Visual storytelling: ecco 6 consigli per farlo al meglio

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Visual storytelling
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È difficile dare con poche parole una definizione efficace, esaustiva e chiara del visual storytelling. Già parlare del ‘semplice’ storytelling, molto spesso risulta più complicato del previsto. Cos’è, dunque, il visual storytelling? Senza il timore di sbagliare, possiamo dire che fare visual storytelling significa raccontare attraverso l’uso di immagini. Hai presente la famosa massima inglese della buona scrittura, ovvero “Show, don’t tell”? Ecco, chi sceglie questo tipo di narrazione visuale decide  – più o meno consapevolmente – di interpretare in senso letterale e viscerale questa frase.

Un’infografica, un video, una fotografia, un grafico, un disegno: ci sono molti modi per fare del buon visual storytelling. L’importante, però, è farlo nel modo giusto, senza dimenticare nessun aspetto importante. Vuoi essere sicuro di muoverti correttamente, e di far cogliere davvero il messaggio al tuo pubblico? Allora leggi i nostri consigli!

Tips per fare del visual storytelling efficace

Emoziona il tuo pubblico… con le immagini

Prima abbiamo citato la massima “Show, don’t tell”, molto diffusa tra i romanzieri che cercano di instillare delle emozioni nei propri lettori. Il trucco, per l’appunto, è smettere di descrivere le cose, e di presentarle concretamente al pubblico. Non ci si deve arroccare su descrizioni ed enumerazioni, no: l’importante non è dare delle informazioni, quanto invece scatenare i sentimenti del pubblico. Nel creare la tua strategia di visual storytelling, insomma, dovresti pensare ai vecchi film muti di Charlie Chaplin. Le informazioni e le descrizioni erano ridotte al minimo indispensabile, eppure si capiva tutto quanto, e ci si emozionava pure parecchio!
Quindi, non usare troppe parole, e affidati invece al potere delle immagini. E se proprio non ti piacciono i film di Chaplin, pensa a 2001: Odissea nello spazio. Nemmeno Kubrick usò troppe parole in quella pellicola!

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Imposta uno schema narrativo solido

Narrare vuol dire raccontare una storia. Stai facendo un video, o magari un’infografica? In tutti i casi, devi impostare una narrazione, e quindi una trama che possa coinvolgere il pubblico. Tutte le storie, anche le più semplici, hanno uno svolgimento minimo, che molto spesso si risolve in una situazione di equilibrio che, dopo essere rotta da un cattivo, viene ristabilita da un buono.
Il tuo video o la tua immagine non narrano niente? Non c’è nessuna storia dietro quelle forme? Allora non stai passando assolutamente nulla al tuo pubblico!

Il contesto non è mai secondario

Un’unica immagine, o un video di pochi secondi: pochissimo spazio per veicolare al pubblico dei messaggi che, talvolta, possono essere piuttosto complessi. Bisogna dunque affidarsi all’importanza dei dettagli per definire un contesto. Un’immagine notturna con un lampo e magari il cancello di un cimitero in lontananza ci aiuta a capire che il nostro protagonista si muove in un’atmosfera paurosa; far indossare al nostro eroe giacca e cravatta e mettergli in mano una borsa 24 ore lo trasforma invece subito in un professionista che si reca a lavoro, mentre scegliere di appoggiarlo di schiena a un muro con sigaretta alle labbra e occhiali da sole ne farà un duro. Sono i particolari a fare il contesto, ed è il contesto a veicolare il messaggio esatto!

Non essere oscuro

Non stai cercando di insegnare ai tuoi utenti le strategie belliche di Napoleone, né le declinazioni latine, né tanto meno il calcolo degli integrali. Il tuo obiettivo è quello di fargli arrivare – senza richiedere degli sforzi da parte loro – un messaggio preciso e chiaro. Devi dunque usare delle immagini riconoscibili e delle parole cristalline, eliminando ogni possibile ambiguità. Per fare questo devi dunque pensare attentamente a quelle che sono le conoscenze e le abitudini del tuo pubblico a target: se ti rivolgi a un pubblico di nerd potrai sicuramente fare riferimento a qualche supereroe del tipo Acquaman o Daredevil, i quali però non avranno alcun significato certo se utilizzati per un altro pubblico.

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Punta alla brevità e all’immediatezza

Vuoi fare un video? Sii breve, anzi, brevissimo: il tempo medio di attenzione della mente umana è di soli 8 secondi. Vuoi invece utilizzare una singola immagine? Non inserire troppi elementi, non farla diventare una ricerca del tesoro nascosto: rischieresti di perdere l’attenzione del pubblico!

Confeziona e maschera il tuo messaggio

Non dire al tuo pubblico cosa deve pensare: fallo arrivare da solo a questa conclusione. Con un breve testo sarebbe raggiungere questo risultato non è affatto semplice. Con le immagini, con i video e in generale con il visual storytelling, è invece possibile riuscirci in pochissimi secondi, con una narrazione essenziale. Ti ricordi la famosa pubblicità dei camion Volvo, in cui Jean-Claude Van Damme faceva una clamorosa spaccata tra due motrici? Il pubblico, di fronte a quell’immagine, non può che pensare al fatto che un minimo movimento di troppo da parte dei due camion avrebbe fatto cadere rovinosamente l’attore. Ancora prima di qualsiasi messaggio pubblicitario esplicito, il pubblico capisce dunque che sì, questo è possibile perché i veicoli pesanti Volvo offrono una guidabilità di altissimo livello (ed era proprio questo il messaggio che si voleva passare). Efficace, non trovi?

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Filippo Sogus

Filippo Sogus

CEO di Be-We srl & SEO Specialist

Filippo è SEO Specialist di professione, esperto in tecniche SEO nel settore e-commerce, editoriale e turistico. Segue diverse aziende nazionali, leader del mercato e investimenti sul web.

Grazie alla collaborazione con numerose aziende e all’esperienza SEO maturata in diversi settori, Filippo sfrutta i motori di ricerca per incrementare il fatturato delle aziende.