Come recuperare i carrelli abbandonati? Ecco le tre tecniche più efficaci

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Recuperare i carrelli abbandonati
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Qualche giorno fa abbiamo scoperto insieme come evitare i carrelli abbandonati all’interno di un e-commerce, ovvero tutte quelle tecniche per fare in modo che gli utenti, una volta selezionato un prodotto e messo nel carrello, portino a termine l’acquisto, senza farsi distrarre e senza lasciare precocemente il negozio online. Pur mettendo in pratica i migliori consigli, però, è impossibile cancellare completamente questo problema. Da qui, dunque, la necessità – per ogni gestore di e-commerce – di mettere in campo delle strategie mirate per recuperare i carrelli abbandonati. Ogni carrello lasciato a sé stesso dai tuoi clienti, infatti, è una vendita persa!

Partendo dal presupposto per il quale, secondo il Baymard Insitute, più del 68% dei carrelli viene sistematicamente ‘dimenticato’ dai clienti online, vale davvero la pena di mettere in campo delle attività tese a recuperare i carrelli abbandonati! Pensaci un po’: il grosso del lavoro dell’amministratore di un e-commerce consiste nel riuscire a trascinare gli utenti sul proprio store online, per poi convincerli, grazie a dei copy persuasivi e a grazie a una grafica accattivante, a selezionare dei prodotti. Il più, a quel punto, è fatto, e sarebbe davvero da folli non fare un passo in più per convincere tutti quegli utenti distratti a tornare indietro per completare l’acquisto: se anche solo il 10% di loro lo facesse, infatti, sarebbe un grande guadagno per il tuo business online!

Vediamo dunque insieme quali sono le più efficaci tecniche per recuperare i carrelli abbandonati.

Recuperare i carrelli abbandonati attraverso delle email

Il primo e principale modo per recuperare i carrelli abbandonati è quello di inviare a tutti gli utenti che hanno lasciato il tuo e-commerce senza terminare gli acquisti una email mirata. L’obiettivo, ovviamente, è quello di far ritornare gli utenti sul tuo portale, così da farli ripartire a fare shopping dal punto esatto in cui hanno smesso, selezionando altri prodotti o passando al pagamento. Ma come si può fare?

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Devi creare una email breve e diretta, in cui, dopo aver salutato il tuo utente, spieghi di aver notato l’abbandono del carrello. Potresti iniziare la tua email con un messaggio del tipo:

Ciao Mario,
ci siamo accorti che non hai completato i tuoi acquisti sul nostro negozio online. Qualcosa è andato storto? Cosa possiamo fare per aiutarti?

In questo modo, offrirai all’utente la possibilità di spiegarti il problema riscontrato. Forse non ha trovato il metodo di pagamento preferito, o forse le spese di spedizione sono troppo alte. O forse non c’è stato nessun tipo di problema, e Mario, molto semplicemente, è stato richiamato dal suo capo mentre faceva acquisti durante l’orario di lavoro. In ogni caso, questa email ti permette di ricordare all’utente che si è lasciato qualcosa alle spalle. Per essere efficace, questo messaggio deve anche ricordare all’utente il perché dovrebbe continuare i suoi acquisti proprio sul tuo portale. È dunque essenziale riportare i punti forti del tuo negozio online (prezzi bassi, prodotti di qualità, spese di spedizione basse, velocità e via dicendo), riportando sotto il testo della email il contenuto stesso del carrello, così da stuzzicare l’utente.

Talvolta una prima email, inviata tra le 3 e le 12 ore dopo l’abbandono, è sufficiente per recuperare i carrelli abbandonati. Tante altre volte, invece, è necessario inviare una, due o persino tre email (dopo la terza, solitamente, si rinuncia). Sta a te scegliere quali armi usare per convincere gli utenti a tornare sul tuo sito web: puoi affidarti a dei copy persuasivi o puoi fare di più, offrendo gadget, sconti e coupon – stando però attento a non abituare i tuoi clienti a questa magnanima politica, per non avere poi a che fare con centinaia di carrelli astutamente abbandonati!

Recuperare i carrelli abbandonati: un pop-up al momento giusto

In molti pensano che l’email costituisca l’unico modo per recuperare i carrelli abbandonati. Non è affatto così: si può agire diversamente, e anzi, si può agire prima, nel momento stesso in cui un utente decide di lasciare un sito senza terminare l’acquisto. Perché non impostare un exit pop-up (che compaia dunque all’utente nel momento in cui sta lasciando il portale) in grado di persuadere l’utente a portare a termine la sessione di shopping? Oppure, utilizzando a regola d’arte i cosiddetti trigger di exit intent, si potrebbe domandare agli utenti che stanno navigando via smartphone se preferiscono ricevere un email con il riassunto del loro carrello, così da portare a termini i loro acquisti in tutta comodità su desktop. Una soluzione smart, non credi?

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Recuperare i carrelli abbandonati con pubblicità mirate

Oltre a email persuasive e a tempestivi pop-up è possibile recuperare un carrello abbandonato realizzando delle pubblicità online ad hoc, sfruttando in modo intelligente i banner pubblicitari. Hai presente quando, navigando in rete, ti ritrovi pubblicizzati quegli stessi prodotti che hai visualizzato il giorno prima su un e-commerce? Ecco, tu puoi fare lo stesso per recuperare i carrelli abbandonati, utilizzando le apposite opzioni di remarketing di Google Ads (o delle altre piattaforme) in modo dinamico: in questo modo, anziché promuovere dei tuoi prodotti ‘a caso’, mostrerai proprio quelli che quel preciso utente ha abbandonato sul tuo portale.

 

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Jole Torre

Jole Torre

Online Advertising Specialist di Be-We srl

Nata a Messina, vive a Cagliari dal 2015.
Curiosa, appassionata di Internet e dei suoi intricati meccanismi, ha un debole per Google.

Ha lavorato per diverse realtà: Toscana, Piemonte, Sicilia, Sardegna. In queste città ha maturato circa 10 anni di esperienza in SEO e Online Advertising.
Oggi è responsabile dell’area Web Advertising in Be-We Srl.