Social media marketing: 10 errori da evitare

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Social Media Marketing
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Sono sempre di più: il numero delle aziende presente su Facebook, su Twitter e sugli altri social network è in continuo aumento, anche in Italia. Ma di certo non basta la sola presenza. No, per sfruttare appieno queste preziose piattaforme è necessario pianificare ogni singola mossa in base ad una precisa strategia di social media marketing: pubblicare post a singhiozzi senza avere un chiaro obiettivo in testa, infatti, non può portare alcun effetto positivo per il proprio business. Ed è qui che purtroppo casca l’asino, in quanto sono tantissime le aziende che atterrano sui social network per abbandonarli qualche mese o persino qualche settimana dopo, lamentandosi che «il social media marketing, per la mia azienda, non funziona». È davvero così? Quelle dei social media marketer sono solamente delle vane promesse, destinate inevitabilmente a sfracellarsi al suolo insieme ai sogni di successo?

Lasciati consigliare da chi segue quotidianamente la gestione dei social network di hotel, ristoranti e aziende di ogni tipo: il social media marketing funziona sempre e per qualsiasi azienda a patto di seguire un piano preciso e di non commettere ingenuamente degli errori grossolani. Vuoi sapere quali sono gli errori che devi assolutamente evitare nella gestione delle pagine social della tua azienda?

Social media marketing: gli errori da non fare assolutamente

1) Non avere una strategia precisa

Il primo clamoroso errore da non fare nella gestione di un social network è quello di non avere una chiara strategia di partenza. Quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere attraverso la tua presenza su Facebook e su Instagram? Qual è il budget a tua disposizione? Qual è il piano di azione? Tante, troppe aziende arrivano su queste piattaforme «solo per esserci», ovvero con il miglior approccio per vedere naufragare in poco tempo ogni velleità di successo in campo di social media marketing.

2) Non ascoltare il pubblico

Occuparsi di social media marketing non vuol dire limitarsi a creare dei contenuti per il pubblico. Non stiamo parlando di media tradizionali, come la televisione o come la stampa, nei quali la comunicazione è unidirezionale. Grazie ai social, infatti, siamo di fronte al nostro pubblico, e abbiamo la possibilità di ascoltarlo, e quindi di sapere cosa pensa del nostro brand. Vuoi dare il meglio al tuo pubblico? Bene, inizia ad ascoltare le sue esigenze.

3) Pensare che il numero dei fan sia la metrica principale

Questo è tra gli errori più diffusi tra chi si approccia per la prima volta al social media marketing. Anzi, diremo di più: ci sono anche dei social media marketer rodati che continuano a essere felici solamente a patto di veder crescere continuamente la propria fan base. Ci sono però dei KPI molto più importanti da tenere in considerazione, sopratutto se si pensa al fatto che 1.000 fan che non si trasformeranno mai in lead e quindi in clienti non possono portare niente all’azienda – non a caso il numero dei follower viene spesso associato al termine ‘vanity metric‘.

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4) Creare una Social Identity diversa dalla propria Brand Identity

Uno dei valori massimi del marketing è la coerenza. Questo significa che ogni brand deve avere una sola identità, qualsiasi sia il canale di comunicazione utilizzato. Molto spesso, invece, si incontrano aziende che, una volta atterrate su Facebook, iniziano ad utilizzare un tone of voice e un lessico totalmente estranei alla propria identità. Certo, l’universo dei social è un ambiente particolare, ma non per questo bisogna diventare qualcun altro per sfruttarli al meglio, anzi!

5) Fare di tutte le piattaforme un fascio

L’attività di social media marketing cambia in base alla piattaforma con la quale si ha a che fare. Un’azienda può ovviamente essere presente su Facebook, su Twitter, su Instagram e su LinkedIn ma dovrà sempre ricordarsi di trattare ogni piattaforma per quello che è, ovvero un universo a sé stante. Ogni social network possiede infatti le proprie dinamiche, la propria audience e i propri meccanismi, e chi non impara in fretta questa lezione ha ben poche probabilità di avere successo nel social media marketing.

6) Non avere una tattica precisa per gestire i commenti negativi

Essere sui social network significa anche esporsi ai commenti degli utenti, i quali talvolta possono essere negativi. La gestione di questi feedback avversi può fare la differenza, e per questo vale la pena seguire una tattica precisa che riduce al minimo la possibilità di errori. È in primo luogo assolutamente vietato cancellare i commenti negativi: farlo potrebbe attirarti contro commenti ben peggiori, con un consistente danno alla reputazione del brand. Molto meglio rispondere ad ogni singolo commento negativo, in tempi brevi e con il tono più appropriato. Eventualmente, è possibile contattare gli utenti insoddisfatti via chat privata, così da cercare insieme una soluzione.

7) Parlare sempre del tuo brand

Usciresti mai con una persona che non fa nient’altro che parlare di sé stessa, per ore e ore, senza dedicare nessuna attenzione al resto del mondo? Sicuramente no. Allo stesso modo, una profilo aziendale che parla solo dei propri prodotti e dei propri servizi non può pretendere di raccogliere il favore del pubblico. Non esiste una regola fissa e sempre valida, ma in linea generale si preferisce dedicare il 20% dei post al proprio business e il restante 80% a dei topic in grado di creare engagement.

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8) Esagerare con i post

Esagerare, quando si parla di social media marketing, significa pubblicare troppi post, spinti magari dall’entusiasmo iniziale. L’overposting, però, ha due conseguenze molto negative: da una parte, i fan sommersi di contenuti inizieranno ben presto a stufarsi; dall’altra parte, la produzione di un numero eccessivo di post si traduce in uno spreco di energie e soprattutto di tempo, ovvero di preziose risorse che potrebbero essere state utilizzate in modo migliore. D’altro canto, nel social media marketing, non si esagera solo in eccesso: anche abbandonare per lunghi i periodi i propri profili social – cadendo magari nel silenzio più assoluto dopo un iniziale momento di overposting – ha ovviamente degli effetti deleteri. Come si dice in questi casi, dunque, in medio stat virtus.

9) Dimenticarsi chi sono gli utenti

Gli utenti che stanno dall’altra parte dello schermo non sono dei robot, né dei computer. Sono persone in carne e ossa, proprio come te, che scorrazzano sui social network alla ricerca di svago, di informazioni e di intrattenimento. E, sempre come, te disprezzano l’ipocrisia, l’autoreferenzialità, la noia e via dicendo. Non dimenticartelo mai mentre decidi quali contenuti postare e come postarli.

10) Cercare di essere onnipresente

Si è già detto che ogni piattaforma è un mondo a sé stante, con le proprie regole peculiari. A questo va aggiunto che la gestione di un profilo aziendale, dalla creazione del calendario editoriale in poi, richiede molto tempo. Partendo da questi due presupposti fondamentali, si riesce a capire che – se non si hanno a disposizione budget estremamente sostanziosi e risorse disponibili – l’onnipresenza non è assolutamente un obiettivo a cui puntare: cercare di promuovere contemporaneamente la propria azienda su Facebook, su Twitter, su Instagram, su LinkedIn, su Pinterest, su Snapachat e su Google+ non può che trasformarsi in un clamoroso autogol.

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Filippo Sogus

Filippo Sogus

CEO di Be-We srl & SEO Specialist

Filippo è SEO Specialist di professione, esperto in tecniche SEO nel settore e-commerce, editoriale e turistico. Segue diverse aziende nazionali, leader del mercato e investimenti sul web.

Grazie alla collaborazione con numerose aziende e all’esperienza SEO maturata in diversi settori, Filippo sfrutta i motori di ricerca per incrementare il fatturato delle aziende.