sia stato tu ad acquistare quel link (possibile fattore penalizzante in alcuni casi). Se si verifica un caso di penalizzazione di questo tipo (ma che ultimamente è veramente rara), dovuta ad una pratica chiamata SEO negative, l’unica vera soluzione che hai consiste nel rivolgerti ad un buon SEO che sappia come intervenire.

Ad ogni modo il concetto è semplice, meglio avere pochi link ma buoni e autorevoli, invece che averne tantissimi ma tutti di bassa qualità.

In conclusione, quello che ti serve è metterti dalla parte del tuo pubblico, non solo dalla parte di Google: noi ci rivolgiamo ad un pubblico e il nostro successo deriva proprio da loro, quindi solo rispettandolo avremo la certezza di aver svolto un bel lavoro, anche agli occhi di Google 🙂

Commenta questo post

Hai bisogno di nostra consulenza per il tuo sito o per il tuo e-commerce? Contattaci:









Accetto la Privacy Policy

Filippo Sogus

Filippo Sogus

CEO di Be-We srl & SEO Specialist

Filippo è SEO Specialist di professione, esperto in tecniche SEO nel settore e-commerce, editoriale e turistico. Segue diverse aziende nazionali, leader del mercato e investimenti sul web.

Grazie alla collaborazione con numerose aziende e all’esperienza SEO maturata in diversi settori, Filippo sfrutta i motori di ricerca per incrementare il fatturato delle aziende.

Inserisci un commento