Come impostare le categorie in un e-commerce

Articolo scritto da Argomento: Strategie di marketing 0 Commenti

Come impostare le categorie in un e-commerce
Tempo di lettura: 4 minuti

Se hai deciso di aprire il tuo negozio online e creare il tuo e-commerce, non dimenticarti mai che l’organizzazione e l’ordine sono basilari, proprio come in un qualsiasi negozio fisico. Cosa intendo? Intendo che il tuo catalogo prodotti, grande o piccolo che sia, ha bisogno di essere organizzato in categorie, per facilitare l’esperienza dell’utente quando naviga nel tuo e-commerce, e non farlo scappare con il mal di testa!

Si davvero, un e-commerce disordinato non stimola l’acquisto del tuo potenziale cliente, proprio perché quest’ultimo probabilmente ha serie difficoltà a navigare nel sito, a trovare il prodotto in modo rapido e logico.

Oggi voglio spiegarti perché è così importante impostare le categorie nel tuo e-commerce e quanti benefici potrai ottenere in questo modo.

Ottimizzare l’e-commerce con le categorie

Immagina di avere un e-commerce di abbigliamento con un migliaio di prodotti. La prima cosa da fare per migliorare l’user experience sul tuo sito è suddividere i 1000 prodotti in piccoli contenitori, appunto le categorie, che aiuteranno l’utente ad orientarsi nel catalogo e trovare quello che cerca esattamente.

Questo è un concetto molto semplice, utile non solo per l’usabilità, ma soprattutto in termini SEO. Una buona organizzazione del catalogo in categorie e sottocategorie ti consente di portare traffico maggiore e qualificato nel tuo sito.

Per poter creare una struttura in categorie e sotto-categorie in modo intelligente, dovrai porti alcune domande importanti:

  • Quanti tipi di prodotti propongo nel mio e-commerce?
  • Quale soluzione posso adottare per semplificare la ricerca dell’utente?
  • In base alle precedenti domande, quali categorie e sotto-categorie potrei inserire?

Per fare questo lavoro è necessario svolgere un’attività sinergica tra il proprietario dell’e-commerce e il professionista SEO che lavorerà al progetto: il primo conosce approfonditamente il prodotto che vende, il catalogo e come possono essere organizzati al meglio i prodotti in base alle loro caratteristiche, per facilitare l’acquisto. Dall’altra il professionista della strategia SEO conosce la struttura ideale e le keywords ideali per nominare ogni categoria e sotto-categoria, per portare traffico e agevolare le conversioni.

Categorie madri e categorie figlie

Anche le categorie, paradossalmente, si possono suddividere in categorie o tipologie. Io sono convinto che esistano due grandi tipi di categorie utili per l’ottimizzazione dell’intera struttura del catalogo:

  • Categorie madri: quindi una macro categoria, o principale, che servirà all’utente per dare una prima scrematura durante le ricerca del suo prodotto.
  • Categorie figlie: quindi micro-categorie o sotto-categorie che specificano ancora di più la ricerca in base a diversi elementi che possono aiutarlo ad individuare il prodotto, ad esempio la finalità, la tipologia, etc.
Leggi anche:  Visual storytelling: ecco 6 consigli per farlo al meglio

Una struttura di questo tipo si rivela sicuramente semplice e molto intuitiva. Creare ulteriori categorie, all’interno delle stesse sottocategorie renderebbe la ricerca fin troppo annidata, complicando inevitabilmente l’esperienza utente e rendendola molto più complessa.

Le categorie servono a categorizzare, a distinguere, quindi un prodotto non deve essere presente in mille categorie diverse, altrimenti che senso ha fare le categorie?

Ci sono degli errori da non commettere mai quando si creano le categorie e le sotto-categorie, ecco alcuni:

  1. Non creare una solo sotto-categoria: sono sotto-categorie quindi servono a suddividere, crearne una unica non avrebbe molto senso 🙂
    Per intenderci meglio, se hai un e-commerce di abbigliamento come introdotto precedentemente e per uomo vendi solo camicie, non ha senso creare la sotto-categoria Camicie, ti converrà inserire i prodotti nella categoria Uomo e, non appena venderai anche i pantaloni, sarà bene creare le due sotto-categorie Camicie e Pantaloni in cui spostare i relativi prodotti.
  2. Se una categoria madre contiene numerose sotto-categorie, non inserire mai dei nuovi prodotti solo nella categoria madre, solo per questioni di rapidità. Ad esempio: hai la macro categoria Uomo e le due sotto-categorie Camicie e Pantaloni; se aggiungi un nuovo prodotto, magari delle scarpe da uomo, non inserire questo prodotto nella categoria Uomo per non dover creare una nuova sotto-categoria. Creala subito, sarà un guadagno in termini di tempo e un buon investimento sulla struttura futura.

L’uso dei filtri insieme alle categorie

Le categorie e le sotto-categorie non bastano ad arrivare alla scheda del prodotto che ci interessa acquistare.

È probabile che cliccando in una sottocategoria, ci si trovi davanti a 100-200 prodotti: ecco che i filtri sono dei parametri di supporto utili per scremare ulteriormente il numero dei prodotti. I filtri, generalmente, vengono usati per ridurre i prodotti selezionabili in base al prezzo, al colore, al materiale, alla marca e in generale a tutti i valori strettamente dipendenti dal tipo di oggetto venduto.

Leggi anche:  Cos'è e a che cosa serve l'analisi SWOT?

Il più delle volte, combinare l’uso delle categorie con i filtri, è la soluzione più indicata sempre che venga valutata adeguatamente la scelta di quali filtri indicizzare o se indicizzarli. Io non consiglio mai di creare categorie di colore (ad esempio, camicie blu), molto meglio creare la categoria che specifica la tipologia di prodotto (ad esempio, camicie) e utilizzare dei filtri per determinare il colore ricercato.

Per comprendere quale sia la struttura migliore per il nostro e-commerce, sia a livello di categorie che di filtri, è fondamentale svolgere un’accurata analisi di mercato che ci aiuti a definire quanto grande sarà il nostro shop online, tutti i prodotti del nostro catalogo e quindi come è meglio impostare la struttura.

Quindi se il nostro e-commerce vende esclusivamente camicie (quindi un catalogo limitato), allora ben vengano le categorie colore 😉

Tutto chiaro? Spero di sì! Ricorda sempre che ci sono tanti tipi di strutture che possono aiutarci a migliorare l’user experience dell’utente e tanti modi di raggruppare i prodotti. Quello che ti ho spiegato oggi è un metodo basilare per comprendere l’approccio da utilizzare. Se hai bisogno di capire quale sia la struttura più adatta per il tuo e-commerce, puoi contattarci! Ti aspettiamo anche nei commenti 🙂

Commenta questo post

Filippo Sogus

Filippo Sogus

CEO di Be-We srl & SEO Specialist

Filippo è SEO Specialist di professione, esperto in tecniche SEO nel settore e-commerce, editoriale e turistico. Segue diverse aziende nazionali, leader del mercato e investimenti sul web.

Grazie alla collaborazione con numerose aziende e all’esperienza SEO maturata in diversi settori, Filippo sfrutta i motori di ricerca per incrementare il fatturato delle aziende.

Inserisci un commento