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La ricerca basata sull’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il panorama del marketing digitale e della SEO, portando con sé sfide e opportunità. Questa evoluzione non è solo una tendenza passeggera, ma un cambiamento sostanziale che modificherà le dinamiche del traffico web nei prossimi anni, con un impatto profondo sui modelli di consumo di contenuti.
Uno degli aspetti più rilevanti di questa trasformazione è il cambiamento nelle abitudini degli utenti. Mentre la tecnologia dell’AI diventa sempre più familiare e accessibile, cresce la tendenza a ridurre il ricorso ai tradizionali risultati di ricerca. L’introduzione di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale nei motori di ricerca, come gli AI Overviews di Google, sta accelerando questo processo.
Le statistiche parlano chiaro: tra ottobre 2023 e aprile 2025, gli utenti attivi settimanali di ChatGPT hanno superato i 800 milioni, un dato che dimostra quanto velocemente queste nuove modalità di ricerca stiano conquistando spazio.
In questo scenario, le ricerche basate sull’intelligenza artificiale stanno ridefinendo il ruolo della SEO, spingendo le aziende e i professionisti del marketing a rivedere le loro strategie per adattarsi a questo nuovo paradigma.
L’evoluzione delle ricerche AI sulla SEO
L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla SEO e sul marketing digitale sta plasmando un nuovo modo di fruire le informazioni online. I cambiamenti più rilevanti sono il risultato di tre fenomeni chiave che stanno modificando la visibilità e l’interazione con i contenuti web.
Compressione del funnel di marketing
Le ricerche basate sull’intelligenza artificiale, come quelle fornite da ChatGPT, Perplexity e Google Gemini, stanno riducendo la necessità degli utenti di navigare tra diversi siti web per trovare ciò che cercano. Queste tecnologie offrono risposte dirette e altamente contestualizzate, risparmiando agli utenti la fatica di cliccare su più link. Questo fenomeno, noto come “compressione del funnel”, implica che le informazioni vengano consumate senza che gli utenti visitino effettivamente i siti. Con il tempo, questo cambiamento avrà un impatto significativo sul traffico organico tradizionale, che si prevede possa essere superato dalle ricerche AI entro i prossimi due anni, come suggerisce uno studio di Semrush. Questo segnala una progressiva evoluzione nel comportamento di ricerca degli utenti, che sempre più si orientano verso soluzioni rapide e complete, anziché dedicarsi alla navigazione su più pagine.
Comprensione avanzata dell’intento utente
Una delle aree in cui l’intelligenza artificiale sta davvero facendo la differenza è la capacità di comprendere e interpretare l’intento dell’utente. I modelli AI sono in grado di elaborare il linguaggio naturale in modo molto più preciso rispetto ai tradizionali motori di ricerca, comprendendo il contesto delle domande e adattandosi alle esigenze specifiche dell’utente nel corso della conversazione. Questo significa che le risposte fornite sono altamente personalizzate e pertinenti, piuttosto che soluzioni generiche. Piattaforme come Bloomreach utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare l’intento dell’utente e offrire risultati di ricerca più mirati, migliorando l’esperienza dell’utente e, allo stesso tempo, modificando la natura stessa delle SERP. L’approfondita analisi dell’intento consente ai sistemi AI di rispondere in modo più accurato, cambiando la visibilità e l’efficacia dei contenuti online.
Questi tre fenomeni sono solo la punta dell’iceberg, ma già oggi stanno mostrando come l’intelligenza artificiale stia trasformando la SEO, rendendo necessario un approccio nuovo e più sofisticato nella gestione dei contenuti e nella loro ottimizzazione per la ricerca.
Come stanno cambiando le abitudini degli utenti con l’AI?
Con l’adozione di modalità di ricerca AI, una parte significativa del traffico web tradizionale si sposterà verso nuove forme di interazione. A lungo andare, questo potrebbe ridurre l’afflusso di visitatori sui siti, specialmente per quelle query che vengono risolte direttamente dall’AI. Sebbene questo cambiamento possa sembrare preoccupante inizialmente, è essenziale guardarlo con una prospettiva di evoluzione piuttosto che di perdita.
Si stima che i visitatori derivanti dalle ricerche AI supereranno quelli dalla ricerca tradizionale entro l’inizio del 2028, con la possibilità che ciò avvenga ancor prima se Google implementerà l’esperienza AI come predefinita. Nonostante l’iniziale declino del traffico complessivo, la qualità di quello derivante dall’AI sarà decisamente superiore. Gli utenti che arrivano attraverso l’AI sono più informati e preparati, avendo già confrontato diverse opzioni e comprese le proposte di valore prima di cliccare su un link.
Questo tipo di traffico, infatti, risulta più propenso alla conversione. Gli utenti che ottengono risposte personalizzate dall’AI sono già motivati e più inclini ad agire, grazie alla natura persuasiva e contestualizzata delle risposte. Le risposte generate dall’AI non sono solo informative, ma spesso anche altamente personalizzate, il che aumenta il loro potere di influenza. Questo segna un cambiamento nelle metriche di valutazione del traffico, poiché la qualità diventa un fattore molto più importante della quantità.
Ora vediamo come Semrush, con il suo SEO Toolkit alimentato dall’AI, sia in grado di aiutare i marketer a prendere decisioni informate e guidare la crescita misurabile in un contesto di ricerche sempre più AI driven.
ChatGPT Search in Position Tracking
Il ChatGPT Search in Position Tracking è una funzionalità all’avanguardia integrata nello strumento di Position Tracking di Semrush, che a sua volta fa parte del più ampio e completo SEO Toolkit.
Detto in parole povere, rappresenta il tuo “radar” quotidiano per capire quanto il tuo sito web sia visibile e ben posizionato all’interno di ChatGPT, il motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale più popolare.
Per sfruttare questa funzionalità, è necessario disporre di un abbonamento Semrush Guru o Business. Il processo di configurazione è pensato per essere intuitivo, integrato direttamente nello strumento Position Tracking: si naviga nella sezione Position Tracking del tuo progetto Semrush, si sceglie di aggiungere un nuovo target o di modificare una campagna già esistente, e dal menu a discesa dei motori di ricerca si seleziona “ChatGPT Search”.
Attualmente, ci sono alcune specifiche da tenere a mente: il tracciamento è limitato a 50 parole chiave per account su tutti i progetti, è disponibile solo per il mercato statunitense e supporta unicamente le ricerche da desktop.
Una volta impostato, il sistema fornisce aggiornamenti quotidiani sulle variazioni di posizione. L’interfaccia rispecchia quella tradizionale del Position Tracking su Google, ma con distinzioni chiave per riflettere la natura dell’AI. Potrai osservare metriche come la Visibilità, la Posizione e la Posizione Media, ma al momento non sono disponibili metriche come il traffico stimato o il volume di ricerca per ChatGPT Search. Le funzionalità della SERP (Search Engine Results Page) di ChatGPT sono uniche; Semrush le identifica e le traccia, includendo elementi come la “Response” (la risposta standard generata dall’AI), la “Double Response” (due sezioni di risposta distinte), le “Citations” (i riferimenti alle fonti) e il “Local Pack” per query con intento locale. È importante notare che i domini citati nell’area della risposta hanno la precedenza su quelli presenti nell’area delle citazioni.
Un aspetto particolarmente prezioso è la possibilità di visualizzare gli “snapshots” reali dei risultati di ricerca di ChatGPT. Questo ti permette di vedere esattamente come il tuo contenuto viene citato, come ChatGPT struttura le sue risposte e quali domini vengono usati come fonti, offrendo intuizioni fondamentali su quali parti del tuo contenuto l’AI considera più pertinenti. Puoi filtrare per queste specifiche SERP features per identificare opportunità e monitorare i competitor.
Questo strumento serve a darti una chiara panoramica di come il tuo sito si comporta nell’ambiente di ricerca AI, permettendoti di rimanere aggiornato con informazioni in tempo reale che possono modellare la tua strategia di marketing. Ti consente di tracciare le posizioni del tuo dominio per parole chiave specifiche, monitorare la tua posizione media nel tempo, confrontare la tua visibilità AI con i tuoi ranking su Google e analizzare le performance dei competitor nel campo della ricerca AI.
Strategie di ottimizzazione SEO per ricerche AI
L’evoluzione delle ricerche AI sta portando cambiamenti significativi nel modo in cui i contenuti vengono trovati, processati e presentati agli utenti. Sebbene l’intelligenza artificiale offra nuove opportunità, sta anche riducendo il traffico organico proveniente dai tradizionali risultati di ricerca. Tuttavia, ci sono vari interventi strategici che i marketer possono adottare per mitigare l’impatto di questa evoluzione e continuare a trarre vantaggio dalla SEO in un mondo dominato dall’AI.
1. Creazione di contenuti segmentabili e facili da citare
I modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) come ChatGPT sono progettati per restituire risposte concise, facilmente comprensibili e spesso suddivise in parti distintive o “chunk” (segmenti) di informazioni. Per ottimizzare i contenuti per l’AI, è essenziale presentare le informazioni in un formato facilmente citabile. La capacità di un contenuto di essere “chunked” (suddiviso in frammenti) è un elemento cruciale per essere incluso nelle risposte AI. I marketer possono ottimizzare la presentazione dei contenuti, facendo attenzione a come appaiono nei “snippets” delle SERP, in modo da aumentare le probabilità che vengano estratti e mostrati come risposte dirette.
Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale suddividere i contenuti in paragrafi brevi e mirati, in modo che l’AI possa facilmente identificarne il significato e utilizzarli nei riassunti o nelle risposte. La scrittura di contenuti densi e complessi senza suddivisione rischia di complicare il compito dell’AI nel fornire risposte concise e comprensibili.
La creazione di elenchi puntati o numerati è un altro modo efficace per rendere i contenuti facilmente “capturabili” dai modelli linguistici. Gli elenchi forniscono informazioni in modo immediato e organizzato, facilitando la selezione e l’estrazione di frammenti di testo da parte dei sistemi AI. Questo tipo di struttura consente anche agli utenti di ottenere informazioni in modo rapido, migliorando l’esperienza complessiva sia per gli algoritmi che per le persone che leggono i contenuti.
Le tabelle sono un altro strumento utile per rendere il contenuto più accessibile e facilmente processabile. Le tabelle organizzano le informazioni in modo visivo, permettendo all’AI di identificare e comprendere meglio le relazioni tra diversi elementi. Ad esempio, se si sta trattando una lista di opzioni, un confronto tra vari prodotti o servizi, una tabella può essere un modo potente per rendere queste informazioni immediatamente comprensibili.
L’uso di sottotitoli e sezioni ben definite aiuta a migliorare la leggibilità e a fornire una chiara gerarchia di contenuti. Ogni sottotitolo funge da punto di riferimento per il contenuto che segue, consentendo all’AI di orientarsi meglio quando sta selezionando informazioni da restituire. Inoltre, un buon uso dei sottotitoli può aumentare le probabilità che il tuo contenuto venga estratto come snippet nei risultati di ricerca, migliorando così la visibilità e l’efficacia del contenuto.
2. Ottimizzazione multimediale e NLP (Natural Language Processing)
L’adozione del Natural Language Processing (NLP) è un altro passo fondamentale. L’AI è in grado di comprendere non solo il testo, ma anche il contesto che si cela dietro a quel testo. Di conseguenza, è importante ottimizzare i contenuti in modo che possano essere interpretati correttamente dal NLP, includendo parole chiave semantiche e strutturando i contenuti per rispondere in modo naturale alle domande degli utenti.
Inoltre, la creazione di contenuti multimodali, che combinano testo, immagini, video e grafica, è essenziale per ottimizzare la visibilità nelle risposte AI. L’AI non si limita solo ai testi, ma analizza anche il contesto delle immagini e dei video, per rispondere a query complesse.
Integrare immagini e video nei contenuti non solo li rende più coinvolgenti e informativi per gli utenti, ma offre anche l’opportunità di farsi “notare” dall’intelligenza artificiale. Quando inserisci immagini nel tuo contenuto, è fondamentale utilizzare testi alternativi (alt text) per descrivere in modo accurato e conciso il contenuto visivo. Questi testi alternativi non solo migliorano l’accessibilità, ma aiutano anche l’AI a comprendere il contesto dell’immagine e a collegarlo al contenuto più ampio, migliorando così la probabilità che il contenuto venga utilizzato nelle risposte o negli snippet generati dall’intelligenza artificiale.
Inoltre, è importante ottimizzare i video affinché siano facilmente comprensibili sia dagli utenti che dai sistemi AI. Ciò implica l’uso di trascrizioni dei video, sottotitoli e descrizioni contestuali che spiegano di cosa tratta il contenuto visivo. I video ottimizzati con testi descrittivi non solo migliorano la fruibilità, ma permettono anche ai sistemi AI di estrarre informazioni pertinenti, contribuendo a un posizionamento migliore nei risultati delle ricerche AI.
3. Analisi della competizione e monitoraggio del settore
La capacità di monitorare il comportamento dei competitor e delle tendenze di settore è essenziale in un mondo in cui la SEO è influenzata dall’AI. Analizzando le strategie dei competitor e confrontando come si posizionano nel contesto della ricerca AI, puoi identificare aree di miglioramento per il tuo sito web. Ad esempio, strumenti di analisi delle SERP ti permettono di confrontare i tuoi ranking AI con quelli tradizionali di Google e di scoprire opportunità per ottimizzare i tuoi contenuti e strategie.
Una volta identificato ciò che i concorrenti fanno meglio, sarà possibile prendere spunto per migliorare la tua strategia SEO e AI, concentrandoti su quei contenuti altamente specifici e di nicchia che l’AI tende a favorire. Inoltre, analizzare le fonti autorevoli che i competitor utilizzano può offrirti l’opportunità di collaborare con piattaforme simili per aumentare la tua autorevolezza agli occhi dell’AI.
4. Creazione di contenuti utili, unici e autorevoli
Infine, un’area fondamentale su cui concentrarsi è la creazione di contenuti che siano non solo ottimizzati per l’AI, ma anche utili, unici e autorevoli. La ricerca di Semrush ha rivelato che il 50% dei link in ChatGPT 4.0 puntano a siti web di business e servizi. Questo dimostra l’importanza di creare contenuti che l’AI considera fonti valide e rilevanti.
I contenuti di alta qualità non si limitano a essere informativi, ma devono anche essere mirati a soddisfare le necessità specifiche degli utenti. Con l’AI che interpreta il linguaggio naturale, è cruciale che i tuoi articoli siano strutturati per rispondere in modo completo e dettagliato alle domande comuni o alle problematiche più cercate nel tuo settore. Per fare ciò, è importante conoscere il pubblico e le sue necessità, e ottimizzare i contenuti in modo che siano facili da trovare e utili quando gli utenti li cercano.
Un altro aspetto fondamentale è la chiarezza e la comprensibilità. I modelli linguistici AI prediligono contenuti che sono non solo accurati, ma anche facili da digerire per l’utente. L’adozione di linguaggio semplice, l’uso di sottotitoli, e la presentazione di informazioni in modo strutturato sono tutti fattori che rendono il contenuto più fruibile sia per gli utenti che per l’AI.
Come abbiamo visto, l’ottimizzazione per la ricerca AI non è solo una questione di visibilità immediata, ma un investimento strategico nel futuro. Poiché gli LLM apprendono riconoscendo schemi in grandi quantità di contenuti online, modellare questi schemi oggi significa posizionare il proprio brand per essere presentato più frequentemente, accuratamente e favorevolmente negli anni a venire, trasformando la ricerca AI in una fonte chiave di entrate e traffico.

