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	<title>Produrre contenuti per il web: news e approfondimenti | Blog Be-We</title>
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	<description>Digital Marketing</description>
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	<title>Produrre contenuti per il web: news e approfondimenti | Blog Be-We</title>
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		<title>Piano editoriale: cos&#8217;è, come si fa e perché è importante crearlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il piano editoriale è uno strumento che ci permette di organizzare tutti i contenuti da pubblicare online, sia nel blog che nei social. Ecco da dove partire!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/creare-un-piano-editoriale-blog-social.html">Piano editoriale: cos&#8217;è, come si fa e perché è importante crearlo</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_1" ><blockquote><p><strong>Nota</strong>: alcuni link presenti in questo articolo sono affiliati. Questo significa che potremmo guadagnare una piccola commissione se decidi di acquistare tramite uno di questi link, senza variazioni di prezzo per te.</p></blockquote>
<p>Hai provveduto all’<a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/perche-aprire-un-blog-aziendale.html">apertura di un blog aziendale</a> e adesso non sai come procedere? Il piano editoriale non è soltanto una prassi per garantire di avere ogni settimana una idea di cosa pubblicare, ma un vero e proprio asset strategico alla base della promozione di un brand online.</p>
<h2>Cos’è un piano editoriale e perché è importante per il tuo business</h2>
<p>Un piano editoriale è lo strumento con cui un&#8217;azienda smette di comunicare per istinto e inizia a<b> comunicare per strategia</b>. Non si tratta soltanto di stabilire cosa pubblicare domani, ma di decidere quale territorio di competenza si vuole presidiare nel medio periodo, quali domande del mercato si è in grado di rispondere meglio di chiunque altro e quale percorso di contenuti <b>accompagna un potenziale cliente</b> dalla prima esposizione al brand fino alla decisione d&#8217;acquisto. In questa prospettiva, il piano editoriale non è uno strumento di comunicazione — è uno strumento di business.</p>
<h3>I vantaggi del piano editoriale per un blog</h3>
<p>Il valore più immediato di un piano editoriale strutturato è l<b>a coerenza nel tempo.</b> In qualsiasi mercato, la familiarità precede la fiducia e la fiducia precede la conversione: un brand che compare con regolarità, con un punto di vista riconoscibile e su argomenti pertinenti alla vita professionale o personale del proprio pubblico costruisce una presenza mentale che nessuna campagna pubblicitaria episodica riesce a replicare. La costanza editoriale non è un valore estetico — è una leva economica con effetti misurabili sul costo di acquisizione e sul tasso di conversione nel lungo periodo.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1.jpg"><img decoding="async" fetchpriority="high" class="aligncenter wp-image-21892 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1.jpg" alt="Vantaggi piano editoriale blog" width="1018" height="422" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1.jpg 1018w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1-300x124.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1-768x318.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1-570x236.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1-380x158.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/vantaggi-ped-1-296x123.jpg 296w" sizes="(max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /></a></p>
<p>Sul piano operativo, pianificare i contenuti con anticipo consente di passare da una modalità reattiva — si pubblica quando c&#8217;è tempo o quando un evento esterno lo impone — a una modalità <b>proattiva</b>, in cui i<b> contenuti anticipano i cicli del mercato</b>, le stagionalità del settore e i momenti decisionali del target. Questo approccio libera risorse cognitive significative: eliminare la domanda quotidiana su cosa pubblicare riduce il carico decisionale del team e migliora la qualità media dei contenuti prodotti, perché ogni pezzo viene concepito con il tempo necessario per svilupparlo correttamente.</p>
<p>C&#8217;è poi una dimensione SEO che il piano editoriale governa in modo che la gestione improvvisata non può garantire. Costruire <b>autorevolezza tematica agli occhi di Google </b>— il cosiddetto topical authority — richiede una copertura sistematica e progressiva di un dominio di conoscenza, non la pubblicazione occasionale di articoli su argomenti correlati. Un piano editoriale che parte dall&#8217;analisi dell&#8217;intento di ricerca e mappa i contenuti necessari per rispondere all&#8217;intera gamma di domande che il proprio pubblico pone su un argomento produce un effetto cumulativo: <b>ogni nuovo contenuto rafforza la rilevanza degli altri,</b> costruendo una rete tematica che i motori di ricerca interpretano come segnale di competenza verticale. È esattamente questo tipo di architettura che aumenta la probabilità di essere<a href="https://www.bewesrl.com/seo/come-comparire-ai.html"> <b>selezionati come fonte nelle risposte generative dei sistemi AI </b></a>— un obiettivo che richiede pianificazione strutturata, non pubblicazione episodica.</p>
<h3>La differenza tra piano editoriale e calendario editoriale</h3>
<p>La distinzione tra piano editoriale e calendario editoriale merita una chiarezza che spesso manca nella pratica.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-21894 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1.jpg" alt="Differenze piano editoriale e calendario editoriale" width="948" height="369" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1.jpg 948w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1-300x117.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1-768x299.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1-570x222.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1-380x148.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/differenze-piano-calendario-editoriale-1-296x115.jpg 296w" sizes="(max-width: 948px) 100vw, 948px" /></a><b>Il piano opera a livello strategico</b>: definisce i pilastri tematici, le audience prioritarie, gli obiettivi misurabili e i formati più adatti a ciascun canale.</p>
<p>Il <b>calendario traduce quelle decisioni in un programma operativo </b>con date, responsabili e stati di avanzamento. Confonderli o, peggio, usare solo il secondo senza il primo produce una comunicazione tecnicamente organizzata ma strategicamente vuota — contenuti pubblicati con regolarità che non costruiscono nulla perché<b> non dialogano tra loro e non convergono verso un obiettivo comune.</b></p>
<h3>Perché creare un piano editoriale per blog e sito web</h3>
<p>Il blog aziendale è uno degli asset digitali con il<b> miglior rapporto tra costo di produzione e valore </b>generato nel tempo, a condizione che venga gestito con una logica strategica e non come uno spazio per comunicati stampa travestiti da articoli. Un contenuto ben costruito e correttamente posizionato continua ad attrarr<b>e traffico qualificato per anni</b> dopo la sua pubblicazione — un comportamento che nessun post sui social, nessuna campagna a pagamento e nessuna attività di PR digitale può replicare con la stessa efficienza economica. Ma questo valore si accumula solo se i contenuti sono pianificati con criteri che vanno oltre l&#8217;ispirazione del momento.</p>
<p><a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-21895 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1.jpg" alt="Perché fare piano editoriale per blog" width="1004" height="424" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1.jpg 1004w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1-300x127.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1-768x324.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1-570x241.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1-380x160.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/perche-fare-ped-1-296x125.jpg 296w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></a></p>
<p>Il blog è anche il canale attraverso cui un&#8217;azienda può <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/customer-journey-come-si-analizza.html"><b>intercettare il potenziale cliente in ogni fase del percorso decisionale</b></a>, molto prima che questo manifesti un&#8217;intenzione d&#8217;acquisto esplicita.</p>
<p>Un contenuto che risponde a una domanda informativa nella fase di awareness non genera conversioni immediate, ma installa una familiarità con il brand che influenza le scelte successive.</p>
<p>Un contenuto orientato alla fase di consideration — confronti, guide all&#8217;acquisto, analisi dei criteri di scelta — intercetta chi sta già valutando opzioni. Un contenuto transazionale — casi studio, testimonianze, dimostrazioni di risultati — accompagna chi è prossimo alla decisione.</p>
<p>Mappare questa progressione e pianificare contenuti per ciascuna fase è ciò che trasforma il blog da strumento di visibilità a componente attiva del funnel commerciale.</p>
<p>Sul piano della ricerca organica, la pianificazione basata sull&#8217;intento di ricerca produce effetti che l&#8217;improvvisazione non può generare. Analizzare sistematicamente le query che il proprio pubblico pone sui motori di ricerca — non solo i termini ad alto volume, ma le domande specifiche, le varianti a coda lunga, le formulazioni conversazionali — consente di costruire una copertura tematica che nel tempo porta il dominio a essere riconosciuto come riferimento verticale su un argomento. Questo riconoscimento si traduce in posizionamenti più stabili, minor dipendenza dai backlink per le keyword di nicchia e, nell&#8217;ecosistema della ricerca generativa, in una maggiore probabilità di essere selezionati come fonte nelle AI Overviews — perché i sistemi di intelligenza artificiale tendono a privilegiare i domini che dimostrano una trattazione sistematica e approfondita di un territorio tematico, non quelli che lo sfiorano occasionalmente.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-21898" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1.jpg" alt="Ecosistema blog" width="986" height="472" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1.jpg 986w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1-300x144.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1-768x368.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1-570x273.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1-380x182.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ecosistema-blog-1-296x142.jpg 296w" sizes="(max-width: 986px) 100vw, 986px" /></a></p>
<p>L&#8217;efficienza operativa che deriva da una pianificazione strutturata ha infine un valore concreto che spesso viene sottostimato. Decidere i temi con anticipo consente di <b>distribuire il carico di produzione</b> in modo sostenibile, di <b>coordinare più collaboratori </b>senza sovrapposizioni, di allineare i contenuti alle iniziative commerciali dell&#8217;azienda — lanci di prodotto, stagionalità, eventi di settore — e di riservare il tempo necessario alla revisione qualitativa che fa la differenza tra un contenuto che posiziona e uno che resta invisibile. La pianificazione non toglie creatività al processo editoriale: la libera, perché chi scrive sa già qual è l&#8217;obiettivo del pezzo, a chi si rivolge e quale posto occupa nell&#8217;architettura complessiva del sito.</p>
<h2>Come creare un piano editoriale passo dopo passo</h2>
<p>Costruire un piano editoriale professionale è un processo che segue una sequenza logica precisa, e saltare i passaggi iniziali per arrivare prima alla produzione dei contenuti è l&#8217;errore che trasforma uno strumento strategico in un esercizio burocratico. La tentazione di partire dai titoli degli articoli è comprensibile — è la parte più concreta e visibile del lavoro — ma farlo senza aver completato le fasi a monte produce contenuti tecnicamente corretti e strategicamente inutili.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-21900" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1.jpg" alt="Milestone piano editoriale" width="1008" height="434" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1.jpg 1008w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1-300x129.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1-768x331.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1-570x245.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1-380x164.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/milestone-piano-editoriale-1-296x127.jpg 296w" sizes="(max-width: 1008px) 100vw, 1008px" /></a></p>
<p>Il punto di partenza è sempre un <b>audit della situazione esistente. </b>Per chi ha già un sito con contenuti pubblicati, questo significa analizzare cosa performa e cosa no, dove il traffico organico è concentrato, quali pagine generano conversioni e quali attirano visite senza valore commerciale. Per chi parte da zero, significa mappare il territorio competitivo: quali argomenti presidiano i competitor meglio posizionati, quali domande del mercato rimangono senza una risposta autorevole, dove esistono spazi editoriali ancora poco affollati. In entrambi i casi, l&#8217;obiettivo è avere una fotografia realistica del punto di partenza prima di decidere la direzione.</p>
<h3>Definizione degli obiettivi e del target</h3>
<p>La fase successiva è la<b> definizione degli obiettivi,</b> che devono essere specifici e misurabili. &#8220;Aumentare la visibilità online&#8221; non è un obiettivo — è un&#8217;aspirazione. &#8220;Posizionare tre articoli nella prima pagina di Google per keyword con intento commerciale entro sei mesi&#8221; è un obiettivo che orienta le decisioni successive e consente di valutare i risultati con precisione<b>.</b><a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-21893 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1.jpg" alt="obiettivi piano editoriale blog" width="860" height="557" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1.jpg 860w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1-300x194.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1-768x497.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1-370x240.jpg 370w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1-570x369.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1-380x246.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-uno-piano-editoriale-blog-1-296x192.jpg 296w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></a></p>
<p><b>Ogni obiettivo determina priorità diverse</b>: chi vuole generare lead qualificati investirà su contenuti di fase consideration e decision; chi vuole costruire autorevolezza di settore si concentrerà sulla copertura sistematica di un dominio tematico; chi vuole ridurre il costo di acquisizione cliente attraverso il traffico organico dovrà bilanciare volumi di ricerca e competitività delle keyword in modo diverso rispetto a chi punta alla nicchia.</p>
<h3>Ricerca e selezione delle parole chiave</h3>
<p>Solo dopo aver definito obiettivi e punto di partenza ha senso procedere con la <a href="https://www.bewesrl.com/seo/scegliere-le-parole-chiave.html"><b>scelta delle parole chiave</b></a> e con la mappatura dei topic cluster.</p>
<p><a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-21888 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1.jpg" alt="Keyword research piano editoriale" width="1003" height="548" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1.jpg 1003w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1-300x164.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1-768x420.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1-570x311.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1-380x208.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-due-keyword-research-1-296x162.jpg 296w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></a></p>
<p>In questa fase si costruisce<b> l&#8217;architettura informativa del sito</b>: si identificano le pagine pilastro che tratteranno i temi centrali del brand, si mappano le domande satellite che ciascun pilastro deve rispondere, si valuta la competitività di ciascun termine e si stabilisce un ordine di priorità basato sul potenziale di traffico e sulla difficoltà di posizionamento. Il risultato non è una lista di titoli ma una<b> mappa tematica</b> che mostra come i contenuti si relazionano tra loro e come ciascuno contribuisce alla costruzione dell&#8217;autorevolezza complessiva del dominio.</p>
<h3>Organizzazione dei contenuti e dei cluster tematici</h3>
<p>L&#8217;organizzazione professionale dei contenuti deve superare la concezione dell&#8217;articolo isolato per adottare l&#8217;architettura dei <b>topic cluster</b> e delle <b>pillar page</b>. Questo modello prevede la creazione di una pagina pilastro che approfondisce un argomento centrale in modo esaustivo, supportata da una serie di articoli satellite che esplorano verticalmente singole sotto-tematiche correlate e che sono interconnessi tramite link interni strategici.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-21897" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1.jpg" alt="Cluster tematici" width="1035" height="573" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1.jpg 1035w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1-300x166.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1-1024x567.jpg 1024w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1-768x425.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1-570x316.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1-380x210.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/fase-tre-cluter-tematici-1-296x164.jpg 296w" sizes="(max-width: 1035px) 100vw, 1035px" /></a></p>
<p>Identificare inizialmente da tre a cinque pilastri di contenuto principali permette di mantenere la focalizzazione strategica e di segnalare agli algoritmi una chiara <b>autorevolezza tematica</b> su specifici ambiti. In questo processo, si rivela vincente adottare un approccio <b>story-centric</b>, che mette al centro il tema e la narrazione prima ancora di definire i canali di distribuzione, assicurando così che la comunicazione rimanga coerente e di alto valore indipendentemente dalla piattaforma utilizzata.</p>
<h3><b>Ottimizzazione SEO dei contenuti</b></h3>
<p>L&#8217;<a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/guida-ottimizzazione-seo-di-una-pagina-web.html">ottimizzazione SEO di una pagina web</a> è l&#8217;ultimo miglio che separa un articolo ben scritto da un articolo che performa. Nella pratica, significa progettare ogni pezzo con una doppia destinazione in mente: il lettore umano, che deve trovare le informazioni in modo fluido e progressivo, e i sistemi algoritmici, che devono poter estrarre, classificare e citare quei contenuti senza ambiguità.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-21896 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1.jpg" alt="Ottimizzazione SEO articoli blog" width="925" height="547" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1.jpg 925w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1-300x177.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1-768x454.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1-570x337.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1-380x225.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-seo-articoli-blog-1-296x175.jpg 296w" sizes="(max-width: 925px) 100vw, 925px" /></a></p>
<p>La struttura semantica parte dalla<b> gerarchia dei titoli</b>, che non è una convenzione tipografica ma un segnale di organizzazione del contenuto. Un H1 che contiene la keyword principale comunica al crawler il tema centrale della pagina; gli H2 e H3 che seguono dovrebbero rispecchiare le domande reali che il pubblico pone su quell&#8217;argomento, costruendo una mappa di sotto-temi che il motore di ricerca può associare alle query correlate. Questa gerarchia ha un effetto diretto anche sulla leggibilità: un utente che scansiona la pagina prima di decidere se approfondire trova nei titoli una guida che lo orienta verso la sezione più rilevante per il suo bisogno specifico.</p>
<p>Il concetto di chunk semantico introduce una logica di scrittura che va oltre la SEO tradizionale. Un chunk è un <b>blocco di testo autonomamente comprensibile</b> — una domanda seguita dalla sua risposta, una definizione seguita dalla sua applicazione pratica, un&#8217;affermazione seguita dalla sua evidenza — che ha senso anche se estratto dal contesto dell&#8217;articolo originale. I sistemi generativi di Google non leggono una pagina nella sua interezza per poi sintetizzarla: identificano i blocchi più rilevanti per la query in esame e li estraggono selettivamente. Un contenuto costruito in chunk ben delimitati offre all&#8217;algoritmo unità di informazione già confezionate, riducendo il margine di interpretazione e aumentando la precisione della citazione. In termini pratici, questo significa evitare i paragrafi in cui il concetto principale è sepolto a metà del blocco di testo, e preferire invece una struttura in cui ogni paragrafo ha un&#8217;apertura che ne anticipa il contenuto.</p>
<p>I metadati —<b> title tag e meta description</b> — mantengono la loro rilevanza SEO ma svolgono anche una funzione commerciale diretta: sono il testo che l&#8217;utente legge prima di decidere se cliccare. Un title tag che replica meccanicamente la keyword senza aggiungere contesto spreca uno spazio prezioso; uno che combina la keyword con un elemento di specificità o di valore — un dato, un beneficio, un angolo inaspettato — aumenta il CTR su quella posizione.</p>
<p>La meta description non influenza il ranking ma influenza la scelta: in una SERP dove i risultati organici competono con le sintesi AI per l&#8217;attenzione dell&#8217;utente, una descrizione che anticipa con precisione il valore del contenuto è uno dei pochi leve rimaste per rendere il click verso il sito più attraente della risposta generativa già visibile sulla pagina.</p>
<h2>Semrush a supporto della realizzazione del piano editoriale</h2>
<p><a href="https://www.semrush.com/lp/semrush-one-aff/en/?irclickid=RTiSpaX-ExycRhH3Qky461vOUkuwMqRZFwBA140&amp;utm_source=affiliate&amp;utm_Medium=impact&amp;utm_campaign=6239787&amp;utm_terms=&amp;utm_content=&amp;irgwc=1&amp;afsrc=1&amp;utm_medium=impact&amp;utm_term=&amp;ir_partnerid=6239787&amp;ir_adid=3367878&amp;ir_campaignid=13053"><strong>Semrush</strong></a> è uno strumento utilissimo nel trasformare il piano editoriale in un sistema strategico prevedibile e basato sui dati, eliminando l&#8217;incertezza legata all&#8217;improvvisazione. Grazie a questa piattaforma è possibile effettuare una <b>ricerca approfondita delle parole chiave</b>, in modo da valutare con precisione non solo il volume di ricerca e la stagionalità, ma anche la difficoltà competitiva e il valore commerciale di ogni termine. Grazie all&#8217;analisi accurata dell&#8217;intento di ricerca, lo strumento guida la creazione di contenuti che rispondano esattamente alle necessità informative o transazionali dell&#8217;utente, facilitando la strutturazione di topic cluster che costruiscono una solida autorevolezza verticale nel tempo.</p>
<p><a href="https://www.semrush.com/lp/semrush-one-aff/en/?irclickid=RTiSpaX-ExycRhH3Qky461vOUkuwMqRZFwBA140&amp;utm_source=affiliate&amp;utm_Medium=impact&amp;utm_campaign=6239787&amp;utm_terms=&amp;utm_content=&amp;irgwc=1&amp;afsrc=1&amp;utm_medium=impact&amp;utm_term=&amp;ir_partnerid=6239787&amp;ir_adid=3367878&amp;ir_campaignid=13053"><img decoding="async" class="alignnone" src="//a.impactradius-go.com/display-ad/13053-2205564" alt="" width="970" height="250" border="0" /></a></p>
<p>Oltre alla fase di pianificazione iniziale, Semrush si rivela essenziale per<strong> monitorare costantemente le mosse dei competitor</strong> e per condurre audit meticolosi dei contenuti già pubblicati, identificando opportunità di ottimizzazione e lacune strategiche che altrimenti resterebbero invisibili. Questo approccio data-driven assicura che contenuto prodotto non sia un elemento isolato, ma una parte integrante di un&#8217;architettura studiata per scalare le posizioni sui motori di ricerca e convertire il traffico in risultati di business reali.</p>
<h2>Come integrare il piano editoriale nella strategia di marketing</h2>
<p>L&#8217;integrazione del <a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/seo-posizionarsi-google/supporto-editoriale-seo-oriented">piano editoriale SEO</a> all&#8217;interno di una strategia di marketing più ampia non è un&#8217;opzione, ma una necessità strutturale per trasformare la comunicazione in un asset aziendale per <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/curare-la-reputazione-online.html"><b>curare la reputazione online</b></a> e capace di generare risultati prevedibili e costanti nel tempo. Un piano editoriale isolato, infatti, rischia di ridursi a un mero elenco di titoli privi di una direzione precisa, mentre la sua forza risiede nella capacità di agire come il braccio operativo di una visione strategica che coordina obiettivi di business, bisogni del pubblico e canali di distribuzione in un unico framework coerente.</p>
<h3>Collegamento con il piano di digital marketing</h3>
<p>Il piano editoriale rappresenta il collegamento vitale tra la <a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/piano-digital-marketing"><b>definizione del piano di digital marketing</b></a> e l&#8217;interazione quotidiana con l&#8217;audience, fungendo da leva per <b>avvicinare gli utenti</b> e <b>trasformarli gradualmente in potenziali clienti</b>. In questa gerarchia strategica, la visione aziendale si traduce prima in obiettivi di digital marketing, poi in una strategia specifica e infine nel piano editoriale, che guida la creazione del singolo contenuto affinché ogni parola scritta risponda a una finalità precisa e misurabile. Integrare il piano editoriale significa quindi assicurarsi che ogni post, articolo o newsletter sia progettato per <b>presidiare una fase specifica del funnel di vendita</b>, accompagnando l&#8217;utente dalla scoperta iniziale del brand (fase di attrazione) fino alla conversione e alla successiva fidelizzazione.</p>
<p>Questa integrazione richiede un allineamento rigoroso con il posizionamento del brand, la sua missione e i suoi valori fondamentali, poiché solo una comunicazione coerente su tutti i punti di contatto permette di costruire quell&#8217;autorità e quella fiducia necessarie per distinguersi in un mercato saturo.</p>
<p>Il piano editoriale deve quindi dialogare costantemente con il piano di marketing generale, coordinando ad esempio i lanci di prodotto, le collaborazioni con gli influencer e le campagne pubblicitarie a pagamento. In questo modo, i contenuti organici non lavorano nel vuoto, ma supportano attivamente le promozioni e le attività stagionali, garantendo che il messaggio del brand rimanga uniforme e potente indipendentemente dal canale utilizzato..</p>
<h3>Monitoraggio e ottimizzazione delle performance</h3>
<p>Il successo di un piano editoriale non termina con la pubblicazione del contenuto, ma inizia con <b>l&#8217;analisi meticolosa dei dati</b> per comprendere cosa funzioni realmente e dove sia necessario intervenire. Monitorare le performance è fondamentale perché una strategia priva di dati è simile a un salto nel buio; solo attraverso l&#8217;osservazione di metriche precise è possibile ottimizzare le risorse e garantire un reale ritorno sull&#8217;investimento. Tra i parametri essenziali da valutare vi sono il tasso di conversione, il tempo di permanenza sulle pagine, il posizionamento per le parole chiave strategiche e la capacità di generare lead qualificati, come iscrizioni alla newsletter o richieste di preventivo.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-21889 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1.jpg" alt="Ottimizzazione continua piano editoriale" width="1010" height="437" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1.jpg 1010w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1-300x130.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1-768x332.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1-570x247.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1-380x164.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/ottimizzazione-continua-articoli-1-296x128.jpg 296w" sizes="(max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /></a></p>
<p>L&#8217;utilizzo di strumenti professionali come Google Analytics 4 e Google Search Console permette di<b> misurare l&#8217;impatto dei contenuti dopo il clic,</b> attribuendo un valore economico agli sforzi editoriali e identificando nuove opportunità di crescita. Un approccio moderno ed efficace prevede l&#8217;adozione di micro-strategie iterative, dove ogni campagna viene lanciata, monitorata, corretta e rilanciata in base al feedback reale degli utenti. Inoltre, l&#8217;ottimizzazione deve includere anche la revisione e l<b>&#8216;aggiornamento dei vecchi contenuti attraverso periodici audit, </b>migliorando ciò che già esiste invece di limitarsi a produrre costantemente da zero, il che aumenta il valore complessivo del sito e la sua autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca.</p>
<h3>Best practice per un piano editoriale efficace</h3>
<p>Per garantire che un piano editoriale non rimanga un esercizio accademico ma si trasformi in un reale motore di crescita, è fondamentale adottare una serie di pratiche consolidate che pongono la strategia al di sopra della semplice esecuzione.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-21899" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1.jpg" alt="Consigli blog marketing" width="1044" height="552" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1.jpg 1044w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1-300x159.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1-1024x541.jpg 1024w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1-768x406.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1-150x80.jpg 150w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1-570x301.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1-380x201.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/consigli-blog-marketing-1-296x157.jpg 296w" sizes="(max-width: 1044px) 100vw, 1044px" /></a></p>
<p>Una delle regole d&#8217;oro risiede nel privilegiare la <b>qualità rispetto alla quantità</b>, poiché nel panorama digitale attuale gli algoritmi premiano i contenuti utili, autentici e profondamente curati piuttosto che una presenza massiccia ma superficiale. In quest&#8217;ottica, è più efficace pubblicare un numero ridotto di articoli mensili che però coprano in modo esaustivo ogni aspetto semantico di un argomento, piuttosto che rincorrere una frequenza quotidiana che sacrifica il valore per l&#8217;utente.</p>
<p>La <b>costanza e la regolarità</b> rimangono comunque pilastri essenziali, poiché creano un&#8217;aspettativa nel pubblico e favoriscono la fidelizzazione, a patto che il ritmo scelto sia sostenibile per il team nel lungo periodo.</p>
<p>Un&#8217;altra pratica d&#8217;eccellenza è l&#8217;adozione di un approccio <b>topic-centric o story-centric</b>, che prevede di pianificare la comunicazione partendo dai temi e dalle storie da raccontare piuttosto che dai singoli canali. Questo metodo permette di raccogliere tutte le informazioni rilevanti su un argomento in un unico hub centrale, per poi declinarle in formati specifici per il blog, i social media o le newsletter, garantendo una coerenza narrativa impeccabile e una maggiore efficienza produttiva.</p>
<p>Parallelamente, ogni contenuto deve essere progettato partendo da <b>obiettivi SMART</b> (specifici, misurabili, accessibili, rilevanti e definiti nel tempo) e da una conoscenza profonda delle <b>buyer personas</b>, mappando non solo i dati demografici ma soprattutto i comportamenti di ricerca e i problemi che il pubblico intende risolvere.</p>
<p>Infine, l&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca deve essere integrata fin dalla fase di ideazione attraverso la creazione di <b>topic cluster</b> e <b>pillar page</b>, che segnalano a Google l&#8217;autorevolezza tematica del sito su un determinato ambito. È inoltre vitale mantenere il piano editoriale come uno strumento <b>fluido e flessibile</b>, capace di adattarsi a notizie inaspettate, nuovi trend o ai feedback ricevuti dall&#8217;audience, senza rimanere intrappolati in una programmazione troppo rigida che rischierebbe di apparire fuori tempo o poco rilevante.</p>
<h3>Errori da evitare nella pianificazione editoriale</h3>
<p>Il primo e più diffuso errore nella gestione della comunicazione aziendale è l&#8217;<b>improvvisazione</b>, ovvero il pubblicare contenuti senza una visione d&#8217;insieme, chiedendosi quotidianamente cosa postare all&#8217;ultimo minuto. Questo approccio reattivo porta inevitabilmente alla creazione di <b>contenuti orfani</b>, pezzi isolati che non dialogano tra loro, non sono supportati da link interni e non contribuiscono a costruire una reale autorità tematica agli occhi degli algoritmi.<a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-21891 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1.jpg" alt="Errori piano editoriale blog" width="1042" height="533" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1.jpg 1042w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1-300x153.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1-1024x524.jpg 1024w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1-768x393.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1-570x292.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1-380x194.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2023/10/errori-blog-1-296x151.jpg 296w" sizes="(max-width: 1042px) 100vw, 1042px" /></a></p>
<p>Un altro fallimento strategico comune riguarda il <b>mismatch tra il contenuto e l&#8217;intento di ricerca</b> dell&#8217;utente: creare articoli puramente informativi per query che hanno una finalità commerciale, o viceversa, genera una frustrazione nel visitatore che Google penalizza rapidamente, indipendentemente dalla qualità della scrittura.</p>
<p>Un errore da evitare, come detto, è anche quello di confondere il livello strategico con quello operativo, popolando un <b>calendario editoriale</b> prima ancora di aver definito un solido <b>piano editoriale</b>. Senza una mappa strategica a monte, si rischia di investire tempo e budget su argomenti che non rispondono alle domande reali del mercato o che si cannibalizzano a vicenda, disperdendo il valore del traffico organico.</p>
<p>Molte aziende cadono inoltre nella trappola dell&#8217;<b>autoreferenzialità</b>, concentrandosi esclusivamente su contenuti promozionali o su ciò che è rilevante internamente all&#8217;azienda, dimenticando che il core di una strategia efficace deve essere l&#8217;educazione e l&#8217;intrattenimento del pubblico di riferimento.</p>
<p>Infine, ricordiamo che non bisogna mai trascurare l&#8217;<b>analisi dei dati e il monitoraggio delle performance</b>. Limitarsi a pubblicare senza misurare l&#8217;impatto reale dei contenuti in termini di conversioni, tempo di permanenza o posizionamento SEO impedisce di capire cosa funzioni realmente e dove sia necessario intervenire. Un piano editoriale che non prevede una fase di <b>audit periodico</b> e di aggiornamento dei vecchi contenuti è destinato a diventare obsoleto, perdendo progressivamente visibilità in un mercato digitale che evolve con una rapidità senza precedenti</p>
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/creare-un-piano-editoriale-blog-social.html">Piano editoriale: cos&#8217;è, come si fa e perché è importante crearlo</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Content Thought Page: cos&#8217;è, a cosa serve e i vantaggi per il content marketing</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/content-thought-page.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Meloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<category><![CDATA[SEO e posizionamento sui motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=21755</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri cos'è una Content Thought Page, come strutturarla per organizzare un tema, collegare i contenuti e diventare un punto di riferimento online.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/content-thought-page.html">Content Thought Page: cos&#8217;è, a cosa serve e i vantaggi per il content marketing</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_2" ><p>Ti sei accorto che molti contenuti, anche ben scritti, oggi faticano a generare visibilità? Il problema non è la qualità dell&#8217;articolo, ma il modo in cui le informazioni vengono interpretate dai motori di ricerca AI e dai motori di risposta. Le AI non leggono come un utente perché selezionano e sintetizzano dalle fonti che trovano online.</p>
<p>Ecco quindi che il <strong>content marketing </strong>entra in una nuova fase. Se si vuole rimanere rilevanti sul web, bisogna costruire contenuti che possano essere utilizzati, citati e rielaborati. È qui che entra in gioco il concetto di <strong>Content Thought Page (CTP)</strong>.</p>
<p>Ma che cos&#8217;è una CTP? Si tratta, in poche parole, di un modo diverso di progettare l’informazione. Esaminiamo più nel dettaglio la sua struttura.</p>
<h2>Cos’è una Content Thought Page e perché se ne parla sempre di più</h2>
<p>All’interno della strategia di <strong>Be-We</strong> e, in generale, di un approccio di <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/content-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">content marketing professionale</a>, la Content Thought Page è un contenuto progettato per essere interpretato anche dai sistemi di intelligenza artificiale. In sostanza, rappresenta l&#8217;<strong>evoluzione dell&#8217;articolo blog tradizionale</strong>. Ma cerchiamo di approfondire meglio la questione.</p>
<h3>Cos’è una Content Thought Page (CTP)</h3>
<p>Come abbiamo anticipato, la <strong>Content Thought Page</strong> è un contenuto costruito per essere <strong>smontato, interpretato e riutilizzato</strong> dai motori di risposta. Ogni sezione può essere letta in modo autonomo rispetto alle altre e, quindi, può essere estratta dalle AI senza perdere chiarezza.</p>
<p>A differenza di un articolo tradizionale, la CTP non segue una logica lineare pensata solo per la lettura. Integra invece una<strong> struttura che facilita l’inferenza</strong>: definizioni chiare, blocchi tematici distinti, connessioni tra entità.</p>
<p>In pratica, organizzi le informazioni in modo che possano diventare <strong>unità informative indipendenti</strong>.</p>
<h3>E il content marketing tradizionale?</h3>
<p>Insomma, possiamo dire che il modo in cui i contenuti vengono utilizzati sta cambiando. Le piattaforme basate su intelligenza artificiale selezionano<strong> frammenti di testo</strong>, li combinano e li restituiscono sotto forma di <strong>risposta sintetica</strong>. La visibilità dipende dunque dalla capacità del contenuto di essere estratto e riutilizzato.</p>
<p>Molti contenuti non ottengono visibilità proprio perché non sono organizzati per questo tipo di utilizzo. Le informazioni sono presenti, ma non sono facilmente separabili e citabili come risposte autonome. Di conseguenza, si riduce la probabilità che vengano intercettate nei flussi generativi.</p>
<h2>SEO inferenziale: perché i contenuti devono essere progettati per le AI</h2>
<p>Abbiamo visto che il contenuto oggi viene letto da sistemi che interpretano il linguaggio, individuano relazioni tra concetti e selezionano le informazioni più utili da restituire.</p>
<p>La <a href="https://www.bewesrl.com/seo/seo-inferenziale-come-riscrivere-il-futuro-della-seo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>SEO inferenziale</strong></a> nasce proprio per rispondere a questo scenario, in cui la struttura, il linguaggio e l’organizzazione delle informazioni diventano elementi decisivi per essere inclusi nelle risposte AI.</p>
<p>Possiamo dire che le risposte generate dalle AI introducono un <strong>nuovo punto di contatto tra utente e informazione</strong>. L’utente riceve una sintesi che integra più fonti, senza necessariamente visitare il singolo sito web. La presenza nelle <a href="https://www.bewesrl.com/seo/come-ottimizzare-business-google-ai-overview.html" target="_blank" rel="noopener">AI Overviews</a> diventa quindi una conseguenza della qualità strutturale del contenuto.</p>
<h2>Come funziona una Content Thought Page</h2>
<p>In una Content Thought Page la struttura diventa un vero e proprio strumento operativo, non solo editoriale.</p>
<p>Esaminiamo i principi fondamentali e gli elementi che la compongono.</p>
<h3>Architettura modulare e contenuti atomici</h3>
<p>Abbiamo detto che ogni paragrafo deve contenere un’informazione completa. Questo significa che definizioni, spiegazioni e collegamenti devono essere espressi in modo autonomo, senza dipendere da altri passaggi del testo.</p>
<p>I contenuti costruiti in questo modo risultano più leggibili e più facili da estrarre. Le AI possono individuare rapidamente il significato di ogni blocco e utilizzarlo senza dover ricostruire il contesto.</p>
<h3>Query evolution: anticipare le domande dell’utente</h3>
<p>Una Content Thought Page deve però seguire anche il percorso con cui una persona approfondisce un argomento. Le <strong>domande cambiano man mano che cresce la comprensione</strong>: prima si cerca una definizione, poi un’applicazione, infine un criterio per orientare una scelta.</p>
<p>Organizzare il contenuto secondo questa progressione permette di <strong>coprire più livelli di ricerca</strong> all’interno della stessa pagina. Ogni sezione risponde a un passaggio specifico e contribuisce a costruire una visione completa sul tema.</p>
<h3>Formati smontabili: guide, tabelle e FAQ</h3>
<p>Alcuni formati facilitano la lettura e la selezione delle informazioni. Le <strong>guide passo-passo</strong>, per esempio, aiutano a seguire la sequenza logica di una procedura, mentre le <strong>tabelle</strong> rendono immediati i confronti, oppure ancora le <strong>FAQ</strong> offrono risposte dirette a domande specifiche.</p>
<p>Per queste ragioni, meglio inserire formati di questo genere all’interno dell&#8217;articolo, anche per migliorarne la leggibilità.</p>
<h2>Content Thought Page vs articolo tradizionale</h2>
<table style="border: 1px solid #ccc; border-collapse: collapse; width: 100%;">
<thead style="background-color: #f5f5f5;">
<tr>
<th style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Elemento</th>
<th style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Contenuto tradizionale</th>
<th style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Content Thought Page</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Struttura</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Lineare</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Modulare</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Obiettivo</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Informare</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Essere utilizzato nelle sintesi AI</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Organizzazione</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Testo continuo</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Blocchi autonomi</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Ruolo del brand</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Citazione esterna</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Parte della narrazione</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Logica SEO</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Keyword-centric</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Entità e relazioni semantiche</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Utilizzo da parte delle AI</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Limitato</td>
<td style="border: 1px solid #ccc; padding: 8px;">Elevato</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Content Thought Page e strategia di content marketing</h2>
<p>Una Content Thought Page, però, può funzionare solo se è inserita in un sistema articolato: la pagina diventa un nodo centrale attorno a cui si sviluppano altri contenuti collegati.</p>
<h3>Dalla pagina al content hub SEO</h3>
<p>All’interno di un <strong><a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/seo-posizionarsi-google/supporto-editoriale-seo-oriented" target="_blank" rel="noopener">piano editoriale SEO</a></strong>, la Content Thought Page può diventare il punto di riferimento di un topic. Attorno a questa pagina si sviluppano contenuti più specifici, collegati tra loro in modo coerente.</p>
<p>Questa organizzazione crea un <strong>hub informativo</strong>, dove il singolo contenuto approfondisce un aspetto e rimanda al nodo centrale, rafforzando la struttura complessiva.</p>
<p>Nel tempo, questo schema rende il sito più chiaro anche per i sistemi che analizzano le relazioni tra i contenuti.</p>
<h3>Branding e content marketing: il ruolo dell’autorevolezza</h3>
<p>Anche il <strong>brand</strong> assume un ruolo diverso, perché non viene citato come riferimento esterno, ma entra nella narrazione come soggetto che opera su un problema specifico.</p>
<p>In una Content Thought Page, questo passaggio è centrale. <strong>Il marchio si collega a entità precise</strong> — bisogni, contesti, soluzioni — e viene riconosciuto per la sua capacità di intervenire in modo concreto. L&#8217;articolo quindi non si limita a menzionarlo, bensì lo utilizza per dare forma alla risposta.</p>
<p>Questa integrazione trasforma il brand in una <strong>prova narrativa</strong>. Quando è associato a topic chiari e a relazioni semantiche coerenti, diventa più facile da riconoscere anche dai motori di ricerca. Il valore non deriva dalla presenza del nome, ma dal modo in cui viene inserito all’interno del discorso.</p>
<p>Lo stesso principio vale per le <strong>entità</strong>. Le AI interpretano il contenuto come una <strong>rete di concetti collegati</strong>: ogni nodo, concetto e tema aggiunge contesto e rende l&#8217;articolo più completo. Ecco perché la Content Thought Page deve lavorare su queste connessioni, <strong>ampliando il campo semantico</strong> senza disperdere il focus.</p>
<h2>Il metodo Be-We: dalla teoria alla strategia applicata</h2>
<p>All’interno di <strong>Be-We</strong>, la Content Thought Page viene utilizzata per organizzare i contenuti attorno a nodi informativi precisi. Ogni pagina nasce da un’analisi delle query e delle relazioni tra i topic, con l’obiettivo di <strong>presidiare un’area semantica specifica</strong>.</p>
<p>Questo approccio è molto utile anche in una logica di <a href="https://www.bewesrl.com/seo/seo-e-commerce-guida-aggiornata-ottimizzazione-seo.html" target="_blank" rel="noopener">ottimizzazione SEO per ecommerce</a>, perché permette di intercettare la fase in cui l’utente sta costruendo i propri criteri di valutazione. Il contenuto non si limita a fornire informazioni, ma contribuisce a strutturare il modo in cui il problema viene compreso.</p>
<p>La progettazione parte sempre da un <strong>piano editoriale ben calibrato</strong>, in cui ogni contenuto ha una funzione chiara e cerca di presidiare un angolo &#8220;semantico&#8221; specifico, che possa giovare al brand e alla sua visibilità.</p>
<p>Dobbiamo però fare un&#8217;ultima considerazione: il contenuto da solo non basta a garantire rilevanza al sito web. Il vero elemento distintivo diventa il <strong>fattore umano</strong>, inteso come capacità di portare esperienza e contesto all’interno delle informazioni.</p>
<p>I sistemi di intelligenza artificiale cercano risposte corrette, ma anche segnali di affidabilità. <strong>Casi reali, dati originali, esempi concreti e punti di vista costruiti sull’esperienza</strong> contribuiscono a rendere un contenuto riconoscibile nel <em>mare magnum</em> di articoli sul web. Questo tipo di profondità non è replicabile attraverso semplici rielaborazioni testuali.</p>
<p>Il cambiamento più rilevante riguarda però la dinamica della visibilità. Le ricerche si muovono sempre più verso modelli “zero-click”, in cui la risposta viene fornita direttamente in SERP. Quando un contenuto viene utilizzato per costruire queste risposte, il valore si sposta dalla visita immediata alla <strong>costruzione di autorevolezza</strong>.</p>
<p>Essere presenti nelle sintesi, in conclusione, significa entrare nella memoria dell’utente. Nel tempo, questo si traduce in <strong>ricerche dirette sul brand</strong> e una percezione di leadership nel proprio ambito difficilmente replicabile in altro modo.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/content-thought-page.html">Content Thought Page: cos&#8217;è, a cosa serve e i vantaggi per il content marketing</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Digital PR per aziende: strategie e consigli pratici</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/cose-digital-pr-perche-importante-per-aziende.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=14382</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri cosa sono le Digital PR, come funzionano e le migliori strategie per aumentare la visibilità della tua azienda online. Casi studio e consigli utili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/cose-digital-pr-perche-importante-per-aziende.html">Digital PR per aziende: strategie e consigli pratici</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_3" ><p>La visibilità online di un’azienda non dipende più soltanto dalla pubblicità o dal posizionamento sui motori di ricerca. Oggi entrano in gioco anche reputazione digitale, autorevolezza del brand, relazioni con media e creator, presenza editoriale e capacità di generare conversazioni rilevanti online.</p>
<p>È proprio in questo scenario che le <strong>Digital PR</strong> sono diventate una leva strategica per le aziende. Avere una strategia di Digital PR significa ottenere pubblicazioni o menzioni sul web e costruire una presenza credibile e riconoscibile capace di rafforzare fiducia, SEO e percezione del brand nel tempo.</p>
<p>Le pubbliche relazioni digitali lavorano infatti su più livelli contemporaneamente. Aiutano le aziende a <strong>migliorare la reputazione online</strong>, aumentare la visibilità sui media digitali, ottenere <strong>backlink autorevoli</strong> e presidiare le conversazioni che influenzano il modo in cui il brand viene percepito dagli utenti e dagli algoritmi.</p>
<p>In un ecosistema digitale sempre più competitivo, essere presenti non basta più. Le aziende devono riuscire a diventare rilevanti all’interno del proprio settore, costruendo contenuti, relazioni e segnali di autorevolezza capaci di distinguersi nel tempo.</p>
<p>In questa guida vedremo cos’è la Digital PR, come funziona, quali strategie utilizzare e perché oggi rappresenta uno degli strumenti più importanti per aumentare la visibilità e l’autorevolezza di un’azienda online.</p>
<h2>Cos&#8217;è la Digital PR e perché è il motore della visibilità delle aziende</h2>
<p>La Digital PR è l’<strong>insieme delle attività che aiutano un’azienda a costruire autorevolezza, relazioni e visibilità</strong> attraverso media digitali, testate online, creator, community e contenuti strategici.</p>
<p>Per anni le pubbliche relazioni sono state associate quasi esclusivamente a <strong>comunicati stampa</strong>, giornali ed eventi offline. Oggi il contesto è cambiato completamente. La <strong>reputazione di un brand</strong> si costruisce ogni giorno tra motori di ricerca, social media, articoli online, recensioni e conversazioni digitali.</p>
<p>Questo significa che una menzione su una testata verticale, una citazione in un contenuto autorevole o un contenuto condiviso da un professionista influente possono incidere sulla percezione del brand molto più di una semplice campagna pubblicitaria.</p>
<p>Le Digital PR servono proprio a questo: creare una presenza riconoscibile e credibile nel web, rafforzando fiducia, autorevolezza e posizionamento competitivo. In un <strong>ecosistema digitale</strong> sempre più saturo, la visibilità non dipende soltanto da quanto un’azienda comunica, ma da quanto riesce a diventare rilevante per il proprio settore.</p>
<p>E questa rilevanza oggi influenza anche SEO, AI Overview e sistemi di risposta generativa, che tendono a premiare i brand citati, riconosciuti e contestualizzati all’interno di fonti autorevoli.</p>
<h3>Dall&#8217;ufficio stampa tradizionale all&#8217;agenzia brand communication digitale</h3>
<p>Le pubbliche relazioni tradizionali seguivano una logica piuttosto lineare: l’azienda preparava un messaggio, lo affidava ai media e aspettava che venisse distribuito al pubblico. Le Digital PR &#8220;moderne&#8221; hanno trasformato questo modello introducendo una comunicazione molto più dinamica, continua e interconnessa.</p>
<p>Oggi un brand comunica contemporaneamente attraverso articoli online, social media, podcast, newsletter, creator, community verticali e contenuti ottimizzati per i motori di ricerca. Questo scenario richiede un approccio diverso rispetto al passato, perché la semplice esposizione mediatica non basta più a <strong>costruire autorevolezza</strong>.</p>
<p>Le aziende devono imparare a creare relazioni credibili con giornalisti, publisher, influencer e professionisti del settore. Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più sottovalutati delle Digital PR: il valore della relazione.</p>
<p>Inviare comunicati stampa massivi senza contestualizzazione raramente produce risultati concreti. Al contrario, comprendere <strong>cosa interessa realmente a una redazione</strong>, costruire contenuti pertinenti e offrire informazioni utili aumenta enormemente la possibilità di ottenere copertura mediatica qualificata.</p>
<p>Per questo motivo oggi molte aziende scelgono di affidarsi a un’<strong>agenzia che si occupa di brand communication</strong> capace di integrare PR, SEO, contenuti e strategia digitale all’interno di un’unica direzione narrativa.</p>
<p>La comunicazione moderna non lavora più per compartimenti separati. Ogni contenuto pubblicato online contribuisce a rafforzare la reputazione del brand, la sua visibilità nei motori di ricerca e la sua riconoscibilità all’interno del mercato.</p>
<h2>I pilastri di una strategia Digital PR per aziende di successo</h2>
<p>Una<strong> strategia di Digital PR</strong> efficace non nasce dalla pubblicazione casuale di contenuti o dall’invio massivo di comunicati stampa. Funziona quando ogni attività contribuisce a costruire autorevolezza, relazioni e rilevanza attorno al brand.</p>
<p>Molte aziende commettono lo stesso errore: concentrarsi esclusivamente sulla<strong> quantità delle pubblicazioni</strong>. In realtà una menzione su una testata verticale letta da pochi decision maker può avere molto più valore rispetto a decine di articoli pubblicati su portali generalisti fuori target.</p>
<p>Le Digital PR lavorano proprio su questo principio. L’obiettivo non consiste nel “comparire ovunque”, ma nell’essere presenti nei contesti giusti, davanti alle persone giuste e con una <strong>comunicazione coerente con il posizionamento aziendale</strong>.</p>
<p>Per ottenere risultati servono contenuti utili, relazioni autentiche e una strategia capace di integrare SEO, networking e distribuzione editoriale. È questo equilibrio che permette alle aziende di trasformare la visibilità online in fiducia e opportunità concrete.</p>
<h3>Come funziona la Digital PR: integrare SEO, social e networking</h3>
<p>Le Digital PR funzionano attraverso un sistema di attività coordinate che coinvolgono contenuti, relazioni e distribuzione strategica. Ogni pubblicazione online può generare effetti diversi: aumentare la notorietà del brand, migliorare il posizionamento SEO, generare traffico qualificato oppure rafforzare la fiducia attorno all’azienda.</p>
<p>Per questo motivo oggi le PR digitali <strong>non possono più essere separate dalle strategie di marketing e visibilità online</strong>. SEO, social media e networking lavorano insieme per costruire segnali di autorevolezza sempre più importanti anche per i motori di ricerca.</p>
<p>Un articolo pubblicato su una testata autorevole, ad esempio, può produrre contemporaneamente:</p>
<ul>
<li>backlink utili per la SEO;</li>
<li>traffico referral qualificato;</li>
<li>menzioni del brand;</li>
<li>diffusione social;</li>
<li>nuove opportunità relazionali.</li>
</ul>
<p>Anche la produzione di contenuti assume un ruolo centrale. Integrare le Digital PR con il <strong><a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/content-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">content marketing per aziende</a></strong> permette di creare asset editoriali capaci di essere condivisi, citati e distribuiti più facilmente all’interno dei media digitali.</p>
<p>In parallelo, il networking continua a essere uno degli elementi più importanti. Costruire relazioni con giornalisti, creator e publisher richiede ascolto, continuità e capacità di intercettare temi realmente interessanti per il pubblico.</p>
<p>Ed è proprio questa connessione tra contenuti, relazioni e SEO che rende oggi le Digital PR una leva strategica per la crescita digitale delle aziende.</p>
<h3>Cosa fa concretamente un&#8217;agenzia web e digital PR per il tuo brand</h3>
<p>Un’<strong>agenzia specializzata in Digital PR</strong> aiuta le aziende a costruire autorevolezza online attraverso contenuti, relazioni strategiche e attività di distribuzione mirata. L’obiettivo non è ottenere semplicemente visibilità, ma trasformare quella visibilità in fiducia, riconoscibilità e opportunità di business.</p>
<p>Per raggiungere questo risultato servono competenze trasversali. Una strategia efficace coinvolge SEO, contenuti editoriali, media relation, branding e analisi dei dati. È per questo motivo che oggi le Digital PR richiedono un approccio molto più strutturato rispetto al passato.</p>
<p>Tra le attività più comuni troviamo:</p>
<ul>
<li>creazione di comunicati stampa SEO oriented;</li>
<li>distribuzione su testate verticali;</li>
<li>campagne editoriali e branded content;</li>
<li>relazioni con giornalisti e publisher;</li>
<li>monitoraggio delle menzioni online;</li>
<li>attività di link earning e authority building;</li>
<li>collaborazioni con creator e influencer;</li>
<li>gestione della reputazione digitale.</li>
</ul>
<p>Anche la fase strategica ha un ruolo fondamentale. Prima di costruire una campagna è necessario <strong><a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/analisi-dei-competitors-online.html" target="_blank" rel="noopener">analizzare i competitor online</a></strong>, comprendere il posizionamento del brand e individuare gli spazi comunicativi realmente rilevanti per il settore.</p>
<p>Una <strong><a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/brand-communication/comunicati-stampa-e-digital-pr" target="_blank" rel="noopener">web agency per digital PR</a></strong> lavora quindi come partner strategico dell’azienda, costruendo attività orientate non soltanto alla copertura mediatica, ma anche alla crescita della reputazione e della visibilità organica nel lungo periodo.</p>
<p>Perché oggi la differenza non la fa chi comunica di più. La fa chi riesce a diventare una fonte autorevole e riconoscibile nel proprio mercato.</p>
<h3>Pubbliche relazioni e marketing: creare una narrazione coerente</h3>
<p>Le attività di Digital PR funzionano davvero quando esiste una narrazione chiara dietro al brand. Senza una direzione coerente, anche una campagna molto visibile rischia di produrre attenzione momentanea senza costruire reale autorevolezza nel tempo.</p>
<p>È uno degli errori più frequenti nelle strategie digitali: <strong>comunicare tanto, ma senza continuità narrativa</strong>. Un giorno il brand parla di innovazione, il giorno dopo di prezzo, poi cambia tono, target o linguaggio. Il risultato è una presenza online frammentata e poco riconoscibile.</p>
<p>Le pubbliche relazioni moderne devono invece <strong>rafforzare il posizionamento dell’azienda</strong> in ogni contenuto pubblicato, intervista rilasciata o menzione ottenuta online.</p>
<p>Per questo motivo <strong>storytelling</strong> e ascolto attivo sono diventati elementi centrali nelle strategie di Digital PR. Raccontare un brand non significa autocelebrarsi, ma costruire contenuti capaci di mostrare competenze, valori e visione attraverso esempi concreti, casi reali e temi rilevanti per il pubblico.</p>
<p>Anche il tono comunicativo ha un peso enorme. Una <strong>comunicazione troppo autoreferenziale</strong> tende ad allontanare utenti e media. Al contrario, i contenuti che riescono a intercettare problemi reali e offrire valore hanno molte più possibilità di essere condivisi, citati e discussi online.</p>
<p>In questo scenario, PR e marketing lavorano insieme per costruire una presenza digitale coerente, riconoscibile e capace di differenziarsi dai competitor nel lungo periodo.</p>
<h2>Strategie Digital PR per aziende: trasformare le menzioni in valore</h2>
<p>Una menzione online non ha valore soltanto perché aumenta la visibilità del brand. Diventa davvero strategica quando contribuisce a rafforzare autorevolezza, fiducia e rilevanza all’interno del mercato di riferimento. Per questo motivo le Digital PR non possono essere gestite come semplici attività di pubblicazione. Ogni contenuto distribuito online dovrebbe contribuire a costruire un ecosistema di segnali positivi attorno all’azienda.</p>
<p>Oggi i motori di ricerca, le AI generative e gli utenti osservano gli stessi elementi:</p>
<ul>
<li>chi parla del brand;</li>
<li>in quale contesto;</li>
<li>con quale frequenza;</li>
<li>attraverso quali fonti;</li>
<li>con quale percezione reputazionale.</li>
</ul>
<p>Le aziende che riescono a presidiare questi segnali aumentano progressivamente la propria credibilità digitale. Questo processo influisce sia sulla reputazione percepita dagli utenti sia sulla capacità del brand di emergere nei risultati di ricerca e nelle piattaforme AI.</p>
<h3>Authority Building: come ottenere backlink da testate autorevoli</h3>
<p>Uno degli obiettivi principali delle Digital PR è aumentare l’autorevolezza del brand attraverso citazioni e backlink provenienti da fonti affidabili. Questo processo viene spesso definito authority building e oggi rappresenta uno degli elementi più importanti anche per la SEO.</p>
<p>I <strong>motori di ricerca interpretano i backlink come segnali di fiducia</strong>. Quando una testata autorevole cita un’azienda o collega il suo sito all’interno di un contenuto pertinente, trasmette valore sia in termini reputazionali che SEO.</p>
<p>Non tutti i backlink, però, producono lo stesso impatto. Una citazione contestualizzata su una testata verticale di settore può avere molto più valore rispetto a decine di link ottenuti da siti generalisti senza rilevanza reale. Per questo motivo le strategie di Digital PR più efficaci si concentrano sulla qualità delle relazioni e dei contenuti distribuiti online.</p>
<p>Oggi l’<strong>authority building</strong> non riguarda soltanto la SEO. Riguarda la capacità di diventare una fonte riconosciuta, citata e credibile all’interno del proprio mercato digitale.</p>
<h3>Gestione della Brand Reputation e monitoraggio del sentiment</h3>
<p>La <strong>reputazione online</strong> influenza direttamente il modo in cui un’azienda viene percepita da clienti, partner e motori di ricerca. Oggi basta una recensione negativa particolarmente visibile, un contenuto fuori contesto o una gestione poco attenta della comunicazione per compromettere la fiducia costruita nel tempo.</p>
<p>Per questo motivo la reputazione non può essere affrontata soltanto nei momenti di crisi. Deve essere monitorata e gestita in modo continuativo.</p>
<p>Le Digital PR aiutano le aziende a presidiare questo scenario attraverso attività di ascolto, monitoraggio delle menzioni e gestione del sentiment online. L’obiettivo non consiste nel controllare ogni conversazione, ma nel comprendere come il brand viene percepito all’interno dei diversi canali digitali.</p>
<p>Forum, recensioni, articoli, social media e contenuti editoriali contribuiscono ogni giorno alla costruzione dell’identità digitale di un’azienda. Ed è proprio questa somma di segnali che influenza la <strong>credibilità percepita del brand</strong>.</p>
<p>Anche la velocità di risposta assume un ruolo importante. Ignorare feedback negativi o affrontarli con un tono difensivo tende ad amplificare il problema. Al contrario, una comunicazione trasparente e coerente rafforza la fiducia e migliora la percezione dell’azienda nel lungo periodo.</p>
<p>In questo contesto, costruire una strategia di <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/curare-la-reputazione-online.html" target="_blank" rel="noopener">reputazione online</a> significa lavorare contemporaneamente su comunicazione, ascolto e autorevolezza digitale.</p>
<h3>Collaborazioni con Influencer e Opinion Leader di settore</h3>
<p>Le collaborazioni con influencer e opinion leader rappresentano una delle attività più utilizzate nelle strategie di Digital PR. Il loro valore, però, non dipende soltanto dalla dimensione della community o dal numero di follower.</p>
<p>Ciò che conta davvero è la <strong>credibilità percepita</strong> della persona coinvolta e la coerenza con il posizionamento del brand.</p>
<p>Molte aziende commettono l’errore di scegliere creator molto visibili ma completamente distanti dal proprio mercato. Questo approccio può generare numeri apparenti, ma raramente costruisce autorevolezza reale o relazioni durature con il pubblico.</p>
<p>Le collaborazioni più efficaci nascono invece quando il creator riesce a inserirsi in modo naturale nella narrazione del brand. In questi casi il contenuto viene percepito come più autentico, aumenta la fiducia e cresce anche la probabilità che il messaggio venga condiviso o ripreso da altri media digitali.</p>
<p>Anche i micro influencer e gli specialisti verticali possono produrre risultati molto interessanti. In alcuni settori, una citazione da parte di un professionista riconosciuto o di una <strong>community autorevole</strong> ha un impatto molto più forte rispetto a campagne costruite soltanto sulla visibilità generalista.</p>
<p>Per questo motivo le Digital PR moderne lavorano sempre più sulla qualità della relazione e meno sulla semplice esposizione numerica. L’obiettivo non è accumulare collaborazioni, ma costruire connessioni credibili capaci di rafforzare la reputazione e la riconoscibilità del brand nel tempo.</p>
<h2>Consigli di Digital PR per aziende: massimizzare il ROI della comunicazione</h2>
<p>Una strategia di Digital PR produce risultati concreti quando viene costruita attorno a obiettivi chiari e misurabili. Molte aziende investono in comunicazione senza definire cosa vogliono realmente ottenere, finendo per disperdere budget e attività in iniziative scollegate tra loro.</p>
<p>La visibilità, da sola, non basta. Un brand può ottenere molte pubblicazioni online e continuare comunque a generare pochi risultati sul piano commerciale o reputazionale. Per questo motivo le Digital PR devono essere integrate all’interno di una strategia più ampia, capace di collegare contenuti, SEO, branding e obiettivi di business.</p>
<p>È chiaro quindi che il <strong>concetto di ROI</strong> è diventato centrale anche quando si parla di Digital PR. Oggi le aziende vogliono capire se le attività di comunicazione stanno producendo un impatto reale in termini di:</p>
<ul>
<li>autorevolezza;</li>
<li>traffico qualificato;</li>
<li>lead generation;</li>
<li>crescita della reputazione;</li>
<li>incremento delle conversioni.</li>
</ul>
<p>Ed è proprio questa attenzione ai dati che distingue una strategia costruita in modo professionale da attività improvvisate prive di una direzione chiara.</p>
<h3>Definire gli obiettivi: awareness, traffico o lead generation?</h3>
<p>Prima di avviare qualsiasi attività di Digital PR è fondamentale capire quale risultato si vuole ottenere. Senza obiettivi precisi, anche una campagna molto visibile rischia di produrre risultati difficili da interpretare o poco utili per il business.</p>
<p>Alcune aziende hanno bisogno di aumentare la <strong>brand awareness</strong> e migliorare la riconoscibilità del marchio. Altre vogliono generare traffico qualificato verso il sito, acquisire contatti commerciali oppure rafforzare il proprio posizionamento SEO attraverso menzioni e backlink autorevoli.</p>
<p>Ogni obiettivo richiede strategie differenti.</p>
<p>Una campagna orientata alla notorietà lavora spesso su contenuti ad alta diffusione, storytelling e distribuzione mediatica. Una strategia focalizzata sulla lead generation, invece, richiede contenuti più verticali, testate in target e un collegamento diretto con funnel, landing page e conversioni.</p>
<p>Anche il target ha un peso decisivo. Comunicare verso un pubblico consumer richiede dinamiche completamente diverse rispetto a una strategia rivolta a decision maker, aziende o professionisti di settore.</p>
<p>Per questo motivo le attività di Digital PR dovrebbero sempre partire da una fase strategica iniziale, nella quale definire:</p>
<ul>
<li>obiettivi concreti;</li>
<li>pubblico di riferimento;</li>
<li>KPI da monitorare;</li>
<li>tono comunicativo;</li>
<li>tipologia di media da presidiare.</li>
</ul>
<p>Senza questa base, la comunicazione rischia di diventare dispersiva. Quando invece esiste una direzione chiara, le Digital PR diventano uno strumento capace di sostenere la crescita aziendale in modo molto più misurabile e coerente.</p>
<h3>Come misurare i risultati: KPI e metriche di impatto business</h3>
<p>Uno degli aspetti più sottovalutati nelle Digital PR riguarda la misurazione dei risultati. Per anni molte attività di comunicazione sono state valutate soltanto in base al numero di pubblicazioni ottenute, senza analizzare il reale impatto sul business.</p>
<p>Oggi questo approccio non è più sufficiente. Le aziende hanno bisogno di capire se le attività di PR stanno contribuendo ad aumentare autorevolezza, traffico qualificato, lead e visibilità organica. È proprio qui che entrano in gioco <strong>KPI e metriche di performance</strong>.</p>
<p>Monitorare i dati permette di comprendere quali contenuti stanno funzionando meglio, quali media stanno generando traffico realmente utile e quali attività stanno producendo un ritorno concreto sull’investimento.</p>
<p>Tra gli indicatori più osservati troviamo:</p>
<ul>
<li>qualità dei backlink ottenuti;</li>
<li>traffico referral proveniente dalle testate;</li>
<li>crescita delle menzioni del brand;</li>
<li>aumento delle ricerche branded;</li>
<li>lead generati;</li>
<li>engagement dei contenuti;</li>
<li>variazioni del sentiment online.</li>
</ul>
<p>Anche il ROI assume un ruolo sempre più importante. Le Digital PR non devono essere percepite come un costo difficile da interpretare, ma come un investimento capace di influenzare visibilità, reputazione e crescita commerciale.</p>
<p>Per questo motivo <strong>le strategie più efficaci integrano attività editoriali, SEO e analisi dei dati</strong> all’interno di un processo continuo di ottimizzazione. Perché senza misurazione diventa impossibile capire quali attività stanno realmente contribuendo alla crescita del brand.</p>
<h2>Digital PR: casi studio ed esempi di successo</h2>
<p>Molti dei brand che oggi dominano il panorama digitale hanno costruito parte della propria autorevolezza attraverso strategie di Digital PR capaci di unire contenuti, relazioni e distribuzione mediatica.</p>
<p>Uno dei casi più conosciuti è quello di <strong>Airbnb</strong>. L’azienda non si è limitata a promuovere il servizio di prenotazione, ma ha costruito una narrazione legata all’esperienza del viaggio e al concetto di appartenenza. Attraverso storytelling, contenuti editoriali e campagne social, il brand è riuscito a ottenere una presenza mediatica costante e una forte riconoscibilità internazionale.</p>
<p>Anche <strong>GoPro</strong> rappresenta un esempio interessante. Invece di concentrare tutta la comunicazione sul prodotto, il brand ha valorizzato i contenuti creati direttamente dagli utenti. Video spettacolari, sport estremi e storytelling visivo hanno trasformato la community in uno dei principali motori di diffusione del marchio.</p>
<p>Dove, invece, ha costruito gran parte della propria strategia digitale lavorando sulla percezione del brand e sull’identificazione emotiva del pubblico. Campagne orientate all’autenticità e alla rappresentazione reale delle persone hanno generato enorme visibilità online, rafforzando contemporaneamente awareness e reputazione.</p>
<p>Questi esempi mostrano un aspetto importante delle Digital PR moderne: le aziende ottengono risultati concreti quando riescono a creare contenuti che le persone desiderano condividere, commentare e citare spontaneamente.</p>
<p>La visibilità più forte non nasce dall’interruzione pubblicitaria. Nasce quando un brand riesce a diventare parte delle conversazioni digitali in modo naturale e credibile.</p>
<p>Parlando invece di casi studio, in Be-We abbiamo raccontato il <strong><a href="https://www.bewesrl.com/casi-studio/seo-copywriting-e-digital-pr-per-la-crescita-organica-il-caso-di-successo-figevida" target="_blank" rel="noopener">caso studio di Figevida</a></strong> e di come le attività di Digital PR unite a una strategia SEO ben consolidata hanno potuto dare un forte impatto all&#8217;intero progetto.</p>
<h2>Scegliere il partner giusto: l&#8217;importanza di un&#8217;agenzia di comunicazione e PR</h2>
<p>Affidare le Digital PR a un partner esterno non significa semplicemente delegare la comunicazione. Significa scegliere un alleato capace di <strong>comprendere il mercato, il posizionamento del brand e gli obiettivi di crescita dell’azienda</strong>.</p>
<p>Oggi una strategia efficace richiede competenze molto diverse tra loro. Servono conoscenze SEO, capacità editoriali, networking con media e publisher, sensibilità comunicativa e una forte attenzione ai dati. Per questo motivo la scelta dell’agenzia non dovrebbe basarsi soltanto sul prezzo o sul numero di pubblicazioni promesse.</p>
<p>Un’agenzia realmente competente lavora prima di tutto sulla strategia. Analizza il settore, studia il posizionamento dei competitor, individua i temi più rilevanti per il pubblico e costruisce una direzione narrativa coerente con il brand.</p>
<p>Anche la trasparenza rappresenta un elemento decisivo. Le aziende dovrebbero diffidare da proposte troppo vaghe o da offerte estremamente economiche prive di dettagli operativi. La <strong>qualità delle Digital PR</strong> dipende dal tempo dedicato alla ricerca, alla costruzione delle relazioni e alla produzione dei contenuti.</p>
<h3>Perché il &#8220;fai da te&#8221; può danneggiare la reputazione aziendale</h3>
<p>Molte aziende iniziano a fare Digital PR in modo autonomo pensando che basti inviare qualche comunicato stampa o pubblicare contenuti sui social per <strong>aumentare la visibilità del brand</strong>. In realtà una comunicazione gestita senza strategia rischia di produrre l’effetto opposto.</p>
<p>Uno dei problemi più frequenti riguarda l’<strong>autoreferenzialità</strong>. Parlare continuamente di sé, dei propri servizi o dei risultati ottenuti senza costruire contenuti realmente utili tende ad allontanare sia il pubblico che i media. Le Digital PR funzionano quando riescono a creare interesse attorno a temi rilevanti, non quando cercano semplicemente di attirare attenzione sul brand.</p>
<p>Anche la gestione delle relazioni richiede esperienza. Giornalisti, publisher e creator ricevono ogni giorno decine di richieste simili tra loro. Comunicare senza conoscere le logiche editoriali dei diversi media riduce enormemente le possibilità di ottenere visibilità qualificata.</p>
<p>Esiste poi un tema reputazionale ancora più delicato: la velocità con cui un errore comunicativo può diffondersi online. Una collaborazione poco coerente, un contenuto percepito come forzato o una gestione sbagliata di commenti e recensioni possono compromettere la credibilità costruita nel tempo.</p>
<p>Per questo motivo le Digital PR non dovrebbero essere affrontate come attività improvvisate. Richiedono metodo, ascolto, capacità strategica e una conoscenza approfondita delle dinamiche digitali.</p>
<p>Quando la comunicazione viene costruita con superficialità, il rischio non è soltanto ottenere pochi risultati. Il vero problema è compromettere la percezione del brand nel lungo periodo.</p>
<h2>Digital PR: il metodo della SEO inferenziale per la visibilità della tua azienda</h2>
<p>Le Digital PR stanno cambiando insieme al modo in cui le persone cercano informazioni online. Per anni la visibilità digitale è stata legata quasi esclusivamente ai motori di ricerca tradizionali. Oggi, invece, entrano in gioco anche AI generative, sistemi di risposta automatica e piattaforme capaci di sintetizzare contenuti provenienti da fonti differenti.</p>
<p>In questo scenario la semplice presenza online non basta più. I brand devono diventare riconoscibili, contestualizzati e autorevoli all’interno del proprio ecosistema digitale. Ogni citazione su una testata autorevole, ogni contenuto condiviso, ogni menzione coerente contribuisce a costruire segnali che aiutano motori di ricerca e <strong>piattaforme AI</strong> a comprendere chi è il brand, di cosa parla e perché dovrebbe essere considerato affidabile.</p>
<p>Per questo motivo oggi le attività di PR non possono più essere separate dalla SEO. Una moderna <a href="https://www.bewesrl.com/seo/seo-inferenziale-come-riscrivere-il-futuro-della-seo.html" target="_blank" rel="noopener">strategia SEO e Digital PR</a> lavora contemporaneamente su autorevolezza, rilevanza semantica, reputazione, presenza editoriale e riconoscibilità del brand.</p>
<p>In Be-We integriamo questi elementi attraverso il metodo della <strong>SEO inferenziale</strong>, un approccio che unisce contenuti, relazioni digitali, SEO e brand communication per aiutare le aziende a presidiare non soltanto i risultati di ricerca, ma anche le risposte generate dall’intelligenza artificiale.</p>
<p>Perché oggi la vera visibilità non appartiene ai brand che pubblicano di più. Appartiene ai brand che riescono a diventare riferimenti credibili e riconoscibili nel proprio settore.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/cose-digital-pr-perche-importante-per-aziende.html">Digital PR per aziende: strategie e consigli pratici</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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		<title>Come realizzare comunicati stampa efficaci e pubblicarli</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/scrivere-un-comunicato-stampa.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi scrivere un comunicato stampa ma non sai quali regole devi seguire? In questo articolo ti forniamo alcuni pratici consigli!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/scrivere-un-comunicato-stampa.html">Come realizzare comunicati stampa efficaci e pubblicarli</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_4" ><p>Quando si scrive un comunicato stampa, uno degli errori che viene commesso spesso è concentrarsi solo su <em>come si scrive un comunicato stampa</em> e si trascura ciò che conta davvero: farlo arrivare alle persone giuste, nel modo corretto e nel momento più efficace. Senza questa visione, anche un testo ben costruito rischia di restare invisibile.</p>
<p>In questo contesto, il comunicato non è più solo un formato giornalistico. È uno strumento che si inserisce in una strategia più ampia, dove <strong>visibilità, autorevolezza e distribuzione</strong> lavorano insieme. L’<strong>importanza delle digital PR per le aziende</strong>, soprattutto nell&#8217;era delle intelligenze artificiali, risiede nel fatto che sono in grado di trasformare un contenuto statico in un asset capace di generare copertura reale.</p>
<p>Chi riesce a collegare scrittura e distribuzione ottiene risultati concreti.</p>
<h2>Cos&#8217;è un comunicato stampa e a cosa serve</h2>
<p>La<strong> <a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/brand-communication/comunicati-stampa-e-digital-pr" target="_blank" rel="noopener">realizzazione di comunicati stampa</a></strong> deve seguire una funzione precisa: trasformare un’informazione aziendale in una notizia pubblicabile.</p>
<p>Un <strong>comunicato stampa</strong> è un contenuto strutturato che permette a giornalisti, redazioni e media digitali di comprendere rapidamente un fatto e decidere se trasformarlo in un articolo. Non è un testo promozionale, ma un formato pensato per essere riutilizzato.</p>
<p>Il suo obiettivo non è solo informare, ma <strong>generare copertura mediatica</strong>. Questo significa entrare nei flussi editoriali e diventare parte delle notizie che circolano online, con un impatto diretto sulla percezione del brand.</p>
<h3>Comunicato stampa tradizionale e comunicato per digital PR</h3>
<p>Il comunicato stampa tradizionale nasce per i media classici: giornali, riviste, televisioni. Qui la priorità è la notiziabilità, ovvero la capacità di trasformare un’informazione in qualcosa di interessante per il pubblico.</p>
<p>Oggi, però, il contesto è cambiato. Con le digital PR, il comunicato diventa uno strumento più flessibile: viene distribuito online, pubblicato su portali, rilanciato da blog, integrato in strategie SEO ma soprattutto, viene utilizzato come prova dall&#8217;AI per determinare se un brand può essere considerato un&#8217;autorità di settore.</p>
<p>Questo passaggio introduce una nuova logica: non basta scrivere bene, bisogna anche capire <strong>dove si pubblicano i comunicati stampa</strong>, chi li accetta e come inserirli in un ecosistema digitale che amplifica la visibilità nel tempo.</p>
<h2>Come scrivere un comunicato stampa efficace</h2>
<p>Scrivere un comunicato stampa efficace significa costruire un contenuto che possa essere letto, capito e riutilizzato in pochi secondi. Non si tratta solo di sapere <strong>come fare un comunicato stampa</strong>, ma di rispettare una logica precisa: dare subito le informazioni essenziali e sviluppare il resto senza dispersioni. È questo approccio che permette al testo di funzionare davvero nel contesto editoriale.</p>
<h3>Titolo notiziabile</h3>
<p>Il titolo è il primo filtro. Se non funziona, il comunicato viene ignorato.</p>
<p>Un buon titolo risponde già a una parte delle 5W e permette di capire immediatamente il contenuto del comunicato. Deve essere breve, diretto e costruito attorno alla notizia.</p>
<h3>Apertura con informazioni chiave</h3>
<p>L’apertura è il punto più importante del comunicato.</p>
<p>Qui occorre inserire le informazioni essenziali seguendo la logica delle <strong>5W</strong>: chi, cosa, quando, dove e perché. Il lettore deve poter capire tutto anche fermandosi a questo primo blocco. Se l&#8217;apertura è debole o generica, il comunicato perde valore. È in questo passaggio che si decide se il contenuto merita attenzione oppure no.</p>
<h3>Corpo del testo e struttura piramidale</h3>
<p>Dopo l’apertura, il contenuto si sviluppa seguendo la <strong>piramide rovesciata</strong>.</p>
<p>Le informazioni più importanti vengono prima, i dettagli a seguire. Questo permette al lettore di interrompere la lettura in qualsiasi momento senza perdere il senso generale del contenuto.</p>
<h3>Citazioni e autorevolezza</h3>
<p>Le citazioni servono a dare credibilità al contenuto.</p>
<p>Inserire un virgolettato di una figura aziendale permette di umanizzare la notizia e aggiungere un punto di vista diretto. Per essere efficace, la citazione deve aggiungere valore. È meglio evitare frasi generiche o autocelebrative che rischiano di essere percepite in modo negativo dal lettore.</p>
<h3>Chiusura e contatti stampa</h3>
<p>La parte finale del comunicato serve a completare il contenuto e facilitare il contatto.</p>
<p>Qui è possibile inserire un breve riepilogo, il <strong>profilo aziendale standard </strong>e i riferimenti dell’ufficio stampa: nome, email, telefono e sito web. Un comunicato senza contatti è incompleto.</p>
<h2>Regole fondamentali nella redazione</h2>
<p>Scrivere un comunicato stampa efficace richiede metodo. Non basta conoscere la struttura: serve un approccio che renda il contenuto leggibile, riutilizzabile e coerente con le logiche editoriali dei media.</p>
<p>Le <strong>regole di scrittura di un comunicato stampa</strong> nascono proprio da questa esigenza. Un testo deve funzionare per chi lo legge e per chi lo deve trasformare in notizia. Questo significa eliminare ogni ambiguità e ridurre al minimo lo sforzo interpretativo.</p>
<p>Nel metodo Be-We, questa fase si lega direttamente alla <strong>SEO inferenziale</strong>. Un comunicato ben scritto non serve solo al lettore finale, ma diventa un contenuto che può essere compreso, sintetizzato e riutilizzato anche dalle AI. La chiarezza è una scelta stilistica ma anche un fattore di visibilità.</p>
<h3>Linguaggio giornalistico</h3>
<p>Il linguaggio deve essere diretto. Frasi brevi, forma attiva e termini comprensibili rendono il contenuto immediatamente utilizzabile.</p>
<p>Un comunicato stampa deve quindi dimostrare competenza tecnica e trasferire informazioni. Quando il testo è semplice, aumenta la probabilità che venga letto fino in fondo e ripreso senza modifiche e con i motori di ricerca AI, questo aspetto assume un valore ulteriore: le frasi lineari facilitano la comprensione automatica e migliorano la capacità del contenuto di essere citato.</p>
<h3>Oggettività e tono</h3>
<p>Un comunicato stampa deve restare neutro e il tono deve descrivere i fatti senza forzature o giudizi. L’uso di superlativi, promesse o frasi autoreferenziali riduce la credibilità del contenuto. È importante ricordare che gli utenti cercano informazioni utili e concrete, non messaggi promozionali.</p>
<h3>Lunghezza e formattazione</h3>
<p>Un comunicato stampa deve essere sintetico per mantenere alta l’attenzione e facilitare la lettura. In tal senso, la struttura visiva conta quanto il contenuto. Paragrafi separati, titoli chiari e una distribuzione equilibrata delle informazioni rendono il testo più accessibile.</p>
<h2>Errori che rendono un comunicato inutilizzabile</h2>
<p>Non tutti i comunicati stampa funzionano e sono in grado di raggiungere l&#8217;obiettivo. Tra gli errori più comuni troviamo:</p>
<ul>
<li>testi troppo lunghi;</li>
<li>titoli poco chiari;</li>
<li>linguaggio promozionali.</li>
</ul>
<p>Inoltre, anche la mancanza di informazioni essenziali può determinare la buona riuscita di un comunicato in quanto costringe chi legge a cercare altrove ciò che dovrebbe trovare subito.</p>
<h2>Come misurare i risultati di un comunicato stampa</h2>
<p>Un comunicato stampa non termina con l’invio. Il valore reale emerge da ciò che accade dopo: pubblicazioni, citazioni e impatto sul brand.</p>
<p>Secondo il nostro metodo di lavoro, la misurazione non si limita alla presenza sui media. Analizziamo la capacità del contenuto di generare visibilità, attivare traffico e contribuire alla costruzione dell’autorevolezza.</p>
<h3>Copertura mediatica</h3>
<p>La prima metrica riguarda la copertura ottenuta. Nello specifico, rispondiamo alla domanda: quante e quali testate hanno ripreso la notizia?</p>
<p>Questa analisi permette di costruire una rassegna stampa e valutare la qualità delle pubblicazioni, non solo il numero.</p>
<h3>Traffico e citazioni</h3>
<p>Un comunicato efficace genera visite. Quando viene pubblicato su portali o ripreso da blog, può portare traffico qualificato verso il sito aziendale.</p>
<p>Oltre al traffico, è importante osservare le citazioni del brand. Ogni menzione contribuisce a rafforzare la presenza online e la riconoscibilità.</p>
<h3>Impatto sul brand</h3>
<p>Il risultato più rilevante riguarda la percezione del brand.</p>
<p>Un comunicato che viene ripreso da fonti autorevoli migliora la credibilità e rafforza il posizionamento. Questo effetto si riflette nel tempo, sia sulla fiducia degli utenti sia sulla visibilità nei motori di ricerca.</p>
<p>Nel contesto della <strong>SEO inferenziale</strong>, ogni citazione diventa un segnale utile per i sistemi che sintetizzano e selezionano le fonti.</p>
<h2>Esempio di comunicato stampa efficace: un caso studio</h2>
<p>Un esempio concreto aiuta a comprendere come queste dinamiche si traducono in risultati reali. Abbiamo selezionato il <strong><a href="https://www.bewesrl.com/casi-studio/seo-copywriting-e-digital-pr-per-la-crescita-organica-il-caso-di-successo-figevida" target="_blank" rel="noopener">caso studio di Figevida</a></strong>, per osservare come l’integrazione tra contenuti, SEO e digital PR ha permesso di ottenere una crescita organica significativa. In questo progetto, il lavoro non si è limitato alla pubblicazione di comunicati, ma ha coinvolto una strategia più ampia basata su contenuti informativi, distribuzione mirata e costruzione dell’autorevolezza. Questo approccio ha portato a un aumento della visibilità e a una presenza più stabile nei risultati di ricerca.</p>
<p>Un comunicato stampa efficace nasce sempre da una visione più ampia. Scrittura, distribuzione e posizionamento devono lavorare insieme per generare un risultato concreto.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale: rischi e opportunità per siti web</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/intelligenza-artificiale-rischi-opportunita-siti-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilario Gobbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 16:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L &#8216;intelligenza artificiale sta trasformando il marketing digitale e la creazione di contenuti, offrendo nuove opportunità alle aziende, ma anche sollevando importanti questioni. Le aziende devono adattarsi rapidamente a queste innovazioni, ma non senza una visione strategica chiara. In questo articolo esploreremo come l’AI stia impattando il settore e come le aziende possano utilizzarla efficacemente, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_6" ><p><a href="https://www.bewesrl.com/seo/come-cambia-la-visibilita-online.html" target="_blank" rel="noopener"><b>L &#8216;intelligenza artificiale sta trasformando il marketing digitale</b></a> e la creazione di contenuti, offrendo nuove opportunità alle aziende, ma anche sollevando importanti questioni. Le aziende devono adattarsi rapidamente a queste innovazioni, ma non senza una visione strategica chiara. In questo articolo esploreremo come l’AI stia impattando il settore e come le aziende possano utilizzarla efficacemente, senza sacrificare la qualità e l’autenticità del brand.</p>
<div align="center"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/rMlUCy4_RwI?si=72drLuwCo1OoGQEQ&amp;controls=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<h2>I pericoli di affidarsi all’AI in maniera indiscriminata</h2>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta cambiando il panorama del marketing digitale, ma non possiamo pensare che possa risolvere ogni problema automaticamente. Mentre l’AI è in grado di generare contenuti e ottimizzare attività ripetitive, non può sostituire la strategia, la creatività e la conoscenza del mercato.</p>
<p>Quando parliamo di AI, dobbiamo considerarla come uno strumento che <b>amplifica e ottimizza il lavoro umano</b>, non come un sostituto. Ad esempio, se un marketer ha bisogno di creare un contenuto SEO o un articolo informativo, l&#8217;AI può essere utilizzata per generare una bozza iniziale o per suggerire argomenti. Tuttavia, sarà l’esperto a definire la direzione, selezionare le parole chiave strategiche e adattare il contenuto alle esigenze specifiche del brand.</p>
<p>Immagina un e-commerce che vuole posizionare un prodotto come “le migliori scarpe da trekking”. L&#8217;IA può creare una lista dei migliori modelli, ma un esperto che ha conoscenze approfondite su trekking, attrezzature e comportamenti di acquisto dei consumatori sarà in grado di arricchire il contenuto con dettagli che solo un professionista può cogliere, rendendo il contenuto davvero utile per il pubblico e più competitivo sui motori di ricerca.</p>
<h3>Il rischio nell’appiattimento dei contenuti</h3>
<p>Un rischio comune nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la generazione di contenuti è l’appiattimento. Se tutte le aziende utilizzano lo stesso strumento per creare contenuti senza una strategia, si corre il rischio di produrre materiale simile, privo di originalità e di valore aggiunto. Il risultato è una comunicazione uniforme, che non distingue un brand dall’altro e che potrebbe essere penalizzata dai motori di ricerca per la mancanza di originalità.</p>
<p>La qualità del contenuto, in particolare nel contesto SEO, non dipende solo dalla correttezza grammaticale, ma dalla sua capacità di <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/search-intent-intenzioni-ricerca-ed-esigenze-degli-utenti.html" target="_blank" rel="noopener"><b>rispondere in modo efficace alle domande degli utenti</b></a> e di differenziarsi dalla concorrenza. Senza un’intuizione strategica, l’AI potrebbe produrre articoli che non si distinguono, abbassando la qualità complessiva dei contenuti online</p>
<h3>La pericolosa tentazione di &#8220;Copiare e Incollare&#8221;</h3>
<p>Una delle principali problematiche nell&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale è la tentazione di &#8220;copiare e incollare&#8221; i contenuti generati, senza un’adeguata riflessione sulla loro efficacia. Le aziende che si limitano a questo approccio rischiano di produrre contenuti superficiali che non differenziano il loro brand dai competitor.</p>
<p>Se tutti utilizzano lo stesso strumento per generare contenuti, senza una strategia di marketing solida, il risultato sarà una comunicazione uniforme e priva di originalità. Questo porta a un appiattimento del contenuto online, penalizzando la visibilità sui motori di ricerca, che tendono a premiare i contenuti originali e di qualità.</p>
<p>L’AI, quindi, non è la soluzione a tutti i problemi, ma una risorsa che può ottimizzare e amplificare ciò che già è stato creato. Le aziende che riusciranno a mantenere una visione strategica e a integrare l&#8217;AI in modo intelligente saranno quelle che prospereranno, perché saranno in grado di mantenere un contenuto di alta qualità che si differenzia in un mercato sempre più competitivo.</p>
<h2>Come usare strategicamente l’IA nel marketing</h2>
<p>Per le aziende che vogliono sfruttare al meglio l&#8217;AI, è essenziale integrare questa tecnologia in una strategia di marketing complessiva. L&#8217;AI deve essere utilizzata come strumento di supporto per le attività più ripetitive e operative, ma le decisioni strategiche, l&#8217;analisi dei competitor, la comprensione del mercato e la gestione del brand devono rimanere nelle mani degli esperti.</p>
<p>La chiave per un utilizzo efficace dell’intelligenza artificiale sta nell’integrarla all’interno di una strategia più ampia. Un imprenditore che punta solo sull’AI per creare contenuti rischia di generare materiale che manca di profondità, valore e visione. Tuttavia, se l’intelligenza artificiale è utilizzata come uno strumento per potenziare un’idea già costruita, come un supporto per ottimizzare contenuti o per esplorare nuove prospettive, allora può essere una risorsa preziosa.</p>
<p>Immagina di avere una strategia di marketing ben definita, con obiettivi chiari. L’AI può supportarti nel raccogliere informazioni, generare contenuti o automatizzare attività ripetitive, ma la direzione e l’orientamento della strategia devono sempre venire da un esperto che comprende le dinamiche del mercato, i comportamenti dei consumatori e le esigenze del brand.</p>
<h3>Supporto alla conoscenza del settore</h3>
<p>Il rischio di affidarsi completamente all&#8217;AI è che, senza una solida comprensione del settore e delle dinamiche del mercato, il contenuto generato può diventare &#8220;appiattito&#8221;. La qualità del contenuto non dipende solo dalla sua correttezza grammaticale, ma anche dalla sua capacità di rispondere alle esigenze specifiche del pubblico e di distinguersi dalla concorrenza.</p>
<p>In altre parole, per le aziende,<b> l&#8217;IA deve essere un supporto, non un sostituto. </b>I marketer esperti, con una conoscenza profonda dei prodotti, dei concorrenti e delle tendenze di mercato, sono ancora fondamentali per garantire che i contenuti creati siano utili, informativi e ben posizionati. La strategia, la personalizzazione e l&#8217;analisi dei dati sono aspetti che l&#8217;AI non può replicare completamente.</p>
<p>Può essere estremamente utile per potenziare le strategie di marketing, ma solo se integrata correttamente con l&#8217;esperienza umana. Un buon esempio di come l&#8217;AI può supportare la creazione di contenuti è nella redazione di articoli SEO, come ad esempio le guide informazionali su determinati prodotti. L&#8217;AI può fornire una base da cui partire, generando una bozza di contenuto, ma il lavoro di un esperto sarà fondamentale per personalizzare il contenuto in base alle esigenze specifiche del mercato e agli obiettivi dell&#8217;azienda.</p>
<p>Nel caso di un e-commerce che vende scarpe da trekking, per esempio, l’AI può produrre una lista dei &#8220;10 migliori modelli di scarpe da trekking&#8221;. Tuttavia, solo un esperto che ha familiarità con il trekking, le attrezzature necessarie e i concorrenti del settore sarà in grado di arricchire il contenuto con informazioni realmente utili per l&#8217;utente, migliorando le probabilità di conversione.</p>
<p>Questa tecnologia quindi, non può sostituire il ragionamento umano e la conoscenza settoriale, ma può fungere da amplificatore delle capacità già esistenti, ottimizzando i processi e rendendo più efficiente la creazione di contenuti.</p>
<p><a href="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20309" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione.jpg" alt="Google evoluzione AI Mode" width="900" height="539" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione.jpg 900w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione-300x180.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione-768x460.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione-570x341.jpg 570w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione-380x228.jpg 380w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2025/06/google-evoluzione-296x177.jpg 296w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<h2>L&#8217;impatto di Google AI Overview sulla SEO: come deve evolversi il marketing digitale</h2>
<p>Il settore SEO e il marketing digitale stanno vivendo una trasformazione profonda, in gran parte grazie all’introduzione di nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Una delle novità più significative è <a href="https://www.bewesrl.com/seo/come-ottimizzare-business-google-ai-overview.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Google AI Overview</b></a>, una modalità di visualizzazione che risponde direttamente alle ricerche degli utenti, fornendo informazioni sintetiche generate dall&#8217;AI. Sebbene questa evoluzione possa sembrare una minaccia per il traffico organico, offre anche opportunità che le aziende possono sfruttare per adattarsi ai cambiamenti.</p>
<h3>Cos’è Google AI Overview e come funziona</h3>
<p>Google AI Overview è una nuova funzionalità che, a partire da alcuni test recenti in Italia, sta progressivamente venendo introdotta su diverse query informative. In pratica, quando un utente effettua una ricerca, può ricevere direttamente una risposta sintetica, generata dall&#8217;intelligenza artificiale, senza dover cliccare su uno dei link nei risultati di ricerca. Questo sistema funziona come una vera e propria chat che fornisce informazioni generate in tempo reale, simili a quelle che vediamo su modelli come ChatGPT o Gemini.</p>
<p>Ad esempio, se un utente cerca &#8220;come si prepara la pasta al forno&#8221; o &#8220;le 10 migliori scarpe da trekking&#8221;, potrebbe ricevere una risposta sintetica generata dall&#8217;AI direttamente nella parte superiore della SERP (pagina dei risultati di ricerca), che occupa uno spazio prominente rispetto ai tradizionali risultati organici.</p>
<p>Questa funzionalità potrebbe <b>ridurre il traffico organico</b>, soprattutto per le ricerche informazionali. Fino a oggi, i risultati nei motori di ricerca erano dominati da link blu, che rimandano gli utenti a siti web per ulteriori approfondimenti. Con l’introduzione dell’AI Overview, i siti web che dipendono da ricerche informazionali potrebbero vedere un calo delle visite, poiché gli utenti ottengono le risposte direttamente nella SERP senza cliccare sui link.</p>
<p>Tuttavia, è importante ricordare che questa evoluzione non è una novità assoluta. Funzionalità simili, come i <i>featured snippet,</i> sono già presenti da tempo e, sebbene abbiano ridotto il traffico in alcune situazioni, non hanno necessariamente impattato negativamente sulle vendite o sui ricavi. In effetti, l&#8217;introduzione di strumenti come AI Overview potrebbe anche portare vantaggi a lungo termine, aiutando a filtrare il traffico di bassa qualità e lasciando spazio per un traffico più qualificato, pronto a convertire.</p>
<h3>L’evoluzione del brand in ottica multicanale</h3>
<p>Un altro aspetto importante da considerare è che, con l’evoluzione delle funzionalità basate su AI,<b> il marketing non può più limitarsi a un singolo canale.</b> Il marketing digitale sta diventando sempre più multicanale, con il bisogno di ottimizzare la visibilità su più piattaforme contemporaneamente. Oggi, non basta più concentrarsi su Google SEO o su Google Ads: le aziende devono essere presenti su molteplici touchpoint per essere riconosciute dai motori di ricerca e dai consumatori.</p>
<p>Per competere in questo nuovo ecosistema, le aziende devono ottimizzare non solo le loro pagine web, ma anche i loro brand. L’AI Overview, infatti, valorizza la presenza di un’azienda in modo più ampio, considerando la sua visibilità su vari canali, dai social media ai siti di recensioni. Solo una strategia multicanale che includa tutti i punti di contatto tra il brand e il consumatore può garantire una visibilità costante e migliorare la percezione del brand stesso.</p>
<h3>Dati strutturati: ottimizzare per Schema.org</h3>
<p>Per restare competitivi in un panorama digitale in evoluzione, un passo fondamentale è ottimizzare i dati strutturati, utilizzando linguaggi di markup come <i>schema.org</i>. Questi dati consentono ai motori di ricerca di comprendere meglio il contenuto delle pagine e di presentarlo in modo più efficace nei risultati. L&#8217;ottimizzazione dei dati strutturati permette a Google di ottenere informazioni dettagliate su un&#8217;azienda, i suoi prodotti e i suoi servizi, migliorando così la visibilità e la posizione nei risultati di ricerca.</p>
<p>L’adozione di schema.org deve essere effettuata in modo specifico per ogni tipo di pagina, che si tratti di una pagina prodotto, di una landing page o di un blog. Una corretta implementazione di questi dati permette a Google di riconoscere l&#8217;entità di un&#8217;azienda e di presentare le informazioni nel formato più utile per gli utenti. Sebbene l’AI Overview possa sembrare una rivoluzione che riduce il traffico, l’uso efficace dei dati strutturati può compensare questa perdita e continuare a spingere il traffico qualificato verso il sito web.</p>
<h3>L&#8217;importanza dei link interni per la SEO</h3>
<p>Una delle tecniche più importanti per mantenere la visibilità del sito, nonostante l’introduzione dell’AI Overview, è l&#8217;<b>ottimizzazione dei link interni</b>. I link interni, ovvero quelli che collegano le diverse pagine del sito, sono un elemento cruciale per migliorare il posizionamento SEO. Utilizzarli in modo strategico permette di rafforzare la struttura del sito e indirizzare gli utenti verso le pagine che si desidera promuovere, migliorando così le possibilità di conversione.</p>
<p>Inoltre, la linking interna aiuta Google a <b>comprendere meglio la struttura del sito </b>e a indicizzare correttamente i contenuti. Se ben fatta, questa strategia continuerà a essere fondamentale, anche con la crescente competizione da parte dell&#8217;AI.</p>
<h3>La definizione strategica del budget</h3>
<p>Per chi desidera avviare un e-commerce, la preparazione strategica è fondamentale. Non basta l’idea di vendere un prodotto online; è necessaria un’analisi approfondita dei competitor, una pianificazione accurata e un buon budget per promuovere il brand. La spesa pubblicitaria è destinata a crescere, soprattutto su piattaforme come Google e Meta, quindi è cruciale allocare risorse sufficienti per iniziare con il piede giusto.</p>
<p>Nel contesto odierno, dove l’AI sta modificando le regole del gioco, il <b>budget </b>non solo supporta le campagne pubblicitarie, ma <b>accelera la visibilità del brand</b>. Senza una strategia di marketing ben definita, anche i migliori prodotti possono rimanere invisibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre l&#8217;introduzione di Google AI Overview può sembrare una minaccia iniziale, le aziende che sapranno adattarsi con strategie SEO intelligenti avranno la possibilità di prosperare. Non è solo una questione di ottimizzare per il nuovo formato generativo, ma di evolvere il modo in cui il brand si presenta online, sfruttando strumenti multicanale, come i social, i blog e le piattaforme di recensioni, per rafforzare la visibilità.</p>
<p>Le aziende devono anche riconoscere che, mentre l&#8217;AI può fornire risposte rapide, la <b>qualità e l&#8217;autenticità del contenuto rimangono essenziali.</b> Se i contenuti sono costruiti in modo strategico e rispondono davvero alle esigenze del pubblico, continueranno a posizionarsi bene, anche in un contesto in cui Google sta introducendo nuove modalità di visualizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/intelligenza-artificiale-rischi-opportunita-siti-web.html">Intelligenza artificiale: rischi e opportunità per siti web</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Blog aziendale: perché ottimizzare e revisionare i vecchi post</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/blog-aziendale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Serrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 08:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=5573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il tuo blog aziendale ha bisogno di una rinfrescata: ecco perché non dovresti dimenticarti dei tuoi vecchi post, e perché aggiornarli subito!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/blog-aziendale.html">Blog aziendale: perché ottimizzare e revisionare i vecchi post</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_7" ><p>Quante volte ti hanno detto che, per <strong>aumentare il traffico</strong> in entrata nel <strong>sito web</strong> della tua impresa, avresti dovuto aprire un <strong>blog aziendale</strong>? Ebbene, tu l&#8217;hai fatto. E hai iniziato a creare faticosamente, giorno dopo giorno, dei contenuti originali, utili per gli utenti e di valore. Ti sei anche dato da fare dal punto di vista della <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/guida-ottimizzazione-seo-di-una-pagina-web.html">SEO</a>, imparando di post in post come ottimizzare il tuo blog aziendale per <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/differenza-search-intent-keywords-correlate.html"><strong>parole chiave</strong></a> a te tanto care. La concorrenza online però è enorme e il tuo entusiasmo iniziale è andato via via scemando, passando dalla creazione di un post ogni due giorni alla redazione di un solo post settimanale.</p>
<p>Certo, qualche soddisfazione c&#8217;è stata: ci sono post che hanno ricevuto parecchie visite e una bella fetta di visitatori atterrata sul tuo sito proprio attraverso il blog aziendale si è trasformata in <strong>un nutrito gruppetto di nuovi clienti</strong> (è in effetti questo l&#8217;obiettivo finale di ogni <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/content-marketing.html" target="_blank" rel="noopener"><span id="urn:local-text-annotation-6pxpwrwdrfn49e9wi978p42jpzao33pu" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">strategia</span> di content <span id="urn:local-text-annotation-sifstwu5f6rj5zx4nywz8mks8aq1e3hm" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">marketing</span></a>, no?). L&#8217;efficacia dei tuoi vecchi post con il tempo è calata e le idee per crearne di nuovi sono sempre meno.</p>
<p>Sai allora cosa ti diciamo? Pubblica di meno e <strong>riduci il ritmo</strong>. Concentrati sulla qualità, scrivendo contenuti davvero originali, capaci di offrire qualcosa in più rispetto alla tua concorrenza – usando magari la <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/tecnica-skyscraper.html"><strong>tecnica Skyscraper</strong></a> che abbiamo visto un po&#8217; di tempo fa sul nostro blog. Ma soprattutto,<strong> non trascurare tutto il lavoro che hai fatto finora</strong>: torna indietro e aggiorna i vecchi post!</p>
<h2>Perché aggiornare e revisionare i vecchi post del tuo blog aziendale?</h2>
<p>Hai trascorso anni del tuo tempo a scrivere post per il tuo blog aziendale? Forse non lo sai, ma sei seduto su un vero e proprio <strong>tesoro</strong>. Il consiglio che ti diamo è di dedicare un po&#8217; del tuo tempo ad aggiornare i tuoi vecchi post. Vuoi sapere il perché?</p>
<ol>
<li>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per avere più traffico</li>
<li>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per&#8230; dare un po&#8217; di freschezza</li>
<li>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per non frenare i nuovi post</li>
<li>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per far capire ai tuoi utenti che pensi a loro</li>
</ol>
<p>Vediamoli uno alla volta.</p>
<h3>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per avere più traffico</h3>
<p>Dopo tanti contenuti elaborati per il tuo blog probabilmente ora sai perfettamente come produrre un testo a regola d&#8217;arte, realizzare dei <span id="urn:local-text-annotation-5c34uqfsgchj3jwehr9r4fqvxqe1p340" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">meta tag</span> ottimizzati, formattare il testo in modo perfetto e hai capito anche come e perché le immagini vanno ottimizzate. Si tratta di conoscenze che hai acquisti nel tempo e che, probabilmente, non hai potuto applicare fin dal primo post pubblicato.</p>
<p>Guardando indietro troverai articoli troppo corti, <strong>immagini senza il tag Alt</strong> o magari scoprirai che nei tuoi primi post non c&#8217;è alcuna meta description. Segui il mio consiglio: torna indietro e usa il tuo occhio esperto per migliorare il tuo blog aziendale dal punto di vista della <strong><span id="urn:local-text-annotation-fxgf3co49fvfdwzboiqal15wzakfo3cp" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SEO</span> on page</strong>.</p>
<h3>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per&#8230; dare un po&#8217; di freschezza</h3>
<p>Forse non lo sai, ma tra i tantissimi fattori che <span id="urn:local-text-annotation-2llbyd5qsdf0od10g99ombppfoc49dsx" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> usa per decidere il ranking delle varie pagine online, ce n&#8217;è anche uno chiamato <strong>Freshness Factor.</strong> Certo, non stiamo parlando di un fattore fondamentale ma ha comunque una certa importanza: esso punta, infatti, a impedire che dei contenuti troppo datati si posizionino nelle primissime posizioni della <span id="urn:local-text-annotation-cdnm075cdjh1r38srfb5rp77yvpc5h1u" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SERP</span>. Questo perché, come sempre, il <span id="urn:local-text-annotation-bdxuxtckgmb2v4loha03r9ayj47oui6e" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">motore di ricerca</span> mira a fornire i contenuti migliori agli utenti e ci sono maggiori probabilità che un contenuto fresco sia migliore, più utile e più aggiornato rispetto a uno scritto tre o quattro anni fa.</p>
<p>Pensa per esempio ad un post scritto sul <a href="https://www.bewesrl.com/social-media-marketing/creare-social-media-strategy-modo-pratico.html"><strong>social media marketing</strong></a> cinque anni fa, o magari ad un post scritto sull&#8217;intelligenza artificiale quattro anni fa: tantissime informazioni sarebbero sicuramente obsolete!</p>
<p>Quindi sì, il solo fatto di tornare e aggiornare – anche di poco – i vecchi post del tuo blog aziendale ti può certamente aiutare a guadagnare qualche preziosa posizione.</p>
<h3>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per non frenare i nuovi post</h3>
<p>Ecco un&#8217;altra cosa alla quale probabilmente non hai fatto caso:<strong> l&#8217;interezza di un portale condiziona fortemente il posizionamento di ogni sua singola pagina</strong>. Cosa significa tutto questo? Beh, significa che se nel tuo blog aziendale ci sono 9 contenuti spazzatura e 1 contenuto stupendo, quei 9 post di infima qualità trascineranno in basso loco anche il post perfettamente ottimizzato per i <span id="urn:local-text-annotation-swyfi5s4nritw71ysgt41izbjavo0mi2" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">motori di ricerca</span>. Quindi sì, non tornare indietro ad ottimizzare i vecchi post significa mettere dei pesi alle gambe dei tuoi nuovi testi.</p>
<h3>Aggiornare i post del tuo blog aziendale per far capire ai tuoi utenti che pensi a loro</h3>
<p>Affinché gli utenti del tuo sito si possano trasformare in clienti e affinché rimangano tali, devi dimostrare di tenere a loro. Per questo non puoi permetterti di avere dei testi obsoleti o incompleti: non appena si accorgeranno di avere a che fare con delle risorse mancanti o sbagliate lasceranno il tuo portale,<strong> rivolgendosi alla concorrenza</strong>. È davvero questo che vuoi? Siamo certi di no! 🙂</p>
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		<title>Guida per imprenditori: ottimizzazione SEO di una pagina web</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/guida-ottimizzazione-seo-di-una-pagina-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Sogus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=4849</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai deciso di ottimizzare la tua pagina web in chiave SEO per migliorare il posizionamento in SERP? Ecco tutti gli step da seguire per l'ottimizzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/guida-ottimizzazione-seo-di-una-pagina-web.html">Guida per imprenditori: ottimizzazione SEO di una pagina web</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_8" ><p>Ottimizzare il tuo sito web è essenziale per scalare la SERP di Google. Ma da che parte iniziare? Se hai un&#8217;<a href="https://www.bewesrl.com/" target="_blank" rel="noopener">agenzia di digital marketing</a> che si occupa di portare il tuo sito tra i primi risultati di ricerca non dovrai preoccuparti di nulla, penseranno a tutto loro.</p>
<p>Se invece te ne occupi tu in prima persona oppure semplicemente sei curioso di saperne di più sei capitato nel blog giusto.</p>
<p>Questo è uno degli argomenti a cui tengo di più, quindi mettiti comodo e stai concentrato: oggi ti fornirò una piccola guida base per rendere una pagina web <strong>SEO friendly </strong>agli occhi di Google e degli altri motori di ricerca.</p>
<p>Pronto? Iniziamo!</p>
<p><span id="more-4849"></span></p>
<h2><strong>Come progettare una strategia SEO</strong></h2>
<p>Tutta l&#8217;attività di <a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/seo-posizionarsi-google/supporto-editoriale-seo-oriented" target="_blank" rel="noopener"><strong>ottimizzazione SEO</strong></a> si svolge conseguentemente ad un&#8217;analisi preliminare dello stato attuale del sito, in particolare dei testi e delle parole chiave per cui intendiamo posizionare la nostra pagina web. Per semplificare, dobbiamo capire per quali <strong>keyword</strong> la pagina web in questione dovrà apparire in SERP.</p>
<p>Pensare alle keyword ideali può essere molto semplice e scontato, ma il vero lavoro per <strong>chi fa SEO di professione</strong> è individuare quelle parole chiave che sono davvero utili e performanti per il business, quelle in grado di fare la differenza.</p>
<p>Gli utenti effettuano ricerche digitando diverse tipologie di <em>query</em>: c&#8217;è chi cerca un prodotto specifico, chi cerca il nome del brand o chi cerca solo maggiori informazioni. L&#8217;esperto SEO crea una <strong>strategia per ottimizzare il sito web</strong> per le keyword che hanno maggiori possibilità di convertire e <a href="https://www.bewesrl.com/seo/sfruttare-traffico-organico-business.html" target="_blank" rel="noopener">portare traffico qualificato</a>.</p>
<h3><strong>Passo 1: Tag Title</strong></h3>
<p>Il <strong>Tag Title</strong> è la base per un&#8217;<a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/seo-posizionarsi-google" target="_blank" rel="noopener">ottimizzazione SEO</a> di una pagina web, in quanto Google (ma anche gli altri motori di ricerca) danno molta importanza a questo fattore.</p>
<p>Il Tag Title non è altro che il <strong>titolo della pagina web</strong>, quindi cerca di fare in modo che al suo interno venga comunicato in maniera diretta il contenuto della pagina.</p>
<p>Inoltre, è fondamentale che tu inserisca la keyword principale della tua strategia SEO, così da favorire il posizionamento della pagina.</p>
<p>La <strong>persuasione </strong>è altrettanto importante, quindi non pensare solo alla parola chiave, ma mettiti dalla parte dell&#8217;utente e cerca di creare un Tag Title non troppo lungo, ma breve e invitante: insomma dai un buon motivo all&#8217;utente per cliccare sulla tua pagina!</p>
<p>Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere il mio articolo sulla <a href="https://www.bewesrl.com/persuasione-web/tecniche-di-persuasione-applicabili-a-un-sito-web.html" target="_blank" rel="noopener">persuasione applicabile ai siti web</a>. 😉</p>
<p>Google fornisce dei parametri da rispettare quando si parla di Tag Title:</p>
<ul>
<li><em>Ogni pagina web deve avere il suo Tag Title unico (non utilizzato in altre pagine)</em></li>
<li><em>Non troppe parole chiave al suo interno</em></li>
<li><em>Il Tag Title deve essere descrittivo</em></li>
<li><em>65-70 caratteri di lunghezza</em></li>
</ul>
<p>Un&#8217;altra regola che voglio darti io è: struttura bene il Tag Title pensando che <strong>ogni pagina web ha un obiettivo specifico</strong>, quindi si concreto e ragiona prima di scrivere!</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4861 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/01/seo-friendly.jpg" alt="ottimizzazione tag title" width="851" height="264" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/01/seo-friendly.jpg 851w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/01/seo-friendly-300x93.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/01/seo-friendly-768x238.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/01/seo-friendly-250x78.jpg 250w" sizes="(max-width: 851px) 100vw, 851px" /></p>
<h3><strong>Passo 2: Meta Description</strong></h3>
<p>La <strong>Meta Description</strong> non è indispensabile per il ranking, anzi in realtà non lo è affatto, ma è necessario per fornire all&#8217;utente un piccolo approfondimento su ciò che andrà a trovare dentro la pagina, successivamente al click.</p>
<p>Un fattore da considerare è però la possibilità di inserire keyword al suo interno, che Google farà saltare subito all&#8217;occhio evidenziandole in grassetto (vedi immagine sopra).</p>
<p>Come per il Title, anche la Meta Description può essere tagliata se troppo lunga, e siccome a noi non piacciono le cose a metà, rispettiamo i 145-150 caratteri di lunghezza 🙂</p>
<h3><strong>Passo 3: Url (Uniform Resource Locator)</strong></h3>
<p>Tra le tecniche SEO più rilevanti, anche la creazione di un <strong>Url Seo Friendly</strong> porta a buoni risultati: scrivi un Url che risponda pienamente all&#8217;argomento trattato nella pagina. Come per il Tag Title e la Meta Description, anche lo slug che in questo caso coincide con il nome attribuito alla nostra pagina web (es. in questo articolo è <strong>guida-ottimizzazione-seo-di-una-pagina-web</strong>.html)  non deve contenere troppe parole chiave, deve essere facilmente leggibile e anche facile da tenere a mente.</p>
<p>Mi raccomando, non usare termini da impostazione standard, tipo <em>/pagina1.html</em>.</p>
<h3><strong>Passo 4: architettura sito</strong></h3>
<p>Il quarto step riguarda tutto il sito e non la singola pagina, ma è ugualmente importante e quindi lo voglio inserire in questa piccola guida. <strong>L&#8217;utente deve poter navigare sul tuo sito senza alcun tipo di problema</strong>, in modo semplice e senza complicazioni.</p>
<p>Quindi non creare pagine per ogni cosa, rischiano di diventare inutili, appesantiscono il sito e creano una ramificazione di pagine che può provocare un gran mal di testa all&#8217;utente.</p>
<p>L&#8217;ideale è ottimizzare il tuo sito per poter essere navigato con 1 o 2 click, così che ogni risorsa importante sia raggiungibile dalla Home Page.</p>
<p>Trova la giusta struttura delle categorie attraverso uno studio delle <strong>query di ricerca</strong>, dividendole in macro-famiglie in base all&#8217;argomento.</p>
<h3><strong>Passo 5: i testi</strong></h3>
<p>Il <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/content-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">testo della pagina web</a> che intendi ottimizzare gioca un ruolo preminente in chiave SEO. I motori di ricerca analizzano i contenuti presenti nella pagina e valutano come meglio posizionare la pagina nella SERP, quindi vien da sé che dovrai lavorare per bene sui testi. Come?</p>
<ul>
<li><strong>L&#8217;uso delle keyword</strong>: una volta fatta l&#8217;analisi preliminare con cui ha individuato le chiavi di ricerca più indicate per la pagina, inseriscile nel testo in modo dinamico e naturale, senza ripeterle forzatamente (a Google non piace quando esageri :P).</li>
<li><strong>Titolo della pagina o H1</strong>: chi si occupa di testi SEO sa bene quanto sia importante il Tag di intestazione H1. Si preciso nell&#8217;informare il tuo lettore sull&#8217;argomento del contenuto, ti basterà pensare in questo modo per individuare la keyword più adatta da inserire.</li>
<li><strong>Formatta il testo in paragrafi</strong>: i vari H2, H3, sono utili per organizzare il testo ed essere più leggibile. La divisione in paragrafi ti servirà anche per suddividere in più argomenti il tuo testo e per introdurre le keyword correlate all&#8217;argomento principale.</li>
<li><strong>Anchor text</strong>: cosa sono? Sono i <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/link-interni.html" target="_blank" rel="noopener">link sia interni</a> (quelli che puntano ad altre pagine del tuo sito) che esterni (quelli che puntano a pagine esterne al tuo sito) e sono molto utili ai fine di una ottimizzazione SEO. Questi permettono allo spider dei motori di ricerca di scovare le altre pagine del sito, quelle correlate all&#8217;argomento e di muoversi con facilità senza perdere nessuna risorsa. Quindi scrivi un buon anchor text spiegando esattamente cosa si andrà a trovare una volta cliccato nel link, aiuterai il lettore e Google a capire meglio.</li>
</ul>
<p>È fondamentale, inoltre, far sì che siti esterni ti menzionino: questo processo prende il nome di <a href="https://www.bewesrl.com/seo/link-earning.html">link earning,</a> ottenibile solo creando contenuti di vero valore ed estremamente utili all&#8217;utente.</p>
<h3><strong>Passo 6: le immagini</strong></h3>
<p>Anche le immagini rientrano nelle <strong>tecniche SEO</strong> da utilizzare per posizionare la pagina web. Nell&#8217;attributo ALT è consigliato inserire un piccolo testo che descrive il contenuto dell&#8217;immagine e dove quindi ricadrà anche una delle keyword a cui stiamo puntando (perché correlata con l&#8217;argomento).</p>
<p>Dai anche un nome altrettanto significativo all&#8217;immagine con una<strong> keyword principale</strong> e presta moltissima attenzione al peso dell&#8217;immagine: il sito dev&#8217;essere veloce e l&#8217;utente ha bisogno di ottenere informazioni in modo rapido, quindi lavora anche sulla <strong>compressione dell&#8217;immagine</strong> prima di caricarla sul sito.</p>
<p>Ti è venuto capogiro? Troppe cose da fare? Star dietro a tutti questi fattori è chiaramente complicato, richiede tempo, pazienza e tantissima costanza, ma ti permetteranno di <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/aumentare-le-visite-un-sito-web.html" target="_blank" rel="noopener">aumentare le visite sul tuo sito web</a>! Questa piccola guida di oggi potrà darti una mano nel rendere la tua pagina SEO Friendly, se hai difficoltà… noi siamo qui 🙂</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/guida-ottimizzazione-seo-di-una-pagina-web.html">Guida per imprenditori: ottimizzazione SEO di una pagina web</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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		<title>Come aumentare le visite di un sito web</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/aumentare-le-visite-un-sito-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Sogus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=4784</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prima di capire come aumentare le visite sul nostro sito, dobbiamo capire a che tipo di visite stiamo puntando. Dobbiamo quindi avere ben in mente il nostro obiettivo. Un esempio molto comune potrebbe essere: &#8220;voglio aumentare le visite dai motori di ricerca&#8221; oppure &#8220;voglio aumentare le visite da Facebook&#8221; ecc. Perché è importante capire la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/aumentare-le-visite-un-sito-web.html">Come aumentare le visite di un sito web</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_10" ><p>Prima di capire <strong>come aumentare le visite sul nostro sito</strong>, dobbiamo capire a <strong>che tipo di visite</strong> stiamo puntando. Dobbiamo quindi avere ben in mente il nostro <strong>obiettivo</strong>. Un esempio molto comune potrebbe essere: &#8220;<em>voglio aumentare le visite dai <span id="urn:local-text-annotation-ezf3vsj4568wiohzcz8ttdx27ehjnw9b" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">motori di ricerca</span></em>&#8221; oppure &#8220;<em>voglio aumentare le visite da <span id="urn:local-text-annotation-5c0o0599ncgqts5pfi7kldqjqmgnsii3" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Facebook</span></em>&#8221; ecc.</p>
<h2>Perché è importante capire la natura delle visite per aumentarle?</h2>
<p>Scoprire da dove arriva il traffico sul sito web è di <strong>fondamentale importanza</strong> per capire se le nostre <span id="urn:local-text-annotation-t9duiy9c2zow3g8v2bkl34zbg4rl0hxi" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">strategie</span> di <span id="urn:local-text-annotation-rpvg0s8bcphkmxk98benfrw3rtrlbpf4" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">marketing</span> stanno portando i loro frutti e, di conseguenza, <strong>migliorare il traffico del tuo sito web</strong>. Se ad esempio abbiamo una campagna <span id="urn:local-text-annotation-stmuvwg2m6t4hvu2nznlrac6kxshztj4" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">marketing</span> attiva con <a href="https://www.bewesrl.com/facebook/come-capire-buttando-soldi-facebook-ads.html" target="_blank" rel="noopener">Facebook ADS</a> verso il sito, ma le visite aumentano solo dai <span id="urn:local-text-annotation-lrnrv3nwplb4nvwl7z0q28esl6v4km4s" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">motori di ricerca</span>, c&#8217;è qualcosa che non va 🙂</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4788 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/monitoraggio-analytics.jpg" alt="Monitoraggio Google Analytics per aumentare le visite al sito" width="1200" height="571" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/monitoraggio-analytics.jpg 1200w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/monitoraggio-analytics-300x143.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/monitoraggio-analytics-768x365.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/monitoraggio-analytics-1024x487.jpg 1024w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/monitoraggio-analytics-210x100.jpg 210w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2>Come troviamo le sorgenti di traffico?</h2>
<p>Quindi, come riusciamo a capire da <strong>dove stanno arrivando queste visite?</strong> Semplice, basta <strong>tracciare</strong> bene ogni visita e movimento degli <span id="urn:local-text-annotation-xnvurzftlldpwcbr3idv5hlkrwovrtln" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">utenti</span> attraverso uno strumento che <strong>monitora le sessioni sul nostro sito internet</strong>. Uno tra i più famosi è senz&#8217;altro <strong><a href="https://analytics.google.com/analytics/web/" target="_blank" rel="noopener">Google Analytics</a></strong>. Strumento <strong>gratuito</strong> che, con semplici configurazioni, permette di verificare ogni singola azione del nostro <span id="urn:local-text-annotation-v0mlctxfm7s9velhjbr93afz8hmeao2q" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">utente</span> sul sito web e soprattutto ci permette di capire <strong>da dove proviene quella determinata visita</strong>. Alternativa all&#8217;Analytics per avere le <strong>statistiche</strong> del nostro sito web, può essere l&#8217;utilizzo di <a href="https://www.shinystat.com/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Shinystat</strong></a>.</p>
<p><strong>Fissato</strong> quindi lo strumento principale per il <strong>monitoraggio delle visite</strong> e <strong>definito il nostro obiettivo</strong>, possiamo finalmente capire come impostare <strong>un piano per aumentare le visite</strong> sul nostro sito.</p>
<p>Prendiamo come riferimento l&#8217;<strong>aumento del traffico organico</strong>, ossia incrementare le visite provenienti dai <span id="urn:local-text-annotation-jctx4ju3i3afd2tgk6csjt3u12wx8poj" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">motori di ricerca</span>, <strong><span id="urn:local-text-annotation-dokd1s9ov3g87yklsux3xva0zkhlc4dg" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span></strong> in primis.</p>
<p>Non puntiamo da subito ad essere primi per una parola chiave, <strong>puntiamo piuttosto a pianificare bene una larga base della piramide</strong> che ci permetterà un domani, attraverso <a href="https://www.bewesrl.com/servizi-web/seo-posizionarsi-google"><strong>ottimizzazioni SEO</strong></a>, di arrivare anche alla punta più alta, ossia la nostra <strong>parola chiave principale e competitiva</strong> tra le prime posizioni su <span id="urn:local-text-annotation-varmr7rttrnpc6ilhfx381mktauh2xmn" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4789" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/piramidi-seo.jpg" alt="Piramidi SEO" width="880" height="322" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/piramidi-seo.jpg 880w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/piramidi-seo-300x110.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/piramidi-seo-768x281.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/piramidi-seo-250x91.jpg 250w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></p>
<h3>Cosa significa creare una solida base della piramide SEO?</h3>
<p>Per capirlo ti faccio un esempio molto molto semplice: poniamo che tu, che non hai seguito i consigli sopra riportati :-), voglia essere primo per <strong>Hotel a Roma</strong>.</p>
<p><strong>Secondo te è facile?</strong> No, per nulla, perché:</p>
<ul>
<li>si tratta di una parola chiave molto competitiva</li>
<li>tanti siti al mondo puntano a quella per avere visibilità</li>
<li>la query impostata su <span id="urn:local-text-annotation-ro7s3dmhz8elpysk89kcv6nazwqedz6j" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> restituisce migliaia e migliaia di risultati sulla <strong><span id="urn:local-text-annotation-vuc966qki3s444mhifjh7ilfeh272c4f" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SERP</span></strong> (i risultati di ricerca di <span id="urn:local-text-annotation-tvdxdxm6pnb2bqwvaneguesa2d7vvl06" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span>), perché dovrebbe comparire proprio il tuo?</li>
<li>ecc. ecc. ecc.</li>
</ul>
<p><strong>Quindi è impossibile? NO</strong>, <strong>non è impossibile</strong> ma ci vuole tantissimo <strong>tempo</strong> e tanta <strong>targetizzazione del tuo sito</strong>&#8230; un'&#8221;ampia base della piramide&#8221;!</p>
<p>Se il tuo sito, infatti, contiene solo un contenuto relativo all&#8217;argomento Hotel a Roma, sarà <strong>MOLTO più difficile ottenere un buon posizionamento</strong> per quella keyword rispetto ad un altro sito autorevole e con le spalle larghe che contiene centinaia di <span id="urn:local-text-annotation-2v5yk6yclkp6ybuhwtgs0prskg4ty8v6" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuti</span> di valore che parlano dell&#8217;argomento!</p>
<p>Ecco spiegato il motivo per cui <strong>non dobbiamo fossilizzarci </strong>nel 2017/2018 <strong>ad essere primi per UNA parola chiave</strong>. Puntiamo piuttosto ad <strong>ampliare la nostra visibilità</strong> posizionandoti per <strong>tante <a href="https://www.bewesrl.com/seo/scegliere-le-parole-chiave.html" target="_blank" rel="noopener">parole chiave</a> correlate</strong>.. poi penseremo più avanti a limare la visibilità pensando anche al posizionamento.</p>
<p><strong>È tutto chiaro sino a questo momento?</strong> Se così non fosse non andare avanti! Spendi ancora 5 minuti per rileggere quanto ho scritto qui su&#8230; vedrai che non te ne pentirai e questi piccoli suggerimenti ti aiuteranno a rendere il tuo sito <strong>sempre più visibile</strong>.</p>
<p>Bene, se tutto è chiaro, vediamo alcune <strong><span id="urn:local-text-annotation-ugs48b0hgsp9eg3sjr9bokmg1aj7kykr" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">strategie</span> per aumentare questo benedetto traffico</strong>!</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4790 size-full" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/strategie-seo.jpg" alt="Strategie SEO per aumentare le visite al sito" width="1137" height="460" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/strategie-seo.jpg 1137w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/strategie-seo-300x121.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/strategie-seo-768x311.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/strategie-seo-1024x414.jpg 1024w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2017/12/strategie-seo-247x100.jpg 247w" sizes="(max-width: 1137px) 100vw, 1137px" /></p>
<h3>Trova il contenuto ideale</h3>
<p>Se pensi che esistano solo <span id="urn:local-text-annotation-3xkeac3pkjsc8iv3apxdgumqoioago69" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuti</span> formati da tanto testo o un testo di &#8220;almeno 300 parole&#8221;, <strong>cambia idea</strong>! <strong>Sei ancora in tempo!</strong></p>
<p>Ci sono <strong>tantissime tipologie di <span id="urn:local-text-annotation-mk141b8jwq81wjrt5s2brwsp5hv57zj3" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span>,</strong> come ad esempio: un bell&#8217;<span id="urn:local-text-annotation-eayw9uj7sxwv4u1naix6j2y64xd8hu0m" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">articolo</span>, una photogallery, un video, un PDF, un eBook, una <span id="urn:local-text-annotation-ktz4qflhvzbo58pmo0qa9uoipabym8kq" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">recensione</span>, una guida ecc. ecc. ecc.</p>
<p>Trovare il giusto <span id="urn:local-text-annotation-f8s4e4l3u3for2wq12exm5d9eagq0jy4" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span> da regalare ai propri lettori è una cosa fondamentale per aumentare il traffico, e sai perché? Perché <strong>se il tuo lettore trova interessante il contento</strong> e lo reputa di grosso valore per lui, hai molte più possibilità che lo condivida con gli amici, a sua volta con i suoi lettori e così via, <strong>ne</strong><strong> aumenta la popolarità</strong>!</p>
<blockquote><p>Proprio come stai per fare tu condividendo nel tuo blog una <span id="urn:local-text-annotation-1x4myvytdx7u1b2z0p9cizwq968jbwii" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">recensione</span> su questo <span id="urn:local-text-annotation-gb5f27n1w9dt87ga944zdqas6y185iik" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span> e/o condividendo questa pagina sul tuo account di <span id="urn:local-text-annotation-j7k92njskigclb8whnz5gj4wl7ikn130" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Facebook</span> 😀</p></blockquote>
<p>È inutile mettere tanto testo se il tuo obiettivo è attirare gli <span id="urn:local-text-annotation-eva9nmm0tggtvxu21i1vdijbr9ra7tbo" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">utenti</span> che ricercano, ad esempio, &#8220;<em>foto buffe</em>&#8220;&#8230; <strong>a cosa serve il testo?</strong> <strong>Loro stanno cercando immagini!</strong></p>
<p><strong>Forniscigliele subito</strong>, senza giri di parole! Seleziona le più belle immagini, creale nuove, non scopiazzarle qua e la (a meno che non faccia una raccolta delle migliori immagini buffe sul web) ma punta alla qualità. <strong><span id="urn:local-text-annotation-1zoyci9heqodjdq64vvspu8dm559uvv9" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">Contenuti</span> così non se ne troveranno altri in giro per il web. </strong>Se tu riesci ad arrivare a questo apice&#8230; beh, aspettati il <strong>boom di visite</strong>!</p>
<h3>Creati un piano editoriale adeguato</h3>
<p>Non sparare i tuoi <span id="urn:local-text-annotation-vu7pzz78qdd0bhbcqg033nkdavtjp667" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuti</span> a caso.</p>
<blockquote><p><em>Lo so, lo so.. io ora predico bene e razzolo male in questo sito&#8230; ma per i lavori dei miei clienti sono un bravo <span id="urn:local-text-annotation-k8awquxdd8mvjl3r91wfqbsd8s3zyl3i" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SEO</span> &#8220;modestia a parte&#8221;, te lo assicuro 🙂</em></p></blockquote>
<p>Creati una sorta di <strong>mappa mentale</strong> che ti permetta di capire come sviluppare i tuoi <span id="urn:local-text-annotation-skccj9tgty8vabh57jkokqstrukpnmak" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuti</span> e soprattutto come poterli <strong>collegare tra loro <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/link-interni.html" target="_blank" rel="noopener">attraverso link interni</a></strong> di richiamo. Fatti una bella <strong>scaletta editoriale</strong> e fai in modo che, definito l&#8217;argomento, tu dia all&#8217;<span id="urn:local-text-annotation-dm86kutu6lqve0ylcupe9y37z4i796vi" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">utente</span> il massimo che lui potrebbe imparare senza andare a ricercare fonti qua e là per il web. Da oggi in poi, se sviluppi un argomento in tante pagine <span id="urn:local-text-annotation-v32xizbd5sb9784s4yt043on56xwoqwv" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span>, <strong>il tuo sito dovrà essere l&#8217;unica (o quasi) fonte dove trovare tutto!</strong> Non essere prolisso e suddividi per sotto-argomenti, quindi in più pagine-<span id="urn:local-text-annotation-cht93u469h6hl747o39wbdvqfwoyd67b" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span>, e ricorda di collegarli tra loro attraverso dei <strong>link ipertestuali</strong>.</p>
<h3>Dai un&#8217;ottimizzazione SEO base</h3>
<p>Non serve <strong>per il momento</strong> fare grosse azioni <span id="urn:local-text-annotation-kz7nq1j59in28yb0zwbvt17lvj9meb1c" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SEO</span> (<em>chiamami quando il sito ha abbastanza traffico e/o non riesci proprio più ad aumentarlo oppure sei con l&#8217;acqua alla gola :-p</em>). Prenditi cura del title della pagina, assegna una buona description e per il momento punta a suddividere i tuoi <span id="urn:local-text-annotation-8c1zefu1tiq7ja4dtbwei7rnmu2b0lqc" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuti</span> in modo che sia di <strong>semplice lettura per il tuo visitatore</strong>.</p>
<h3>Sviluppa i contenuti partendo dalla keyword principale</h3>
<p><strong>Qual è la parola chiave principale a cui vuoi puntare?</strong> Non la dovrai ripetere mille volte ma dovrai trovare tutte le parole che gli <span id="urn:local-text-annotation-0iondx5v5dtw5vpw9ghjtk99i0u87fqp" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">utenti</span> digitano su <span id="urn:local-text-annotation-qavatv2bw3btgnugbhmc6epqe157nkvh" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> con la speranza di ritrovare un <span id="urn:local-text-annotation-wgl7j3oxqfp1or4i92vlxoen7zyhhwsb" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span> proprio uguale a quello che tu ora stai preparando! <strong>Differenzia le keyword</strong>, trova sinonimi, pensa a come l&#8217;<span id="urn:local-text-annotation-5tzae7b4ydpm060wmkecwbkhxpjn47lz" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">utente</span> può ricercare quell&#8217;argomento (<strong><em>search intent</em></strong>). Fai una bella lista con l&#8217;aiuto di Excel e tutto sarà più facile. Esistono tantissimi <strong>tool online</strong> che ti possono aiutare in questo, a fare quella che viene chiamata <strong>Keyword Research</strong> come ad esempio <em>SEMrush</em>, <em>SEOzoom</em>, <em>Keywordtool.io</em>, <em>Keyword planner</em> e così via.</p>
<h3>Butta giù il contenuto, lo ottimizzi dopo!</h3>
<p><strong>Non farti frenare la mente auto-limitando la fantasia</strong> solo perché stai pensando a come ottimizzare il tuo articolo o <span id="urn:local-text-annotation-b84jtuww6sb9jht0b33ljw32hlbopxcs" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span> in generale! <strong>Fregatene dell&#8217;<span id="urn:local-text-annotation-hzcx3fsseefjykhqfngabsbl6diw6uju" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">ottimizzazione</span> ora,</strong> non c&#8217;è tempo per quello, prima devi pensare a <strong>soddisfare</strong> chi, tra qualche ora/giorno, leggerà la tua pagina che troverà su <span id="urn:local-text-annotation-i37z6ls8q4jf845altn3nwug5sog0znf" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> e ne dovrà rimanere veramente felice! Dobbiamo fargli dire &#8220;<em>cavolo, questo <span id="urn:local-text-annotation-nbi6cs1iqooijmwk4q17ru3tsuky5yrf" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuto</span> è una bomba, mi è servito veramente tanto!!</em>&#8221;</p>
<blockquote><p>Ok, ora lo puoi scrivere su <span id="urn:local-text-annotation-ihb3v8zv6v9nqy4lorzwodkhkyuz03db" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Facebook</span> per questo articolo :-p<br />
(ricordati di taggarmi bene! ri :-p)</p></blockquote>
<h3>Non aver paura di regalare backlink se servono all&#8217;utente!</h3>
<p>Non farti tante <strong>pippe mentali</strong> pensando che se linki un sito esterno al tuo, <span id="urn:local-text-annotation-27y1peh38mdhf70evy7lgvdopl854mf7" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> capisce che quello è &#8220;più bello di te&#8221; e che linkando lo stai <em>agevolando</em> e basta. <strong><span id="urn:local-text-annotation-x47vae4fx5xx67bgng5av0trgapwyxvb" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> lo sa già che quel sito è più autorevole di te!</strong> Proprio per questo lo linkerai perché magari tratta di un approfondimento dell&#8217;argomento, che senza dubbio aiuterà il tuo lettore.</p>
<h3>Fermati e guarda quanto hai scritto ora!</h3>
<p>&#8220;Accidenti, ho scritto veramente tanto perché ho seguito alla lettera tutti questi punti. Me ne sono fregato un po&#8217; dell&#8217;italiano, ho buttato giù tutto ciò che mi veniva in testa e ora guarda quanto ho scritto?&#8221;. Ora ridai un controllo complessivo e ritocca i punti che pensi non siano ottimali e di facile comprensione.</p>
<p>Siamo arrivati praticamente alla fine di questa mini &#8220;guida motivazionale&#8221;.</p>
<p><strong>Tu pensi che tutto quello che ho scritto mi aiuterà ad aumentare il posizionamento e le visite sul mio sito?</strong><br />
Beh, forse un pochino si, ma penso che mi aiuterà <strong>molto ma molto di più</strong> se con questo articolo riuscissi ad aiutare te e a spronarti convincendoti a provare.</p>
<h3><strong>Tutto molto bello, ma non finisce qua!</strong></h3>
<p>Se hai trovato utili questi <span id="urn:local-text-annotation-9d98ttp37kujs9n3ewutnnjkrkt7q3kx" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">contenuti</span>, <strong>è ora di metterli in pratica</strong>. Tu sai quanto mi farebbe piacere se solo provassi, <strong>almeno solo una volta,</strong> a seguire quello che ti ho detto e <strong>scrivermi qui sotto il link del tuo <span id="urn:local-text-annotation-gsaxsc45ieagio3mg2yga1p6mo861hrn" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">articolo</span></strong> in modo che possa, <strong>gratuitamente ovviamente</strong>, darti un feedback?</p>
<p><strong>Te ne sarei grato e allo stesso tempo aiuterò anche te!</strong></p>
<p>Ti ringrazio per la pazienza e ti auguro di rubare ai tuoi concorrenti tantissimo<strong> traffico utile su <span id="urn:local-text-annotation-jmbcegjw93gcc6t1o62q1pu1ljlzh2n5" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span></strong>.</p>
<p><strong>P.S. </strong>se io sono un tuo concorrente, non leggere questa guida :-p</p>
<p>Attendo un tuo commento 🙂</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/aumentare-le-visite-un-sito-web.html">Come aumentare le visite di un sito web</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come si usa il Keyword Planner di Google Ads</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/google-ads/come-si-usa-il-keyword-planner-di-google-ads.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Azzurra Ariu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 08:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<category><![CDATA[Google Ads Advertising]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=4957</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Keyword Planner di Google Ads è uno strumento gratuito che ti servirà per individuare le keywords per i tuoi contenuti web. Ecco come si usa!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/google-ads/come-si-usa-il-keyword-planner-di-google-ads.html">Come si usa il Keyword Planner di Google Ads</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_11" ><p>Il <strong>Keyword Planner di <span id="urn:local-text-annotation-atkz5ux9imkt02nymsj7ccbegf52lc1u" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Ads </strong>è un tool specifico per la ricerca e la pianificazione delle parole chiave. Sai bene quanto sia fondamentale <strong>scegliere e analizzare le keywords</strong> per creare contenuti per un sito web ma anche per costruire campagne efficaci e in grado di raggiungere un obiettivo specifico.</p>
<p>Ecco che il <strong>Keyword Planner</strong> viene in tuo soccorso, e lo fa gratuitamente 😉 Questo tool, che nasce come software di supporto per le<a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/campagna-google-ads-quanto-costa.html" target="_blank" rel="noopener"><strong> campagne di <span id="urn:local-text-annotation-gwd6lvk661j2tknrgws0cqkh8h1anpzq" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Ads</strong></a>, è il risultato dell’unione tra due diversi strumenti: lo <em>Strumento per le parole chiave </em>e la <em>Stima del traffico</em>, a cui vanno però sommate diverse funzionalità che lo rendono davvero utile.</p>
<p>Vediamo un po’ come si usa e <strong>come puoi utilizzarlo in chiave <span id="urn:local-text-annotation-do9gqe9lj1ucq59ma73p0vn03mksskuz" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SEO</span></strong>!</p>
<p><span id="more-4957"></span></p>
<h2><strong>Keyword Planner, passo per passo</strong></h2>
<p>Il Keyword Planner di <span id="urn:local-text-annotation-grl9splxt0jnl57wqdq3vrhmydv8q5y9" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> può essere utilizzato senza per forza creare una <span id="urn:local-text-annotation-6jfbx3r4ckm1p1mb0pkzo6itm4f36k5o" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">campagna pubblicitaria</span>, quindi il suo utilizzo è completamente slegato dalle attività principali di <span id="urn:local-text-annotation-j15gptfn6xjlgjfri2u7snz5vaxqb6y2" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Ads. Per spiegartelo adeguatamente, dovrò comunque far uso di una campagna <span id="urn:local-text-annotation-7xscpg0o258u6pm9vhrlxgci71em3kz4" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Ads</span> per illustrare le funzionalità.</p>
<p>Bene, iniziamo.</p>
<p>Per accedere al Keyword Planner è necessario <strong>registrare un account <span id="urn:local-text-annotation-m5kdn21dcsbsvfj682vxyoljid55akdv" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span></strong>, quindi come primo step dovrai accedere a <a href="https://ads.google.com/KeywordPlanner" target="_blank" rel="noopener">questo link</a>, dove ti verrà richiesta la registrazione. Una volta inserite password ed e-mail, riceverai nella tua casella di posta un’email di conferma per l’autenticazione ufficiale dell’account.</p>
<p>Perfetto, adesso hai il tuo account su <span id="urn:local-text-annotation-dwxwolxxqtpmqinflv6hjh0odfm817cy" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Ads e possiamo accedere al nostro Keyword Planner!</p>
<h3>Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads</h3>
<p>Entra su <span id="urn:local-text-annotation-8arjyvntym6azujq3auzhikohl7x451x" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Ads e accedi allo <em>strumento di pianificazione delle parole chiave</em>, cliccando in alto su strumenti e, nel menù a discesa, clicca sulla voce specifica.</p>
<p>La schermata che ti apparirà sarà questa qui sotto:</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7753" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/anteprima-pianificazione-keyword.jpg" alt="anteprima pannello strumento di pianificazione Google Ads" width="600" height="212" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/anteprima-pianificazione-keyword.jpg 600w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/anteprima-pianificazione-keyword-300x106.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/anteprima-pianificazione-keyword-250x88.jpg 250w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Bene, adesso hai due possibilità di scelta: <em>Individua nuove parole chiave</em> e <em>Ottieni i dati relativi al volume di ricerca e le previsioni.</em> Come ti dicevo, l&#8217;insieme di queste due voci è un mix tra lo <em>strumento per le parole chiave</em> e la <em>stima di traffico</em>.</p>
<p>Cliccando su <em>Individua nuove parole chiave</em> è possibile <a href="https://www.bewesrl.com/seo/scegliere-le-parole-chiave.html" target="_blank" rel="noopener">individuare delle keywords</a> attraverso un sito, una categoria o una frase di ricerca, restituendoti come risultato le keywords più ricercate, accorpate in gruppi di idee o singole parole chiave.</p>
<p>Cliccando invece su <em>Ottieni i dati relativi al volume di ricerca e le previsioni </em>è possibile analizzare i volumi di ricerca delle parole chiave che inserisci, fornendoti le statistiche storiche del traffico con la possibilità di raggrupparle.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7754" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/google-adsanteprima-pianificazione-keyword.jpg" alt="anteprima nuove parole chiave" width="833" height="395" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/google-adsanteprima-pianificazione-keyword.jpg 833w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/google-adsanteprima-pianificazione-keyword-300x142.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/google-adsanteprima-pianificazione-keyword-768x364.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/google-adsanteprima-pianificazione-keyword-211x100.jpg 211w" sizes="(max-width: 833px) 100vw, 833px" /></p>
<p>Il Keyword Planner di <span id="urn:local-text-annotation-ezk6180vk14hzvbwydbgvf20f9a9kz7n" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> ti restituirà anche una stima dei volumi di ricerca e della competizione per ciascuna keywords, quest’ultimo un fattore molto importante se intendi creare una campagna su <span id="urn:local-text-annotation-71yjo7yyhbh0vehqwxab618pkfyilwhg" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Ads.</p>
<p>I campi proposti sono:</p>
<ul>
<li>Il tuo prodotto o servizio, dove inserirai la keyword o le keywords da te selezionate</li>
<li>La tua pagina di destinazione, quindi inserirai una eventuale pagina web da cui rilevare le keywords principali (utile anche nel caso di un’analisi <span id="urn:local-text-annotation-i3wok90lw70qeln6u6tgdjssbxw4zcf2" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SEO</span> su pagine competitors)</li>
</ul>
<h2><strong>Come individuare le parole chiave con il Keyword Planner</strong></h2>
<p>Facciamo un esempio di <strong>ricerca di parole chiave</strong>: hai deciso di scrivere un <span id="urn:local-text-annotation-qm7g4gnfeacffm36at0kei9r4ss12zzd" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">articolo</span> che riguarda gli hotel con il servizio Spa in Sardegna (ci trattiamo bene 😀 ) Ecco, proviamo a scrivere nel box “il tuo prodotto o servizio” la query <em>hotel spa Sardegna</em>. Nella sezione <strong>targeting</strong> puoi impostare la lingua, le località e le <a href="https://www.bewesrl.com/google-ads/campagna-google-adwords-errori-comuni.html" target="_blank" rel="noopener">corrispondenze inverse</a>, ma in questo caso le lasciamo invariate per comodità.</p>
<p>Il risultato che otterrai sarà questo:</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7755" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/pannello-google-ads-keyword.jpg" alt="Elenco parole chiave su Keyword Planner" width="817" height="345" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/pannello-google-ads-keyword.jpg 817w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/pannello-google-ads-keyword-300x127.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/pannello-google-ads-keyword-768x324.jpg 768w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2018/02/pannello-google-ads-keyword-237x100.jpg 237w" sizes="(max-width: 817px) 100vw, 817px" /></p>
<p>Come vedi il <strong style="font-style: inherit;"><span id="urn:local-text-annotation-efbvdoix3yunhizrnoeepru88ok6jnli" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Keyword Planner</strong> ti mostra un elenco di parole chiave con una media di ricerca mensile, i valori di concorrenza e l’offerta consigliata per poter competere all’asta di <span id="urn:local-text-annotation-rcz22dkjoh5cs29mw0n2n68nqqxm32oo" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> Ads. In questo caso ci serviranno solo i dati di ricerche mensili, così da poter scegliere le <strong>keywords</strong> più indicate da inserire nel nostro <span id="urn:local-text-annotation-8q8f5ylougvtzmih2acfuum27x00xeiw" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">articolo</span>.</p>
<p>Proprio riguardo ai <strong>volumi di ricerca</strong> è bene sottolineare che il Keyword Planner può essere utilizzato per individuare le parole chiave con alto volume di ricerche e concorrenza alta, media o bassa. A cosa può servirti? Il valore di competizione ti sarà molto utile per comprendere come impostare il tuo <span id="urn:local-text-annotation-s9o0y3gktar6ypb2oid7gcvmp7w1f40c" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">articolo</span> o, addirittura, come <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/guida-ottimizzazione-seo-di-una-pagina-web.html" target="_blank" rel="noopener">ottimizzare il tuo sito web</a>.</p>
<p>Se saprai studiare bene le <strong>keywords migliori</strong>, individuare la nicchia di mercato a cui intendi rivolgerti, potrai creare un contenuto che scalerà facilmente la <strong><span id="urn:local-text-annotation-p37nxgdm7ln4ow5yt4kz1gv0qs1dshi2" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SERP</span> nel <span id="urn:local-text-annotation-jey25v9up7m5y7y1ly9nhyq6veyrfh2w" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">motore di ricerca</span></strong>. Infatti, <span id="urn:local-text-annotation-udppgvgo1xke98t52ztooygv7cuwzgit" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span> premia tutte quelle pagine con contenuti che rispondono specificatamente alle query di ricerca degli utenti.</p>
<blockquote><p>Utilizzare il Keyword Planner nella tua strategia ti aiuterà in chiave <span id="urn:local-text-annotation-tdw7w9sresc001hafhbnixm6uto6uj99" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SEO</span> per ottenere più traffico, più visibilità e più click pienamente in target.</p></blockquote>
<p>In conclusione, oggi ti ho spiegato a cosa serve il <strong>Keyword Planner di <span id="urn:local-text-annotation-4jk8vousxwtoe8n7rlssj991510xtkod" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span></strong>, come si utilizza e come puoi usarlo frequentemente per creare contenuti ottimi in chiave <span id="urn:local-text-annotation-i088mbfdk4y768vpysvypo25h8nz16ka" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-thing">SEO</span>.</p>
<p>Per poter definire una strategia efficace e performante, però, questo tipo di lavoro può non essere sufficiente, per cui può essere necessario ricorrere a una <a href="https://www.bewesrl.com/seo/consulenza-seo-come-funziona.html">consulenza SEO</a> più dettagliata.</p>
<p>Detto ciò, ci sono tantissimi tool che puoi utilizzare per svolgere lo stesso lavoro; bisogna sottolineare, ad ogni modo, che il Keyword Planner è uno <strong>strumento gratuito</strong> e ugualmente valido che ti servirà per l’<strong>analisi dei trend di ricerca</strong> e della competizione delle keywords.</p>
<p>Ti è già capitato di usare il Keyword Planner di <span id="urn:local-text-annotation-4lc7g94tsipm8e0wofm3f5hrmf5d9ih0" class="textannotation wl-no-link disambiguated wl-creative-work">Google</span>? Ti sei trovato bene? Se ti va, scrivilo nei commenti e se hai bisogno di una consulenza gratuita, siamo a disposizione 🙂</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/google-ads/come-si-usa-il-keyword-planner-di-google-ads.html">Come si usa il Keyword Planner di Google Ads</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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		<title>Consigli SEO: come ottimizzare un post del blog</title>
		<link>https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/consigli-seo-ottimizzare-post-blog.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Erriu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contenuti per il web]]></category>
		<category><![CDATA[SEO e posizionamento sui motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bewesrl.com/?p=7556</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sappiamo bene come funziona un motore di ricerca e cosa si aspetta l'utente dopo aver premuto invio. Ma come facciamo a mostrare il nostro contenuto all'utente giusto?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/consigli-seo-ottimizzare-post-blog.html">Consigli SEO: come ottimizzare un post del blog</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="tts_content_wrapper_12" ><p>Quando scriviamo un nuovo articolo per il nostro blog dobbiamo tenere a mente alcuni aspetti chiave che ci permettono di <strong>rendere il contenuto davvero utile per i nostri lettori</strong>. Scrivere in modo accattivante è solo un piccolo step per stimolare il coinvolgimento. Oltre a questo è essenziale, e di vitale importanza, concentrarsi sull&#8217;<strong>ottimizzazione SEO</strong>, così da attirare i lettori in modo organico <strong>aumentando la visibilità del sito</strong> sui motori di ricerca. Il traffico che raggiungerà il tuo blog sarà di grande valore poiché sarà composto da utenti coinvolti e interessati. Come fare a resistere a un contenuto che risponde perfettamente alle parole chiave digitate per eseguire la propria ricerca?</p>
<p>Forse fino a qui non hai scoperto nulla di nuovo. Ormai lo sappiamo bene<strong> come funziona un motore di ricerca</strong> e cosa si aspetta l&#8217;utente dopo aver premuto invio. Ma come facciamo a mostrare il nostro contenuto all&#8217;utente giusto?</p>
<p><span id="more-7556"></span></p>
<h2>Scrivere un contenuto sul web per l&#8217;utente</h2>
<p>La SEO è l&#8217;insieme di tutte le strategie che ci permettono di <strong>costruire contenuti pensati per l&#8217;utente</strong> e in grado di rispondere alle esigenze del motore di ricerca. Per ottenere un post di un blog ottimizzato occorre fare una ricerca accurata sul tema che vogliamo affrontare per capire <strong>cosa cerca l&#8217;utente</strong> che digita una <strong>specifica query di ricerca</strong>. Questo è il primo passo per ottenere<a href="https://www.bewesrl.com/seo/sfruttare-traffico-organico-business.html" target="_blank" rel="noopener"><strong> traffico qualificato</strong></a> e potenzialmente interessato a diventare tuo cliente.</p>
<p>Ed è qui che arriva il bello. Una volta che l&#8217;utente ha scelto di dedicare il suo tempo alla lettura del tuo post dovrai soddisfare le sue aspettative, coinvolgerlo, <a href="https://www.bewesrl.com/persuasione-web/scrittura-persuasiva.html" target="_blank" rel="noopener">persuaderlo</a> e conquistare il suo cuore.</p>
<p>Vediamo insieme come ottenere dei contenuti perfetti.</p>
<h3>Ricerca delle parole chiave</h3>
<p>Non esiste un buon contenuto web che non sia basato su una iniziale <a href="https://www.bewesrl.com/seo/scegliere-le-parole-chiave.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>analisi delle parole chiave</strong></a>. Questa ricerca servirà in parte a raccontare al motore di ricerca di che cosa stai parlando all&#8217;interno del tuo articolo ma anche a scoprire quali sono i temi e le <strong>ricerche più frequenti</strong> del tuo target rispetto a un argomento specifico.</p>
<p>Potresti scoprire ad esempio che la parola chiave più ovvia non è necessariamente la scelta migliore. Potrebbero esserci <strong>parole correlate</strong> con un <strong>volume di traffico maggiore</strong> che possono aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo più facilmente. Inoltre, le parole chiave più popolari sono anche quelle più competitive: perché non provare a superare i competitor scegliendo<strong> keyword meno concorrenziali</strong>?</p>
<p>Consiglio: concentrati su una o due <strong>parole chiave a coda lunga</strong> così da sfruttare al meglio l&#8217;intento di ricerca del tuo target. Di recente abbiamo parlato delle <a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/seo-trend-2021.html" target="_blank" rel="noopener">novità SEO per il 2021</a> e ti abbiamo svelato che si darà una grande importanza alle ricerche vocali (chi di noi non ha casa un<a href="https://www.bewesrl.com/strategie-di-marketing/marketplace-commerce-perche-aumentano-le-vendite.html" target="_blank" rel="noopener"><strong> assistente Google o Alexa</strong></a>?). Le parole chiave a coda lunga sono<strong> frasi lunghe e mirate</strong> che solitamente l&#8217;utente usa quando è sul punto di acquistare o, per l&#8217;appunto, durante una ricerca vocale.</p>
<h3>URL personalizzati</h3>
<p>Anche l&#8217;<strong>URL personalizzato</strong> è tra i principali <strong>fattori di ranking per il 2021</strong>. Il nostro consiglio è quello di modificare l&#8217;URL che ti viene fornito in automatico per l&#8217;articolo e personalizzalo in modo tale da rendere più semplice e immediato per il motore di ricerca capire quale argomento stai trattando.</p>
<p>Inoltre, anche per l&#8217;utente sarà più semplice capire di cosa si parla all&#8217;interno dell&#8217;articolo, fornendo un dettaglio diverso da quello del titolo stesso. Lo stesso discorso vale anche per le <strong>URL che inserisci all&#8217;interno del testo</strong> che puntano a contenuti interni al tuo sito.</p>
<p><strong>Come deve essere un URL SEO friendly?</strong> Chiaro, semplice e conciso!</p>
<h3>Obiettivo: snippet in primo piano</h3>
<p>Gli <strong>snippet</strong> sono i risultati che vengono mostrati in primo piano nella parte superiore della SERP di Google. Possono essere:</p>
<ul>
<li>elenchi puntati;</li>
<li>guide pratiche;</li>
<li>descrizioni brevi e concise;</li>
<li>domande e risposte.</li>
</ul>
<figure id="attachment_7557" aria-describedby="caption-attachment-7557" style="width: 540px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-7557" src="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2021/01/snippet-google.jpg" alt="Esempio snippet Google" width="540" height="200" srcset="https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2021/01/snippet-google.jpg 540w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2021/01/snippet-google-300x111.jpg 300w, https://www.bewesrl.com/wp-content/uploads/2021/01/snippet-google-250x93.jpg 250w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /><figcaption id="caption-attachment-7557" class="wp-caption-text">Esempio snippet Google</figcaption></figure>
<p>Si tratta di risposte rapide che l&#8217;utente può leggere senza dover necessariamente aprire la pagina web. Per poter <strong>ottimizzare uno snippet</strong> dovrai per prima cosa trovare le SERP che ne contengono uno, individuare la tipologia e le domande utilizzate che potrai poi replicare sul tuo testo.</p>
<h3>Monitora l&#8217;esperienza da mobile</h3>
<p>Da luglio 2019 è stato implementato l&#8217;approccio mobile first e oggi è diventato un requisito indispensabile per tutti i siti web. Non possiamo rischiare, per nessuna ragione, che il nostro contenuto venga visualizzato in modo errato sul mobile del nostro target.</p>
<p>Se ancora non l&#8217;hai fatto, ti suggerisco di fare un check veloce con lo <a href="https://developer.chrome.com/docs/lighthouse/overview/" target="_blank" rel="noopener"><strong>strumento gratuito di Google</strong></a>. Questo tool ti permetterà di individuare eventuali problemi di visualizzazione e capire come fare a risolverli.</p>
<p>Creare contenuti per il web non significa conoscere alla perfezione l&#8217;algoritmo che determina il funzionamento del motore di ricerca o essere programmatori esperti, ma dobbiamo fare del nostro meglio per dare forma a <strong>post utili e coinvolgenti per il nostro lettore</strong>.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.bewesrl.com/contenuti-per-il-web/consigli-seo-ottimizzare-post-blog.html">Consigli SEO: come ottimizzare un post del blog</a> proviene da <a href="https://www.bewesrl.com">Be-We</a>.</p>
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