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Long Tail
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Quando si parla della creazione di contenuti per il web e di ottimizzazione SEO, tra le maggiori preoccupazioni c’è senz’altro quella di individuare delle parole chiave efficaci e mirate, tali dunque da rendere un buon servizio al nostro progetto. E come facciamo per trovare le migliori keyword intorno alle quali sviluppare i nostri testi? Beh, ci affidiamo a dei tool come il caro Keyword Planner, vediamo quali query attraggono il maggior numero di ricerche e via dicendo, convinti che maggiore è il traffico che passa sulle nostre pagine grazie alle nostre parole chiave, maggiori saranno anche i nostri profitti. Ma è davvero così? Le succose parole chiave secche che utilizzano i nostri concorrenti sono davvero quelle che dobbiamo utilizzare anche noi? Non è forse il caso di guardare altrove, e di puntare non tanto al traffico, quanto invece al guadagno? Se la pensi così, è arrivato anche per te il momento di imparare cosa sono e a cosa servono le long tail keyword.

Long tail keyword: una definizione

Le long-tail keyword sono delle parole chiave più specifiche rispetto a quelle che di solito siamo abituati a prendere in considerazione. Vuoi vedere subito un esempio concreto, per rompere il ghiaccio? Bene. ‘Hotel Milano’ è una semplice parola chiave, con una concorrenza paurosa e un numero di ricerche da capogiro. Ma cos’è invece ‘Hotel economico Milano Lambrate‘? Te lo dico io: è una long tail keyword. Ora che sai di cosa stiamo parlando, possiamo essere un filino più precisi, senza il timore di perderti per strada.

A teorizzare per la prima volta il concetto di coda lunga, dal quale derivano per l’appunto le long tail keyword, è stato Chris Anderson, nel 2004. In un articolo su Wired, infatti, egli parlava di quegli eventi poco frequenti che «possono cumulativamente superare in numero o in importanza la porzione iniziale della curva, di modo che presi tutti insieme rappresentano la maggioranza».

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long tail keyword

Bene, pensa ad un piano cartesiano come questo: sull’asse delle ordinate c’è la competizione – e quindi il costo – delle parole chiave; sull’asse delle ascisse, invece, abbiamo il numero delle ricerche. All’estrema sinistra, laddove il numero delle ricerche e la competizione raggiungono numeri altissimi, abbiamo parole chiave fortissime, come Facebook, Beyoncé, Juventus, e così via. Man mano che ci si sposta a destra, invece, laddove si abbassano il numero di ricerche e i costi per parola chiave, cominciamo a trovare le nostre long tail keyword, le quali per l’appunto vanno a formare una ‘coda lunga‘ sul nostro grafico. E ti diremo di più: non solo, spostandosi in questa direzione, si abbassano i costi e il numero delle ricerche. Via via che questi numeri diminuiscono, ce n’è uno che invece aumenta: parliamo, ovviamente, della percentuale di conversione. Ma come è possibile?

L’efficacia delle long tail keyword

Bene, ipotizziamo che il tuo e-commerce si occupi della vendita di mobili. Divani, sedie, vetrine, letti, armadi. Ecco, immaginiamo che tu voglia ottimizzare al massimo la pagina in cui vendi dei tavoli. Quante probabilità avresti di finire nelle prime posizioni dei risultati di ricerca usando la parola chiave ‘tavolo’? Prima di rispondere, ricordati che là fuori ci sono dei colossi come Ikea, Maison du Monde, Amazon e via dicendo. Quindi sì, le probabilità sono davvero minime. Ma, e se tu decidessi di essere più specifico? Se decidessi di utilizzare una long tail keyword, dando una descrizione precisa del tuo prodotto già a livello di parola chiave? Parlo di keyword come ‘tavolo da salotto in noce scuro’ oppure ‘tavolo in plastica allungabile da esterno’ o ‘tavolo da pranzo in legno antico’.

Sai cosa succederebbe utilizzando queste long tail keyword? I visitatori del tuo portale diminuirebbero. Ma, molto probabilmente, le conversioni crescerebbero. E questo perché utilizzare queste particolari parole chiave significa seguire delle linee di comunicazione migliori e più efficaci. Un utente che cerca semplicemente la parola ‘tavolo’ su Google non è pronto all’acquisto. Ma un utente che digita sul motore di ricerca le parole ‘tavolo da pranzo in legno antico’ ha praticamente già in mano la carta di credito. Quindi sì, il traffico sarà minore, ma il pubblico che approderà sul tuo portale sarà effettivamente il pubblico che tu stai cercando e che vuoi attirare sulle tue pagine.

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La coda lunga

Per anni gli esperti SEO hanno puntato sulle parole chiavi secche e singole, come per l’appunto ‘tavolo, ristorante, pallone’, e via dicendo. O magari sulle parole composte da due o da tre parole, come ‘tavolo cucina, ristorante Roma, pallone calcio’. Ma sai una cosa? I termini di ricerca singoli attirano solo il 10% delle ricerche. I termini composti da 2 o da 3 termini, invece, fanno meglio, ma di poco, con il 15% delle sessioni. Tutto il resto, ovvero uno strabiliante 75%, è attirato dalle long tail keyword, e quindi da una ricerca più specifica, più informale, più colloquiale, fatta con query da 4, 5, 6 vocaboli. E ti diremo di più: questo trend, con l’introduzione delle ricerche vocali, è destinato a crescere sempre di più. Insomma, ti abbiamo convinto a provare la strada delle long tail keyword?

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Filippo Sogus

Filippo Sogus

CEO di Be-We srl & SEO Specialist

Filippo è SEO Specialist di professione, esperto in tecniche SEO nel settore e-commerce, editoriale e turistico. Segue diverse aziende nazionali, leader del mercato e investimenti sul web.

Grazie alla collaborazione con numerose aziende e all’esperienza SEO maturata in diversi settori, Filippo sfrutta i motori di ricerca per incrementare il fatturato delle aziende.